“Accedere alla LUISS vuol dire eliminare almeno otto preoccupazioni che perseguitano lo studente dell’università pubblica, tra le quali il dover studiare”

Uno dei tanti giorni della mia vita inutile ero alla Stazione di Milano Centrale, ad attendere quel cazzo di regionale in ritardo di 25 minuti.

In questi momenti generalmente per ingannare l’attesa mi metto a fissare i relitti umani che popolano le stazioni, cercando di capire chi di loro possa predire al meglio la mia situazione umana e sociale tra non più di due anni.

Purtroppo quel giorno la stazione era piena solo di francesi e napoletani che attendevano i rispettivi treni, e per quanto i napoletani possano essere antropologicamente interessanti, mi stavo davvero annoiando.

Quando, a un certo punto, alzo lo sguardo e la mia attenzione è catturata da cartelloni enormi che sponsorizzano l’iscrizione alla LUISS.

Dovete sapere che tutto ciò che è sponsorizzato all’interno della stazione di Milano Centrale, generalmente è quanto di più imbarazzante e culturalmente abominevole ci sia in circolazione: le mutande di Cristiano Ronaldo, i leggins di Lana del Rey, il World Tour di Eros Ramazzotti.

Su questi cartelloni la LUISS ci ha piazzato belle faccette pulite e sorridenti, che unite sotto lo slogan “Insieme”, ti fanno capire quanto sia figo poter studiare in un’università privata.

triennale

Così, per curiosità mi son fatto un giro sul sito internet della LUISS cercando di cogliere qualche informazione.

Prima cosa importante, se vuoi studiare alla LUISS, devi avere tanti soldi.

Il “prezzo” per i corsi della triennale è di 8.000 euro l’anno, 3.000 per quello magistrale.

Se tutto va bene ti ritrovi a sborsare 30.000 euro per cinque anni e puoi così entrare “meritocraticamente” nel mondo del lavoro.

Accedere alla LUISS vuol dire eliminare almeno otto preoccupazioni che perseguitano lo studente dell’università pubblica, tra le quali il dover studiare.

Un LUISSino ti dirà ovviamente che lui di tempo sui libri ne passa e tanto, che anche lui viene bocciato agli scritti e che la sera prima dell’esame di Diritto Privato non esce per l’aperitivo.

Affermazioni a cui non credono nemmeno i suoi genitori.

La LUISS ci tiene moltissimo sulla sua pagina Web a rendere noti i suoi “numeri”, ci spiega cioè come il tasso di abbandono presso il suo Ateneo sia dello 0% e che il 75 % dei suoi laureati ha trovato lavoro.

L’impressione che ho dopo cinque minuti, è di avere a che fare più con un’impresa che con un’università.

Il tuo successo e il tuo futuro dipendono da quanto sei disposto a investire in termini di liquidità.

Paghi 30.000 euro l’anno ma dopo lavorerai (‘sti cazzi, come minimo), e non invierai curriculum al Todis come lo sfigato che si è laureato a Roma Tre.

magistrale

E’ bene quindi che tu, genitore, abbia un bel conto in banca per garantire un futuro a tuo figlio oppure te lo ritroverai di nuovo a casa -dopo il suo 110 e lode conseguito a Bologna- a cerchiare offerte di lavoro sul gazzettino regionale e o fare il dottorato per 400 euro al mese.

Quelli della LUISS hanno capito tutto della vita.

Dal sito è anche possibile scaricare un documento fantastico (reperibile a questo link popolazione_studentesca_2012) che raccoglie ogni tipo di statistica sulla popolazione studentesca della LUISS.

La sezione più interessante è quella dei voti di laurea, dove viene fatto notare come sia alla Magistrale che alla Triennale il voto non scenda mai sotto il 101.

Anzi, se prendi meno di 105 alla triennale di Economia sei proprio un ritardato.

Ma sono i grafici della Magistrale a regalarci emozioni indimenticabili. Nell’anno 2006/2007 per TUTTE le facoltà, il voto di laurea finale non è sceso mai al di sotto del 109.

stat 1

Gli anni successivi forse si so’ accorti di aver esagerato un po’ e hanno abbassato leggermente la media.

Sfogliando altre pagine, arrivo alla media voti per esami.

Tenetevi forte.

Non si va sotto il 26 alla triennale e del 28 alla magistrale.

stat II

Quindi se pensavi di poterti riscattare con la tua lode, sul figlio di papà che alle superiori vestiva Armani e aveva l’Alfa Romeo come regalo dei diciotto anni, be’ dovrai aspettare ancora un po’.

La foto che ti ritrae con una corona di alloro in testa mentre abbracci la tua tesi rilegata in cuoio rosso e poi impostata come copertina del diario di Facebook non susciterà alcuna invidia.

Per il semplice fatto che lui ora è dietro una scrivania in mogano, in qualche ufficio di una qualche multinazionale, mentre tu hai deciso di iscriverti a un Master (pagato da papà) sperando nella botta di culo che possa tornarti utile.

Il futuro appartiene a coloro che non si sono mai posti il problema di doverlo affrontare.

Università come LUISS e Bocconi hanno dato l’opportunità a gente il cui I. Q è inversamente proporzionale al conto in banca, di laurearsi e prendersi il meglio che c’è a livello lavorativo.

Le università private sono da sempre quelle strutture istituzionali che permettono la divisione in classi sociali, e il perpetuamento di questa divisione.

A dimostrarlo ci viene in aiuto proprio la storia della LUISS.

Ho cercato qua e là informazioni sui fondatori della LUISS, che guarda caso, vengono dal mondo ecclesiastico.

Padre Morlion, è stato colui che ha posto le basi dell’università. Un personaggio molto losco, appartenente al mondo della CIA, coinvolto in affari di ogni genere e sbarcato in Italia con un passaporto americano (lui era belga!) per iniziare a collaborare con gli alleati (1944). Negli anni settanta in Italia la paura del comunismo era davvero forte, così Padre Morlion fiancheggiato dalla DC e da potenti industriali (Umberto Agnelli su tutti) fondò la LUISS. L’obiettivo? Generare una classe di dirigenti, giornalisti e politici anticomunista e cattolica che potesse guidare il paese.

