The Woman

Era qualche anno che non vedevo un horror decente e a dire il vero avevo perso anche le speranze rifiutando di visionare qualsiasi prodotto recente, spacciato per tale.

Andare incontro a delusioni infatti è molto facile, basti pensare a quella boiata di The Human Centipede o ai vari remake dei classici anni 80’-90’.

Lo spirito con cui mi sono avvicinato a The Woman era più o meno lo stesso con cui accompagni tua madre all’Auchan.

Non mi aspettavo assolutamente nulla, anzi ero pronto a stoppare a quindici minuti dall’inizio, disperandomi per aver perso ancora tempo dietro l’ennesima coglionata di un regista originale come il tamarro di paese che gira in auto con la musica neomelodica sparata a palla.

Lucky McKee mi ha smentito felicemente. E’ stato infatti capace di costruire un film molto più interessante di quanto non sia stato già detto.

Siamo da qualche parte in America in mezzo a boschi, fiumi,montagne, fiori, laghi… insomma avete capito.

Qui la famiglia Cleek possiede una bella casa nella quale trascorre le sue giornate scandite dall’autoritarismo di un pater familias stile Calabria anni ’30.

Durante una battuta di caccia proprio lui scova una donna selvaggia (una Pollyanna McIntosh strepitosa che abbandona le passerelle per ricoprire un ruolo del tutto opposto) totalmente immersa in una vita primitiva.

Chris decide di catturarla con lo scopo di civilizzarla ma anche perché ne è attratto sessualmente.

Invece di farne un segreto decide di condividere tutto con la famiglia la quale è incaricata di mantenere la massima riservatezza sulla questione e soprattutto di aiutarlo a gestire la “bestia”.

Il nuovo “membro della famiglia” ovviamente attira su di sé tutte le attenzioni della casa in maniera così forte, che nessuno sembra interessarsi o accorgersi di ciò che accade tra le mura domestiche. La loro figlia Peggy infatti è incinta e il secondogenito a notevoli problemi di socializzazione a scuola.

A ciò si aggiunge l’ossessione di Chris per quella donna, un’ossessione che diventa gelosia per sua moglie Belle.

Il tempo passa e la selvaggia è costretta a sottomettersi alle pratiche educative crudeli della famiglia e a subire umiliazioni giorno dopo giorno subendo anche abusi sessuali e torture.

Se da una parte infatti Chris si diverte a scoparla, dall’altra il figlio riversa sulla sventurata tutte le sue perversioni sadiche.

E’ ovvio che il tutto è destinato a degenerare, la vendetta della “donna” sarà atroce determinando un finale spietato e cinicamente perfetto.

McKee dicendolo chiaramente ha avuto culo.

La farina non è tutta del suo sacco infatti la sceneggiatura è di Jack Ketchum pluripremiato romanziere horror che ha prestato la sua opera al “fortunato” Lucky (mamma mia che gioco di parole!) ma non solo, l’ha anche assistito durante le riprese consigliandolo e adattando il romanzo alla narrazione cinematografica.

Sì, davvero una bella botta di culo.

Il risultato si vede: il film è solido, scorre che è una bellezza e non ha lacune dettate dall’inesperienza.

E non è nemmeno un film fine a se stesso in cui la violenza ha il solo compito di intrattenere. No è un’ opera che ha anche il suo perché a livello di contenuti.

Partiamo da lontano dicendo che episodi del genere sono davvero accaduti nel corso della storia e cioè ritrovamenti di persone che vivevano come animali in boschi o foreste. Il caso più celebre è quello di Victor (Truffaut ne fece anche un film, “L’enfant sauvage”), il bambino lupo ritrovato in una foresta  vivendo comportandosi come un lupo. I pedagoghi cercarono di istruirlo, di insegnarli a parlare e a comportarsi da “essere umano” sottoponendolo a sforzi inauditi e tremendi. Victor non imparò mai, rimase sempre un bambino lupo.

“La donna” è un po’ come Victor strappata dal suo ambiente naturale e costretta vestire i panni della civilizzazione. Un ruolo che non può e non vuole ricoprire, lei viene dai boschi, è sempre stata libera e conosce leggi del tutto diverse.

Il suo corpo imbrattato di sangue e fango, i suoi occhi truci da predatrice si scontrano con l’atmosfera di porcellana di casa Cleek dove tutto è lindo e al passo con i tempi.

“La donna” porta in sé una rivelazione ancora più grande che abbaglia e incanta i membri della famiglia, per quanto sporca e spaventosa il fascino di libertà che emana rende invidiosi i suoi aguzzini.

Lei rappresenta l’indipendenza dal conformismo, lo svincolo dai dogmi opprimenti della società.

E mentre Belle subisce le umiliazioni del marito venendo picchiata e tradita, la selvaggia lotta, morde e non si arrende. Nonostante non indossi minigonne e non sia una dirigente di qualche multinazionale, è lei l’ultimo e forse l’unico baluardo del femminismo.

E’ lei che custodisce i resti di una dignità, consegnata da tempo alle mani del perbenismo e dell’ipocrisia.

Ma c’è altro, The Woman offre spunti anche a livello più grande, descrivendo con metafore efficaci la situazione socio-politica di oggi.

Chris vuole civilizzare pur non essendo lui stesso un esempio di civiltà, imponendo la sua violenza sulla famiglia e trascurando i suoi doveri di padre.

Lui rappresenta quel mondo occidentale, pronto a etichettare come “selvaggi” popoli che oppongono resistenza all’occidentalizzazione della loro cultura e allo sfruttamento della loro terra.

Più di un semplice film, questa è antropologia pura.

 

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