Pochi consigli su come mantenere un minimo di decoro in quest’epoca oscura

Essere al passo con i tempi, rimanere aggiornati sulle nuove tendenze e mantenere uno sguardo costante  sulle mode nell’era del consumismo è un’impresa davvero difficile.

Ci bombardano continuamente di novità, in qualsiasi campo.

Persino gli antidepressivi posso essere “in” o “out”, le modalità di tradimento, come rispondi al citofono o i movimenti che compi per pulirti il culo.

Oggi senza i dovuti accorgimenti si rischia di essere vecchi a vent’anni, il che equivale ad abbracciare la morte sociale.

La nostra epoca sebbene avviata verso un declino inesorabile, merita comunque di essere vissuta nel modo più fashion possibile.

Se l’Inferno è alle porte, è bene arrivarci ben vestiti e con in testa tutte le hits del momento.

Abbigliamento Non voglio soffermarmi troppo su questo argomento. Dell’abbigliamento hipster si dice e si è detto troppo, parlarne ancora sarebbe come sparare sulla croce rossa. Pantaloni aderenti, mocassini e cappello nonché un paio di occhiali anni 80’ e una camicia, possono renderti appetibile verso la società.

La prima impressione è quella conta, giusto?

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E pensa che sei anche fortunato perché vivi in Italia, infatti, nel resto del mondo vestito così saresti considerato come un coglione qualunque (pensa un po’!).

Corpo Se qualche anno fa l’imperativo era avere un corpo statuario e scolpito che potesse attraverso i glutei comunicare la personalità dell’individuo oggi, mio caro/a, non devi porti questo complesso.

Certo se c’hai il bicipite gonfio o le tette rifatte non è che fai schifo, però la priorità è altro.

Un taglio di capelli corto per le donne e ciuffo anni 50’ per lui e via!

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La donna col capello corto è simbolo di ribellione e afferma la presenza di una Lei emancipata e indipendente, una donna metropolitana e coraggiosa, che non teme il confronto con il sesso forte.

Se però quel taglio lo avesse fatto quattro anni fa si sarebbe beccata della lesbica ma ora hanno detto che anche se c’hai i capelli da maschiaccio non vuol dire che non ti piaccia il cazzo.

Quindi ora può anche rasarsi a zero senza timore, con tutto il suo spirito indipendente e anticonformista.

L’altro punto fondamentale è il tatuaggio.

Se non ce l’hai sei una sega.

Non è importante cosa ti tatui o il significato racchiuso nel tatuaggio, l’importante e averlo.

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Anzi, più ne hai meglio è.

E’ una competizione, il che implica il doverli mettere in mostra. Avambracci scoperti e canotta a Dicembre sono le armi che permettono di evidenziare ancora di più le tue opere d’arte.

Con il tatuaggio entri di diritto nella cultura metropolitana contemporanea, è il tuo pass per essere ufficialmente figo.

Devi solo sperare che la moda duri a lungo e che non ti sia beccato l’epatite con un ago infetto.

Accessori Nulla di più semplice e soprattutto economico. Uno smartphone, un portatile Mac e cuffie Beats Studio.

Il tutto alla modica cifra di 1700 euro circa, da chiedere a mamma e papà come premio per aver superato l’esame di “Storia del cinema”.

E’ importante sottolineare che i suddetti accessori non devono essere esibiti con spocchiosità o vanto, ma ostentando normalità. Perché è normale oggi andare in giro con “utensili” che valgono più dell’appartamento di tuo zio a Frosinone Sud.

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Per i più avanguardisti ci sarebbe anche il Tablet, comodo da usare per leggere le news del Fatto Quotidiano mentre sei in metro o semplicemente divertente da usare passandoci alla cazzo il dito sopra senza avere la benché minima idea di cosa fare o cercare.

Musica La colonna sonora di questo periodo dovrebbe essere la Marcia Funebre di Chopin ma probabilmente non è nel catalogo di Itunes. Quindi meglio divertirsi con tutti quei gruppi che dovrebbero essere “ underground” ma che ritrovi il giorno dopo su MTV.

L’elemento “elettronica” è un valore imprescindibile.

Se la band non utilizza il synth minimo in 2/3 delle tracce dell’album, è da scartare.

E’ bene scovare sempre nuovi gruppi, anche se oggettivamente orribili purché inseriscano un “fzzzz” o un “vrrrrschtr” nei loro pezzi; farli poi conoscere agli amici per cementare il proprio status di tipo “in” e creare attorno a te una sorta di aurea di “guru”.

Libri La scelta del libro deve essere fatta in base all’anticonformismo dell’autore, ma dato che non hai tempo di andare alla Feltrinelli e spendere più di dieci minuti per cercare un libro interessante perché devi caricare assolutamente le foto su Facebook del week end a Londra, la scelta ricadrà sempre su di lui: Bukowski (porcoddio l’originalità!).

Non è indispensabile sposare la sua filosofia e visione del mondo, è fondamentale invece conservare i suoi libri in bella vista sul comodino. Non si sa mai vengano ospiti è bene far notare che sei un tipo acculturato.

Cinema Tutto ciò che è indipendente, anche i cortometraggi dell’amico tuo che si è diplomato alle Scuole Civiche di Milano l’anno scorso. Magari datti pure una ripassata sulla Nouvelle Vogue che non si sa mai.

Social Network  Facebook non basta per tutte le stronzate che devi raccontare al mondo intero, quindi sotto con Twitter. Descrivi costantemente il tuo stato, meglio se critico e cinico senza dimenticare la sottile ironia (sennò che cazzo leggi a fare Bukowski?).

Posta le foto scattate con Instagram: muri scrostati  tramonti dalle finestre, il sushi di venerdì. E non dimenticare di condividere le tue foto, sorridi sempre, assicurati di indossare vestiti carini e di avere uno sfondo interessante.

Tipo due amiche fighe o Camden Street.

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Viaggi Devi assolutamente viaggiare, altrimenti: 1) non potrai sfoggiare il tuo abbigliamento in giro per l’Europa e capire se H&M vende le stesse cose anche a Parigi; 2) non potrai fare foto, quindi non potrai occupare qualche giga byte del tuo MAC e soprattutto il diario di Facebook risulterà miseramente spoglio. Oh, non fare cazzate. Basta con Barcellona, Praga e Budapest. Vai sulla realtà metropolitana: Londra e Berlino.

Non dimenticarti di raccontare al ritorno di quanto si stia bene all’estero e quanto provinciali siano gli italiani.  

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One comment

  1. laura palmer · marzo 30, 2013

    tipo te quando sei tornato dalla Svezia?:D

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