Il suo successore fu Monsignor Ferrero, imputato in passato per traffico di diplomi falsi nell’Università ProDeo (dalle cui ceneri nascerà la LUISS). Ferrero aveva le mani in pasta ovunque, oltre a scopare a destra e sinistra senza pudore fu anche coinvolto in importanti affari di politica estera e interna.

Insieme si diventa…

La Ciociara

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185 comments

  1. Lalla · ottobre 3, 2013

    Quanto è nrutta e piena di livore l’imvidia|

    • Andrea · giugno 16, 2014

      Roberto il problema è che questi finiscono dietro le scrivanie in mogano dei palazzi pubblici una multi nazionale non guarda dove hai studiato ma cosa sai fare.

      • Iris · gennaio 12

        Io, ho un pessimo ricordo della Luiss, è un’ Università che vanta il suo prestigio ma la gente che la frequenta è a dir poco squallida. Io ho fatto il test nel 2015 per accedere alla facoltà di Giurisprudenza, un test abbastanza difficile ma comunque dopo 3 mesi di studio come minimo pensavo di aver fatto un ottimo test; mentre stavo per consegnare vidi dei ragazzi fare il “cambio busta” cioè posarono nella loro borsa il test che ci avevano dato e un’assistente gliene diede un’altra (evidentemente tutta completata) e si uno di di quei ragazzi era quello che vidi arrivare con la ferrari e il papà super abbronzato e palestrato in stile Vacchi. Morale della favola io non passai (o almeno in un primo momento ) ma con la consapevolezza di aver fatto un ottimo test. Infatti nemmeno un mese dal test ma io ormai avevo già fatto l’immatricolazione ad altra università, mi contattarono dicendo che ero entrata, forse si erano accorti che i figli di papà erano troppo intelligenti per loro ahah comunque li ignorai mi erano troppo caduti quelli della luiss.

  2. Robespierre · ottobre 5, 2013

    Non só chi tu sia, ma sei un genio!

    • marco · agosto 11, 2016

      E’ inutile dire… l’università privata agevola quei figli di papa che per forza devo sfondare i quali, in normali contesti, sarebbero dei nullafacenti.

      Dobbiamo smetterla di legittimare e giustificare questa gente… e non si tratta di invidia ma di puro realismo in un mondo in cui la crisi del lavoro è sempre più forte, gli stipendi dimezzati, le lauree sminuite e i raccomandati sempre più in prima riga.

      Gli studenti della Luiss appartengono a quest’ultima categoria ossia a un gruppo di speudo – vip mantenuti e ignoranti che “rubano” il posto a tanti studenti meritevoli che invece di passare 3 mesi d’estate al mare o in vacanze pagate da papà, si sbattono sui libri con davanti un ventilatore e 40 gradi fuori per la sessione estiva…

      Non ho pietà per questa categoria di mantenuti che non solo vivono a scrocco della società ma finiscono in qualche azienda a riscaldare la sedia con i loro culi inquartati facendo manager, amministrando, dirigendo e organizzando senza la minima capacità e consapevolezza.

      • Francesco · agosto 11, 2016

        Caro mio, ti parlo da persona che ha fatto la LUISS con borsa di studio integrale, mio padre fa il muratore, mia madre la casalinga. La mia media si è sempre mantenuta intorno al 29,5/30. Lavoro in uno dei più prestigiosi studi legali italiani e spendo lì almeno 14h della mia giornata. Non so come tu faccia i calcoli, ma finire gli esami il 5 luglio e ricominciare gli stessi il 27 agosto non collima perfettamente con i 3 mesi di vacanze pagate da papà. Ora sei libero di continuare a raccontarti che non avrai successo nella vita perché siamo tutti raccomandati e tu invece no, povera stella. Ti consiglio di cominciare a rinunciare, rinuncia agli amici, rinuncia allo sport, rinuncia alla ragazza, alla discoteca e a qualsiasi altra attività. Il venerdì alle 2 di notte vai alla LUISS, trovi le aule studio piene di gente che studia. Anche a luglio. Te lo dice uno che l’unico calcio in culo che ha preso è stato quello del padre quando prendeva 28 e non 30.

      • Angela · agosto 13, 2016

        90 minuti di applausi.

  3. AlfaRomeo · ottobre 7, 2013

    l’invidia è una brutta bestia

    • RP · ottobre 12, 2013

      Faresti bene a mandare il curriculum al Todis prima che l’invidia Ti longori il cervello

