“La prossima Olimpiade la organizzerò io, in Siria, e Schwarzer sarà il nostro portabandiera, quello del team della coscienza sporca”.

Quando avevo sedici anni odiavo l’estate, perché voleva dire spendere tre mesi a girovagare per il paese crepando di noia, oppure andare a lavorare (a nero) nei vigneti per mettere qualcosa da parte per poi spendere tutto sulle spese scolastiche. Insomma, non il massimo.

Da universitario ho continuato a odiare l’estate, sinonimo di ritorno nel paese dove avevo già trascorso altri periodi estivi di merda, vedi sopra, per studiare all’ombra dei piacevoli 40°C gli esami da sostenere a Settembre.

Da lì in poi il disprezzo per i tre mesi più inutili dell’anno è diventato automatico, oggi odio l’estate e non so il perché.

Per fortuna ci sono le Olimpiadi a rallegrare le giornate afose e torride, arrivi a casa, prendi una birra ghiacciata, ti siedi sul divano e ti godi in santa pace una bellissima ed emozionante gara di tiro al piattello.

Che bello.

Una sfilza di discipline classificate come sportive vivono i loro momenti di gloria ogni quattro anni per poi cadere nel dimenticatoio fino alla prossima Olimpiadi. Tra scherma, arco, hockey prato, badminton e tiri al bersaglio vari si passa un mese a capire come l’essere umano pur di ricoprirsi di gloria sia in grado di tramutare qualsiasi cosa in sport.

Non so che valore possa avere una medagli assegnata a un tizio che spara contro dei piattelli, o il valore di un oro consegnato alla miglior squadra di hockey prato, ma a me onestamente fa ridere.

Si certo, sono discipline che richiedono concentrazione e duri allenamenti ma se è per questo anche pisciare in piedi senza farla sulla tazza è una questione di allenamento e concentrazione. Quindi cosa aspettiamo a rendere anche la pisciata notturna una disciplina olimpica?

Ovviamente l’Italia essendo una nazione di merda anche nello sport, tranne qualche mondiale di calcio vinto per puro culo, eccelle in tutti quelli sport privi di senso e fervore agonistico.

A Londra 2012 in pratica abbiamo vinto tutto quello che ci stava da vincere con pistole e archi.

Avessimo avuto ‘sta preparazione nelle Prima e Seconda guerra Mondiale a quest’ora Roma sarebbe stata la capitale dell’EurAsia.

Nel nuoto abbiamo fatto schifo e ci siamo subiti anche gli sfoghi patetici di un atleta mediocre come Magnini, nell’atletica invece è dai tempi di Mennea che non ne combiniamo una buona. Per fortuna che ci sta la scherma a dare soddisfazioni e abbiamo anche dovuto dire grazie alla Vezzali, che si farebbe toccare volentieri da Berlusconi (cit.), per aver tenuto alto il nome dell’Italia.

Ma si sa, le Olimpiadi sono altro. Con loro si celebra lo spirito di unione dei popoli, lo sport diviene il simbolo dell’abbattimento di confini e barriere, per un mese il mondo si dedica solo allo Sport e alla competizione agonistica.

Le Olimpiadi sono l’opportunità per lanciare messaggi importanti, vedi la sfilata della delegazione Saudita che aveva tra le loro fila due donne o l’Afghanistan che per la prima volta ha portato un’atleta donna alle Olimpiadi. Segno che i tempi stanno cambiando. Certo.

Poi finite le Olimpiadi ho il presentimento che tutto tornerà come prima, che quelle donne, simbolo di una possibile svolta femminista, tornate in patria ricominceranno a vivere all’ombra di un regime politico- religioso asfissiante. Certo cazzi loro, ci mancherebbe. Però tutto questa messa in scena mi suona un po’ come il padre cattivone che fa uscire la figlia con gli amici ma al rientro la prende a schiaffi e se gli gira se la violenta pure, però i vicini vedono la ragazza uscire, quindi so’ convinti che il padre sia un brav’uomo.

