“L’Italia non esiste, noi non esistiamo, però si continua votare”.

L’ultima volta che sono andato a votare avevo diciannove anni.

Scrissi sulla scheda “morite tutti infami”.

All’epoca il mio sogno erotico era Vibeke Stene e andavo giù pesante con il Death Metal.

Le elezioni politiche le ho sempre trovate inutili, soprattutto per un popolo ignorante come il nostro.

Più volte mi hanno fatto notare che il non votare è una sorta ammutinamento morale, il quale non permette poi il potersi lamentare a giochi fatti.

Non so chi abbia mai inventato questa regola, probabilmente lo stesso tizio che ha messo in giro la voce che le donne non si toccano nemmeno con una rosa.

E poi, perché uno che vota Mastella può parlare di politica e un fan degli Insomnium no?

Mi son sempre chiesto che aspettative potesse avere un popolo come quello italiano, che vanta tra i suoi capi di governo precedenti gente come Andreotti, Prodi e Berlusconi, di giungere a un cambiamento socio-politico.

Le foto dei manifesti elettorali mi hanno sempre inquietato, tizi sorridenti che con frasi lapidarie promettono sempre qualcosa , pur non sapendo tu cosa chieda o voglia.

Demetrio Guzzardi

Il bello delle elezioni in Italia non è capire chi vincerà o confrontare i diversi programmi politici.

No, il bello delle elezioni in Italia e monitorare il comportamento degli italiani.

L’italiano si trascina a ogni elezione un’incertezza infantile fino al momento in cui sta per entrare nella cabina, come se aspettasse le ultime promesse di un candidato a caso per avere la certezza matematica di votare la persona giusta.

Infatti, i giorni precedenti sono caratterizzati da un forte impegno politico (assente nei restanti giorni dell’anno solare) che portano l’italiano a sfogliare e addirittura leggere (non senza qualche reticenza) le prime cinque pagine del Corriere della Sera, senza saltare direttamente alla cronaca sportiva.

Ciò è accompagnato dalla visione di programmi come Ballarò e Servizio Pubblico, annuendo agli interventi di Crozza e Travaglio perché il collega di lavoro che è stato al V-Day gli ha detto che sono in gamba.

In realtà nella mente dell’italiano le idee sono ancora meno chiare, infatti, si domanda come mai dopo anni di elezioni e relativi cambi di capi di governo si ritrovi sempre con le pezze al culo.

L’altro elemento onnipresente “neisecolideisecoliamen”, è Berlusconi.

Credo che l’Italia abbia sviluppato nei confronti di Silvio un forte affetto.

L’hanno visto crescere, muovere i primi passi, tifare allo stadio e fare le prime esperienze con le ragazze.

berlusconi-michelle-obama

E’ la loro creatura, che non condanneranno e abbandoneranno mai.

Esattamente come la mamma che difende in questura il figlio sgamato con una panetta di hashish di 300 grammi nelle mutande: “Sono ragazzi, capita. Sono cose che hanno fatto tutti”.

E così Berlusconi è presente a ogni elezione, consapevole che qualche italiano lo voterà sempre.

Perché a noi non serve un programma politico dettagliato o verificare il curriculum del candidato per decidere chi votare.

A noi basta che ripetano le stesse minchiate dette dai tempi della DC: non pagherete le tasse, darò lavoro, riceverete assegni famigliari.

Fondamentalmente l’italiano quando va ai seggi segue l’interesse personale non quello nazionale.

Calcola quanto le sue tasche saranno piene e i vantaggi che potrà ricavarne, è un tipo di ragionamento che andrebbe benissimo in un sistema feudale.

Le speranze riposte in movimenti “alternativi” e “rivoluzionari” sono la risposta impulsiva e rabbiosa di un popolo che non sa più a chi rivolgersi per tirare avanti a fine mese.

Se domani Marco Liorni si presentasse da Santoro promuovendo un suo partito, raccoglierebbe un 20% di adesioni nette.

Così dopo il pomeriggio trascorso a guardare gli Exit Poll, che tanto gli ricordano la classifica di serie A o il televoto di “Amici”, apprende chi sarà il suo capo di governo.

amici 10 finalisti esito televoto

Che guarda caso non è mai quello che ha votato.

La fase della rabbia è la più bella.

Fase in cui il dissenso e il disgusto dell’italiano si manifestano con tutto il loro furore sui social network, postando cazzate adolescenziali e minacce rivolte ai supporter del partito vincitore.

Che guarda caso è sempre quello di Berlusconi.

Qui si verifica un fatto molto interessante.

Tutti contestano ma nessuno ammette di averlo votato.

La qual cosa mi ricordai la tipa cessa ma zoccola e tettona che si son passati tutti al liceo ma che nessuno ha mai ammesso di essersela trombata.

L’impegno politico dell’italiano finisce praticamente il giorno dopo.

La nuova alba porta via ogni rancore e preoccupazione, al bar si parlerà di Balotelli e del nuovo calendario di qualche troione; al supermercato dell’offerta 3×2 sugli assorbenti interni e dell’impossibilità di fare la spesa con venti euro.

L’italiano è la moglie che anche se picchiata una sera sì e una no, fa trovare i biscotti appena sfornati al marito ubriaco che rientra a casa.

L’Italia non esiste, noi non esistiamo, però si continua votare.

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