  4. Luca · ottobre 24, 2013

    D’altronde come fa a definirsi “università” una struttura che fa laureare ogni anno migliaia di studenti che in 3/5 anni l’unica cosa che hanno aperto, anziché i libri, sono i portafogli per pagare grassi conti al cocktail bar. Caspita! 8000 persone che a lezione si mettono d’accordo su dove vedersi e se hanno qualche dubbio, non c’è problema: i prof o gli assistenti sono lieti di indicarti con precisione e cura tutti i più bei cafè di Roma (tutto dalla guida michelin). Dovevo capirlo io il perché, quel 14 Aprile 2010, nei test di ammissione mi chiedevano quali fossero gli ingredienti per preparare un mojito: ora capisco, poffarbacco! Cavolo! 8000 ricconi nullafacenti, se li sceglie bene la Confindustria! Che poi, se vieni ammesso, mica ti chiedono il diploma di maturità (tanto papà ti ha comprato pure quello, si presume). No! Ti presenti in segreteria e ti chiedono se paghi cash o con carta e, per il primo pagamento vogliono la dichiarazione dei redditi, per maggiori garanzie. E’ un villaggio Valtur, tutto spesato con Carta Platino…consumazioni e privè inclusi! I libri servono! Eccome! A riempire le nostre ricche tracolle firmate! Perché da noi è tutto più facile, è tutto là, scritto sulla filigrana (rigorosamente tagli da 500), già abbiamo le nostre “conoscenze”. Basta che papà le cacci al momento giusto, come quando Mosè ricevette le tavole della legge. Io stesso rientro nel mucchione degli 8000 imbecilli che prima o poi governerà l’Italia o giù di lì. Eppure questo soggetto che sta studiando per diventare un “grande figlio di p******” (poveretta mia madre che, da dipendente di scuola statale, si deve sentir dire certe cose) non ha mai partecipato a feste, festini o aperitivi in 4 anni di Giurisprudenza, non ha mai ricevuto una Maserati per il suo compleanno e i soldi per la settimana ce li ha contati! Per piacere, non prendiamoci in giro! Quando si parla di una cosa, occorre sempre farlo con cognizione di causa, andando oltre le informazioni che si trovano su siti che si spacciano per Anti-tutto, perfino anti-se stessi. L’unica cosa su cui posso darti piena ragione è l’impostazione aziendale di questa istituzione. E’ un’azienda e come tale ha bisogno di guadagnare, anche per migliorare i servizi che offre a noi studenti. Quella che hai visto è l’espressione del suo scopo di lucro. La pubblicità si fa per vendere un prodotto che in questo caso è la qualità dell’università stessa. Quando giri per Roma e vedi cartelloni elefantiaci con scritto sopra Luiss, ti garantisco che dà fastidio stesso a noi studenti (almeno ad una parte), dato che fa apparire come un Cepu o Grandiscuole una Università che di qualità ne ha tanta. A quelle statistiche che leggi sul sito sei libero di crederci o meno, ma considera che si viene ammessi non solo sulla base del risultato del test, ma, per una uguale percentuale, anche sulla base della propria media scolastica. Gli studenti ammessi di solito sono quelli che già dal liceo dimostrano di valere qualcosa: non sarebbe troppo pretensivo pensare che ogni anno 1400 studenti di tutta Italia paghino i propri prof per farsi alzare la media per superare un test che gli permetta di passare altri 5 anni tranquilli, a patto che pure qua si paghino i prof per farsi regalare voti alti che vanno a loro volta ad ingrossare le statistiche prontamente pubblicate sul sito? Mi sembra troppo. Comunque è questa l’aria che si respira, un’aria di cattiveria che tira sempre verso chi ha qualcosa in più, in quanto si ha la presunzione assoluta che quel qualcosa sia sempre frutto di proventi loschi e illeciti. Questo aspirante “grande figlio di” ora deve andare, per poter avere, domani, la giusta concentrazione per studiare, perché, ci creda o no, facciamo anche questo da queste parti.

    • ilconigliotiguarda · ottobre 27, 2013

      “Non sarebbe troppo pretensivo”.

      Tu eri tra gli studenti migliori al liceo, vero?

      Mi sono soffermato solo quell’errore perchè sono una brava persona.

      Saluti.

      • Luca · ottobre 28, 2013

        Non sei una brava persona ma solo un ignorante della lingua italiana.
        Tu conosci solo “pretenzioso”, ma se avessi letto un qualsiasi testo di Diritto Amministrativo conosceresti gli “interessi legittimi “PRETENSIVI” e l’aggettivo “pretensivo” che ne deriva. E’ evidente che non hai argomenti di discussione visto che ti perdi in sciocchezze marginali. Quando commenti un intervento cerca di coglierne il contenuto e la sostanza.
        Saluti.

      • ilconigliotiguarda · novembre 4, 2013

        Luca, hai sbagliato.
        Lo sai anche tu. Ci sono anche tanti altri errori, tra cui quelli di punteggiatura, roba da denuncia.
        “Pretensivo” esiste ma lo hai utilizzato nella maniera più errata possibile.

        Le mie argomentazioni le ho esposte e giustificate nel post.
        Puoi essere d’accordo o meno ma controbattere da idiota è qualcosa che, onestamente, mi fa girare i coglioni.
        Spero di non essere stato troppo “pretensivo”.

      • Luca · novembre 6, 2013

        Se ho risposto a questo “post” è perché l’ho trovato molto ingiusto e cattivo nei confronti di tanti studenti che, come me, gli esami se li conquistano. Sentirmi insultare in quel modo (come continui a fare) mi ha offeso e ho cercato di esprimere le mie opinioni a riguardo, essendo più informato di te.
        Ho scritto il commento mentre ero nel mio letto assonnato e stanco da una giornata di studio. Questo non giustifica gli eventuali errori che posso aver commesso, ma non ritengo ce ne siano di così gravi.
        Comunque offendere o usare parolacce contro chiunque non la pensi come te non ti fa onore e ti assicuro che non rende maggior vigore ai tuoi scritti.

        Saluti,
        Luca

        P.S. La mia mail dovresti averla. Se vuoi, quando hai tempo libero, puoi evidenziare gli erroracci che ho commesso, così posso correggermi per il futuro. Sai, non vorrei mai beccarmi una denuncia.

    • luigi · aprile 11, 2014

      Giudicare giudicare giudicare senza neanche sapere. Mai pensato che ci possono essere famiglie che per mandare un figlio alla luiss affrontano grandi sacrifici? Le pubbliche in italia non funzionano, ora mi dirai che anche alla cattolica di roma (gemelli) regalanoi voti perché è privata? Ti dico solo che diritto costituzionale al mio orso ne hanno bocciati più di un terzo. Non fare il saputello, danke.
      Dettò ciò addio.