Dalle mie parti si chiama propaganda, perché se non l’aveste ancora capito quelle poveracce sono andate fino a Londra solo per mostrare all’Occidente che le cose nel loro paese vanno bene, che è tutto ok e che tra qualche millennio forse potranno portare i pantaloni a zampa e ascoltare Jim Morrison.

Comunque sia le Olimpiadi sono belle, vero? Luci, colori, atleti, feste, premiazioni, record del mondo.

La guerra civile in Siria.

Ops.

Non ve l’avevano detto?

Ve lo dico io, allora…In Siria c’è una guerra civile, morti a destra e sinistra e circa 200.000 profughi che non sanno dove andare. Inutile sottolineare che tutto ‘sto macello è stato messo su dagli USA (medaglia Olimpica dei colpi di stato) per avere sotto controllo l’ultimo tassello del Medio Oriente.

Quindi mentre a Londra si celebra la pace dei popoli e un presunto femminismo arabo, in Siria s’ammazzano. Ma vorrei precisare che nell’antica Grecia le Olimpiadi non avevano inizio se le guerre non venivano subito interrotte. Questo per lasciar spazio ai giochi che a livello umano e sociale, anche se per poche settimane, assumevano più importanza delle battaglie.

A Londra invece, a quanto pare, le notizie delle Siria non sono arrivate, troppo impegnati a monitorare i rutti e gli starnuti di Bolt.

Per fortuna che ci sta Schwarzer che ci ricorda cosa siano le Olimpiadi, lui è l’icona, il simbolo dell’Olimpiade moderna.

L’hanno cacciato perché si dopava, perché è stato scorretto e ha infangato il nome di una manifestazione.

Lui è l’unico coglione che è stato fatto fuori da un sistema governato da sponsor che glorificano lo sport presentando atlete con bicipiti grandi quanto la testa di un bambino, che sponsorizzano uno sport pulito attraverso ragazzini di sedici anni che infrangono record del mondo come se niente fosse.

In un evento dove s’ignora una guerra civile, dove le multinazionali sponsorizzano gli stati africani e asiatici che hanno ridotto sul lastrico, dove il concetto di sport è connesso a un giamaicano che imbottito di ormoni e sostanze corre i 100 metri, io dico che Schwarzer è quello che ne esce più pulito per il solo fatto di non aver preso parte a questa buffonata in cui tutti sono eroi e nessuno esce sconfitto.

E’ l’Olimpiade del grottesco, dei mostri, è l’Olimpiade dell’antropofagia e del rimestare la stessa merda senza sosta.

Fate in fretta e sbrigatevi a porre fine a questo circo disgustoso, la prossima Olimpiade la organizzerò io, in Siria, e Schwarzer sarà il nostro portabandiera, quello del team della coscienza sporca.

L’unico team di cui tutti fanno davvero parte.

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2 comments

  1. DANIELE · agosto 16, 2012

    e dove sta scritto che Bolt sia dopato per forza….senti visto il tuo rancore e nervosismo ingiustificato, bè d’altronde che pretendere da una persona che già a 16 anni odiava l’estate…ti consiglio d’impegnarti in uno sport cosi’ come consigliava il maestro alla madre dell’ alunno un po’ troppo focoso “signora gli faccia fare un po’ di sport a suo figlio….”ecco abbandona almeno d’estate i tuoi tomi universitari e fai esercizio fisico …e perchè no scegli il tiro al piattello cosi’ ti concentrerai su qualcosa che non sia la guerra in Siria che interessa a tutti ovviamente…per le prossime olimpiadi ti consiglio di andare su Marte ..li’ non sono ancora popolari…e mi raccomando tra tre mesi quando scoppiera’ un ‘altra guerra civile in qualche altro stato non ti crucciare e guardati qualche bel filmetto ……..americano ovviamente…….

    • ilconigliotiguarda · agosto 19, 2012

      Credo che tu non abbia colto il senso del Post. Fa niente, a scuola ci stavano pure quelli che non ricordavano i capoluoghi della Basilicata.

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