      • dario · gennaio 7, 2015

        alla Sapienza ne bocciano anche 7/8

    • Fabio M. · luglio 8, 2014

      Per mia esperienza sento di dire che i ritardati, come le persone serie, sono da tutte le parti, Università pubbliche e private. La cosa peggiore tuttavia non è la LUISS in se o il fatto che si debba pagare così tanto (non credere che in Sapienza o a Tor Vergata i voti siano così più bassi perché ti garantisco che non è vero e te lo dice uno laureato in Sapienza). La cosa peggiore è dovuta alla cattiva organizzazione del sistema di istruzione Italiano e non solo. La cosa che ti fa lavorare sono i corsi Post-Lauream, in particolare i Master che ovunque costano l’ira di Dio, minimo 10mila all’anno. E chi è povero? Beh chi è povero se è fortunato (oltre che bravo, essere bravi non basta), può vincere una borsa che al massimo copre i costi dell’iscrizione e a 25/26 anni dovrà ancora stare sulle spalle di mamma e papà che non hanno una lira per fare 2, e se tuo padre paga un mutuo ti attacchi riccamente al così detto. Con questo voglio dire che ti puoi laureare alla Luiss o all’Università del Sannio, tanto se cacci i soldi ti vai a fare un master di Cristo ovunque nel mondo e poi vedi che un lavoro decente lo trovi. E’ una cosa che va al di là della LUISS (alla quale io mai darei tutti quei soldi) ed è una cosa socialmente ingiusta. Io mi appresto a fare un dottorato e bene che mi andrà prenderò 1000 Euro al mese per lavorare come uno schiavo in Italia, se fossi stato ricco mi sarei preso un bel master in UK e sarei andato a fare un PhD all’estero dove mi avrebbero pagato il triplo. Il punto è che mi avrebbero preso perché avrei speso 50mila euro a Londra (ad esempio) piuttosto che 0 a Roma. Non è questione di intelligenza, è questione di disponibilità economiche, è quello che conta, al di là di dove ti laurei che davvero non fa molta differenza. Detto ciò sicuramente alla LUISS c’è anche gente brava a cui va di studiare, come alla Sapienza o Tor Vergata, ma la vera ingiustizia resta quanto poco ai giorni nostri ti offre una laurea in termini di spendibilità nel mondo del lavoro. Studi 5 anni per continuare poi a studiare pagando di più, è semplicemente folle.

    • Il Panzone · agosto 30, 2015

      Mi dispiace che voi luissini ve la prendiate così tanto per questo articolo, sicuramente pompato nei toni, ma che non dice troppe fesserie. Sinceramente mi sento di poter dare un giudizio al di sopra delle parti e abbastanza veritiero, perchè non sono mai stato interessato alla luiss (quindi potete mettere da parte vecchia e pessima scusa dell’invidia) ma sono iscritto in uno dei migliori (da molti considerato il migliore) atenei per quanto riguarda la mia facoltà (che non è nè legge nè economia), tuttavia ho buoni amici che studiano a Roma, chi alla Sapienza e chi alla Luiss (e anche in altre università, ma vorrei fare riferimento solo a queste due). Le luissine (e i luissini) che conosco io, si impegnano e studiano per essere preparati al meglio, tuttavia la differenza non è tanto nelle intenzioni dello studente, ma nella facilità dell’esame, e questo si riflette per forza nell’impegno e nella preparazione se si confrontano con quelli di università diverse. Mi spiego meglio: confrontando la Luiss con la Sapienza, la difficoltà degli esami della seconda è molto, molto più alta, e per molto intendo davvero una quantità spropositata. Questa non è una fesseria e hanno dovuto ammetterlo anche i miei amici della Luiss (che all’inizio cercavano di difendersi come fate voi) di fronte alle evidenze. Ho assistito personalmente allo stesso esame fatto dallo stesso professore che aveva cattedra sia alla Sapienza che alla Luiss e vi assicuro che nonostante sia esattamente lo stesso esame sulla carta, all’atto pratico sono stati completamente diversi… a cominciare dal prof, che sulla carta era lo stesso, ma in pratica si comportava in maniera completamente diversa anche nei modi. Mentre alla Sapienza faceva lo stronzo maleducato, richiedeva una preparazione altissima mettendo voti bassi e facendo fioccare le bocciature, alla Luiss era un agnellino e sparava voti altissimi chiedendo veramente poco. Non vi dico i voti! Una differenza di 6-7 punti minimo. Ho assistito anche alla preparazione di alcuni esami in comune e la preparazione dei luissini era molto più tranquilla degli amici della sapienza. Questo può avere più a che fare con lo studente che con l’università, ma come ho detto non è che i miei amici della Luiss siano nullafacenti o furbi… semplicemente essendo i loro esami più facili sono portati ad avere una preparazione più (molto più) superficiale. E mi sembra ovvio. Se prendiamo due persone che fanno gli stessi corsi, uno all Luiss e uno alla Sapienza (parlo della sapienza perchè posso fare il confronto, ma sarà vero anche con altre università, e sicuramente falso con altre), magari al primo esame vanno preparati uguale, però alla Sapienza si prende 20 o magari lo segano, alla Luiss si prende il bel 28 regalato… mi pare ovvio che all’esame dopo quello della Sapienza si fa più il culo di quello della Luiss.

      Sinceramente non ce l’ho nemmeno con la Luiss o con le altre università private che sono più facili di altre. Sicuramente la preparazione accademica di queste università sarà più scarsa, però il discorso è più ampio. Ci sono due punti di vista diversi: il primo è semplicemente che meglio ti prepari all’università e più otterrai dopo, nel lavoro; il secondo è che oltre un certo livello di approfondimento, fatto sui libri all’università, non serva poi nel lavoro. E non è così scontato il punto di vista corretto. Magari se l’università è più facile e non mi fa andare fuori corso inizio a fare esperienza prima e gli anni guadagnati mi fanno imparare di più del tempo in più trascorso sui libri. E’ un dibattito aperto.

      Magari chi ha scritto l’articolo sarà invidioso, ma mi sembra pure giusto se magari ai colloqui lo mandano via perchè ha un voto di laurea basso, ma sa benissimo di essere più preparato di un 110 alla Luiss (e questo lo sa solo lui)… o magari non gliene fotte proprio della Luiss e ha voluto solo scrivere un articolo! Fatto sta che sul fatto che la Luiss sia molto più facile di altre università non ci sono dubbi. E questo può far giustamente rosicare qualcuno che si fa il culo per essere poi sorpassato da chi ha avuto più fortuna.

      • Giulia · settembre 4, 2015

        Guarda, su alcuni aspetti ti do ragione. Io posso parlare solo della facoltà che faccio (giurisprudenza), dove a mio parere è Roma Tre quella più difficile, mentre alla Sapienza è più facile (conosco persone in entrambe le università). Detto questo, hai fatto un discorso giusto rispetto al livello di approfondimento in relazione al mercato del lavoro. Innanzitutto vi è il fatto che alla Luiss a giurisprudenza ci sono i profili (nell’ultimo anno e mezzo) e quindi sicuramente so molte più cose io in merito, per esempio, al profilo di diritto del lavoro rispetto a chi ha dato un unico esame al secondo anno (e intanto tutto è cambiato in materia), quindi nel momento in cui si manda il curriculum in uno studio legale che si occupa in maniera specifica di questo, probabilmente io avrei più possibilità rispetto ad un altro. Inoltre, alla Luiss vi è la possibilità di partecipare a dei tirocini curricolari sia negli studi legali sia in enti pubblici eccetera (quindi possibilità di entrare in contatto con il mondo del lavoro anche durante gli studi e decidere cosa si preferisce). Avendo fatto questo tirocinio in uno studio legale mi sono accorta che questo livello profondo di studio di cui si vantano tutti è assolutamente inutile. Bisogna fare esperienza e questo si ricollega a quello che scrivi tu: l’importante è uscire nei tempi giusti, non sapere a memoria tutto il codice civile. Infine è molto importante sapere l’inglese, ma purtroppo nelle università pubbliche non viene data la giusta attenzione alle lingue, mentre invece alla Luiss è obbligatorio seguire un corso almeno per tre anni.
        Per concludere, conosco tantissime persone che hanno fatto la triennale di economia a Roma Tre e poi si sono spostati tutti alla Luiss per la specialistica. Un ragazzo che conosco ha potuto fare un’esperienza in un’azienda, è piaciuto ed è stato preso (ancora deve finire la specialistica). Ecco qui la differenza, la Luiss offre più possibilità di entrare nel mondo del lavoro. L’università pubblica dovrebbe implementare questo, ma non lo farà certo tramite le critiche verso la Luiss.

    • Carmela Di Filippo · agosto 15, 2016

      Luca, perché non pensi a studiare anziché perdere tempo a scrivere queste cavolate? Quel 14 aprile 2010 hai fatto il test ma non lo hai superato semplicemente perché non ne eri all’altezza, l’invidia è una brutta bestia. Gli studenti alla Luiss si laureano in fretta perché sono bravi (per partecipare al test sono necessari dei requisiti che evidentemente tu non avevi) e perché la retta non è uno scherzo, non possono restare lì parcheggiati come nelle università pubbliche.
      Una mamma di una figlia che non è figlia di papà.

      • Luca · agosto 16, 2016

        Cara Carmela potrei dire la stessa cosa di te, ma ognuno è padrone delle sue azioni. Se avessi letto tutto il commento non avresti sprecato ulteriormente il tuo tempo a scrivere stupidaggini. Quel 14 aprile 2010 il test l’ho passato, sono stato ammesso, ho studiato arduamente per 5 anni e mi sono laureato in tempissimo redigendo una tesi di diritto amministrativo sotto la guida di due grandi professori, autorità indiscusse nella loro materia. Evidentemente quei requisiti ce li avevo come sua figlia. Lo spirito del mio intervento era un’altro e se vuoi capirlo ti consiglio di leggerlo tutto.

  5. Padre Morlion · ottobre 25, 2013

    Perchè i conigli ci MAGERANNO vivi??

  6. Tuzzio · novembre 4, 2013

    ma quant’è vero!!!!

  7. Dudù · novembre 10, 2013

    Senza nulla togliere al fatto che ci possono essere studenti validi ovunque, lo scandalo di questa università sono 3 :

    1- essendo privata riesce a piazzare con più facilità all’interno delle aziende partner (guarda caso vicine a confindustria – per riprova controllare quelle presenti nei job day) , studenti per tirocini, stage ecc. ecc. che hanno così molte più possibilità di trovare un lavoro rispetto a uno studente che la luiss non se la può permettere ma magari è meglio di 1000 altre capre che hanno pagato per farla. N.B. PIù POSSIBILITA’….A PRESCINDERE…PERCHE’ PAGHI!

    2- La trasparenza della stessa università è pari a 0. Come mai non fornisce dati per le principali classifiche universitarie a livello italiano e mondiale???? Se fosse un modello di insegnamento così eccellente che prescinde da tutta la pubblicità che si fa, non dovrebbe avere problemi di questo tipo (cosa che invece la Bocconi fa ed è privata)

    3- Fermo restando che ci sono dei professori sicuramente bravissimi alla Luiss, chi è all’interno è un’ipocrita se dice che spesso (non sempre) i voti sono gonfiati rispetto ad una pubblica SERIA!

    Morale della favola: sono convinto che alla luiss ci siano sia degli studenti validi che dei professori validi, ma ne più ne meno rispetto ad una pubblica (tanto che molti vengono da proprio da li). Le uniche 2 differenze stanno nel fatto che avendo pagato sarai più avvantaggiato di uno che ha fatto la pubblica nel trovare un lavoro decente e se magari sei una capra a studiare sarà più facile che questo passi inosservata come cosa. Per il resto, non credo che la maggior parte degli studenti vadano alla Luiss perché è l’università vicino a casa o perché ci sono luminari che non si trovano da nessun altra parte, ma solo perché sanno benissimo che pagando avrai di più incazzandoti di meno e non essendo in America o Inghilterra dove le università pubbliche sono TANTE, con SELEZIONI SERIE, ( non solo un test del cazzo, ma colloqui e analisi di tutta la tua carriera scolastica ), questo bel sistema, diventa un fenomeno tutto italiano.

    Saluti

    • Super Palomba · novembre 14, 2013

      Parlare di scandalo é esagerato. Puoi non condividere il sistema dell’università privata, ma addirittura scandalizzarti! Comunque la laurea Luiss ti aiuta nel trovare lavoro ma quella che conta é la bravura dello studente. L’azienda vuole persone serie e in gamba che siano della Luiss o meno. Vai a vedere i requisiti necessari per partecipare anche solo ad un master in un’azienda (es. pubblitalia 80): devi essere un mostro non un luissino. Per finire, all’estero le.università sono per la maggiorparte private, in particolare negli USA e in UK dove vengono create, fuse, sciolte come fossero società per azioni. Le selezioni degli studenti oltre che per meriti scolastici vengono spesso effettuate sulla base dei meriti sportivi dello studente (insomma sulla base di quanto incide la tua presenza nella squadra ai fini della vittoria). Rispondo per esperienza.

      • ilconigliotiguarda · novembre 15, 2013

        Guarda, se parliamo di università inglesi e americane non c’è storia. Sono le sedi dell’ignoranza totale, finanziate da lobbies e multinazionali. In Inghilterra assumono -dalle aziende e specialmente nei centri di ricerca- ad occhi chiusi italiani, greci e tedeschi perchè la formazione universitaria -pubblica- in questi paesi (in Italia e in Grecia sempre meno, purtroppo) è stata sempre su livelli altissimi. Parlo anche io per esperienza personale. E sempre per esperienza personale posso dirti che, ad esempio, in Scandinavia e in Germania (le uniche aree che resistono alla crisi) le università sono quasi tutte pubbliche e con standard altissimi. Quelle private quasi non esistono e quelle poche sono frequentate da gente che non hanno superato gli esami di ammissione alle università pubbliche o ha un curriculum scolastico che non rientra nei parametri stabiliti.

      • Super Palomba · novembre 15, 2013

        Sì, infatti ho sbagliato a generalizzare parlando di “università all’estero”. Il mio commento era indirizzato verso Uk e USA principalmente. In queste due nazioni, almeno in quelle che sono le “città universitarie”, il privato ha in mano tutto, mentre noi continuiamo a scandalizzarci di fronte ad un sistema in cui c’è equilibrio perfetto fra sistema pubblico e privato. Inoltre il livello di preparazione degli studenti italiani è al di sopra delle medie europee e direi anche mondiali. Sono stato ad Oxford presso l’istituto di medicina con altri studenti provenienti dal resto del mondo e il loro livello di preparazione era, sempre buono, ma più basso di quello che si può trovare da noi. Lì ho capito la qualità della scuola italiana. Stessa esperienza in Danimarca, dove hanno tuttavia eccellenti strutture per poter fare ottima pratica. Per concludere vorrei intervenire a favore dell’Italia e dire che in quei paesi, che sono oasi di ricchezza, la crisi stenta ad arrivare perché ci sono paesi come il nostro che li rinforzano finanziariamente nonchè fornendo loro involontariamente forza lavoro di qualità (chiamiamola “fuga di cervelli”). Ma questa è un’altra storia.

      • Dudù · novembre 16, 2013

        In un commento successivo avevo scritto che mi correggevo nella quart’ultima riga sostituendo “pubblico” con “privato” ma non è stato pubblicato. Che in Italia puoi considerare l’università migliore o peggiore rispetto all’estero è un discorso diverso. Il nocciolo della questione è dire: è giusto che solo perché hai pagato hai più possibilità di trovare un lavoro, incazzandoti di meno, quando in Italia non esista un sistema di scuole private come in America (cioè dove sia la normalità avere TANTE università private considerate migliori)?!?!. Mi dici che le aziende cercano gente seria. Sono d’accordo, anzi, sarà proprio li che magari uno si può confrontare se ha studiato meglio o peggio in una pubblica. Ma che gli racconti a quelle aziende che prima che vengano a cercare “tu” sfigato che hai studiato nella pubblica passano per le private perché sono “impicciatissime” (anche solo perchè a capo ci sono ex studenti) tra di loro? questo ti sembra equilibrio?

        Che poi in Italia ci possono essere delle eccellenze non lo metto in dubbio. Ma se è vero che la differenza di un’università la fanno in primis i professori (che ti giudicano e trasmettono il sapere), tu in America e Inghilterra trovi i maggiori esperti accademici di (credo) tutti i campi delle scienze, con a disposizioni molte più risorse per la ricerca. Però stiamo uscendo dal discorso.

        Sta di fatto che se nei film americani, il buon padre di famiglia, il giorno della nascita del figlio dice “cominciamo a risparmiare per l’università” perché sanno di dover dare ai figli un futuro, con gli studi migliori perché vogliono che diventi qualcuno di importante. Probabilmente lo stesso film e la stessa scena, se fatta in italia, avrebbe visto lo stesso padre dire “cominciamo a risparmiare per mandarlo alla Luiss o la Bocconi, perché se disgraziatamente nostro figlio vorrà studiare economia, giurisprudenza o scienze politiche, saranno l’unico barlume di speranza in questo paese che avremo per cercare di garantirgli qualche chance di un futuro lavorativo” nonostante ce ne siano altre 10 pubbliche sicuramente valide al pari se non di più. Direi che ha tutto un altro suono. E questo si…mi fa un po’ schifo ma non mi scandalizza solo perché so bene come vanno le cose in questo paese!

      • Super Palomba · novembre 16, 2013

        No, non sono proprio d’accordo. Prima di tutto non è che le aziende passano per le università private, lasciando gli studenti della pubblica senza lavoro. Spesso gli studenti dell’università privata hanno maggiori possibilità di essere presi da un’azienda perché l’università stessa fa parte dell’azienda. La Luiss fa parte di Confindustria, il presidente è lo stesso, c’è il privato nel privato. Si può dire che per fortuna il lavoro lo dà e non lo toglie a nessuno. Poi pensa che non tutte le migliaia di studenti della privata saranno manager. E’ una piccola percentuale quella.
        Per quanto riguarda il sistema americano, guardi troppi film. Purtroppo la situazione è più tragica. Le famiglie di regola non risparmiano, almeno non tutte. Quando mandano i figli all’università, dati i costi proibitivi di queste ultime (ci aggiriamo intorno ai 20000 dollari all’anno come minimo), i genitori o sperano in borse di studio oppure si rivolgono alle banche. Ci sono prestiti appositi per gli studenti. Ti finanziano gli studi. Finiti gli studi non guadagni ancora e per farlo ti serve uno studio, degli apparecchi, mobili, materiale vario. C’è la banca che ti finanzia anche quello. Inizi a lavorare e la banca dice:” Sei un professionista…ti serve una bella casa, una bella macchina, vacanze e sfizi vari. Ti faccio un altro prestito”. Insomma arriverà il giorno in cui la banca inizierà a chiedere indietro tutto e lo otterrà solo con i tuoi guadagni e mettendoti, per sicurezza, una bella ipoteca sulla casa. L’unico modo per andare avanti è continuare a fare debiti. Se vai di sera sotto la Cattedrale di San Patrizio a Manhattan avrai modo di ottenere valide testimonianze.
        Da studente della pubblica ti posso dire che è solo un piangersi addosso e mettere le mani avanti quello di attribuire la colpa dei mal funzionamenti e, in tal caso, della mancanza di lavoro a chi le cose cerca di farle funzionare. Conosco diversi ragazzi della privata, laureati e studenti e la mia opinione è cambiata man mano che vanno avanti. Offrono opportunità, non lavoro. Spesso ti chiamano dopo aver presentato un curriculum, ti fanno un contratto di qualche mese e poi ti buttano fuori. E’ meglio informarsi che ascoltare le dicerie. La selezione prima o poi ci sarà. Chiaramente non bisogna essere passivi e aspettare l’imprenditore che passi sotto casa e ti venga a chiamare per dirigere la sua azienda. Questo vale per l’uno e l’altro caso.

    • bestskipper · ottobre 3, 2015

      in america un università pubblica costa 21mila dollari l’anno

    • bah · maggio 6, 2016

      In America e UK le università pubbliche sono tante e valide?
      In America si fa il prestito dello studente proprio per non frequentare le università pubbliche il cui titolo è praticamente inutile.

  8. Adriano · novembre 13, 2013

    Ma invece di perdere tanto tempo dietro alla luiss e ai suoi studenti, perchè non indirizzi la tua foga nel lavoro o nello studio? Magari otterrai più successo dei luissini o dei bocconiani 😉

    • ilconigliotiguarda · novembre 13, 2013

      Sono una persona “democratica”, approvo ogni tipo di commento (anche quelli dei ritardati, soprattutto quelli). Pubblicherò anche il tuo. Che onore, vero?

      • Adriano · novembre 13, 2013

        non essere d’accordo con te implica essere ritardati? WOW!

  9. gianni · novembre 25, 2013

    articolo scritto probabilmente da un rosicone.

  10. Ali · novembre 28, 2013

    Chiunque tu sia, sante parole le tue. Questa è la sacrosanta verità, università come la LUISS sono proprio quelle barriere che permettono la divisione in caste , piu’ che in classi sociali, e che premieranno sempre chi ha il portafoglio gonfio.Come al solito, piove sul bagnato. Soldi chiamano soldi. Sicuramente tanti Luissini ti salteranno al collo gridando che non è vero, che non sono ricchi, non sono figli di papà, magari verranno a dirti che sono morti di fame e che tutti possono permettersi un ciclo di studi Luissiano…sarà, ma io figlia di insegnante la Luiss ho potuto vederla solo in cartolina.

    • ilconigliotiguarda · novembre 28, 2013

      Grazie, soprattutto perché a differenza di tanti ti sei soffermata su un aspetto importante : la divisione in caste.

    • Chiara · aprile 16, 2014

      Sono figlia di dipendenti pubblici e frequento la Luiss. Ergo..

      • ilconigliotiguarda · aprile 16, 2014

        Altra biografia…interessante!

      • Federico · marzo 11, 2015

        I dipendenti pubblici in Italia sono gli unici a poter stare tranquilli… ERGO non è inverosimile che possano mandare i figli alla LUISS…

      • ilconigliotiguarda · marzo 14, 2015

        E anche questo è vero.

  11. Andrea · novembre 28, 2013

    “quanta arroganza si spreca. E per quali mediocri orizzonti”

  12. Ali · novembre 28, 2013

    Che istituzioni come le università private fomentino la divisione in caste è un dato di fatto, in quali altri posti si possono trovare tali concentrazioni di figli di professionisti come in questi posti ? E’ un microcosmo fatto di persone con solidi patrimoni alle spalle, una rete di conoscenze da sfruttare al bisogno, mezzi e potere da usare per piazzare se stessi e i propri figli. Non mi si venga a dire che ambienti come la LUISS sono democratici e aperti a tutti perchè non lo accetto: mi sembra quasi un malcelato tentativo di giustificare la propria posizione economica e sociale, quasi come fosse qualcosa di cui vergognarsi. Chi puo’ permettersi rette da 10000 euro l’anno fa bene a sfruttare questa possibilità, ma per favore non venga a fare la morale e mettersi sul piedistallo al grido di ” siamo tutti uguali”………..no, non siamo tutti uguali, neanche per sogno, i soldi fanno la differenza, lo spartiacque fra chi puo’ accedere al meglio e chi no.

  13. peppedalculoquadrato · dicembre 7, 2013

    Carissimo,
    Sostiengo con forza le opinioni diverse dalle mie, anzi le cerco come passatempo. Sono uno dei piaceri di questa vita del cazzo passata solo a farmi un mazzo quadrato per obbedire ora molto più di prima ad un padrone che non ha nessun timore a cambiare le regole del mondo del lavoro quando e come vuole lui. Ad esempio riduzioni di stipendio con annesso aumento delle ore di lavoro , oppure trasferimenti improvvisi , o cambi di ruolo o di incarichi senza nessuna regola ma solo con la cautela ( per il padrone) di una firma su un pezzo di carta che viene chiamata ” transazione”. Ovviamente davanti ai sindacati ed al pretore del lavoro. Orbene, detto questo mi ritengo estremamente più fortunato di tanti altri amici e conoscenti perché conosco tanta gente alla quale non viene “garantito ” ( sic) nemmeno questo …
    Ma perché ti racconto tutte queste cazzate??? Tra l’altro penso che Forse ti sto anche annoiando perché già conosci bene queste cose. Poi mi riconcentro e vado avanti. Deduco che il mio atteggiamento verso il padrone potrebbe farmi accedere di diritto alla sezione “coniglichecimangerannovivi” . Diceva Don Abbondio ” il coraggio uno non può mica inventarselo : o ce l’ha oppure non ce l’ha..!” Ebbene oggi conosco tanta gente che dice di avere questo coraggio , ma poi al momento “opportuno ” non lo tira fuori. O forse non lo ha mai avuto… In 54 anni di vita dei quali 44 passati a formare “Peppedalculoquadrato ” ( i miei decisero di lasciare questo cazzo di mondo quando iniziavo a conoscerli..) con lavori di ogni genere ed a ogni latitudine , il sottoscritto ha compreso che c’è del buono ( o del marcio a secondo dell’ obiettivo spesso per niente palese che ci si prefigge) in ogni attività o in ogni persona . Le denunce come quella che tu fai che ambiscono a dividere i buoni dai cattivi , sono come quella che una volta i politici si divertivano a definire DITTATURA . Appartengono cioè alla cultura di chi non ha nessuna voglia di discutere , di chi usa l’autoritarismo per diffondere le proprie idee, e cerca di isolare , spesso demonizzandolo, chi crede che possa essere utile avere anche una visione alternativa .
    Diffido sempre di chi crede di possedere la ” verità assoluta”. E di conseguenza credo che C’è sicuramente del vero in quello che tu dici . Ma hai fatto molti errori e se permetti mi limito a fornirti le mie prove: 1-i miei figli sono cresciuti liberi di decidere, ma con la consapevolezza che nella vita la diligenza vale molto più della intelligenza. Qualsiasi università frequenti non ti garantisce un cazzo!!!
    2-Se non sarai all’altezza del compito che un azienda ti affiderà e dimostrerai tanta tanta tanta tanta ed ancora tanta volontà , avrai poche chance di proseguire la tua bella carriera. A prescindere da Luiss o non Luiss.
    3-insieme a mia moglie abbiamo deciso di rinunciare a tante altre cose che vedevo fare ad altri amici. Ma non per questo li invidiavo oppure li demonizzavo: semplicemente era la ” nostra scelta”. Abbiamo risparmiato una vita intera per garantire una possibile scuola ai nostri figli che crediamo ancora possa fare la differenza( opinione personale..) e facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro.
    4- i nostri figli sono mediamente intelligenti, a volte diligenti, simpatici, aperti e disponibili, studiano quanto basta per andare avanti , ed a volte anche un po’ viziati( ma questo con il tempo svanisce a favore del pragmatismo ). Il primo è ingegnere meccanico ed ha fatto la tesi in America ( università statale) e la seconda frequenta la ” pessima ” ” massonica”, ” fascista” , ” asinina” Luiss ( e mi sono limitato con i complimenti.. ) ma attualmente studia a Berlino alla Freire ( statale) . La ragazza parla anche molto bene inglese e francese . Abbiamo cercato di fare tutto il possibile per dargli un futuro degno di questo nome , ma mi rendo conto che adesso le scelte devono essere assolutamente libere ed indipendenti. La vita appartiene solo a loro!!!
    FINE DELLA STORIA
    Adesso sei venuto tu con il tuo commento del cazzo che mi ha prima incuriosito e poi infastidito . E non poco. È un commento superficiale , stizzoso ed oserei aggiungere palesemente ignorante. Credimi dico queste cose senza astio. Perché l’ignoranza come diceva Totò è cattiva : quando comincia a prenderti non ti lascia mica più …
    A proposito , e concludo, ma una risata così tanto per sdrammatizzare un poco , sarebbe certamente una ottima cura contro il fegato che va in rovina di chi pensa sempre di dividere il mondo tra BUONI e CATTIVI . Totò forever!!!
    Ps : scusa per la ripetizione della parola Cazzo, ma da vecchio ignorante la considero ancora importante . Un poco come le risate…

    • ilconigliotiguarda · dicembre 8, 2013

      Ciao peppe,

      ti ringrazio per avermi raccontato la storia della tua vita.
      Magari possiamo farci un film, con colonne sonore alla Morricone e inquadrature malinconiche Herzoghiane.
      Ma parlando di cose più noiose e meno interessanti…

      Le Università servono, quelle pubbliche soprattutto.
      Ma serve anche un contesto che non educhi al voler essere “privilegiati” per poter ambire a qualcosa.
      Nel nostro paese ci sono tantissimi aspetti positivi come- il download gratuito a manetta, le prostitute minorenni rumene e l’erba a dieci euro al grammo-. Ma ce ne sono tantissimi altri negativi, e il peggiore credo sia proprio il concetto di “privato”. Il privato posso tollerarlo nelle imprese ma non nell’istruzione.
      Perchè poi non capisco perchè un mio amico laureato in Fisica a pieni voti debba fare colloqui per poter lavorare come contabile, mentre il tizio -bocconiano- del mio pianerottolo è “assistent manager” alla Danone.

      Ti ringrazio per lo “stizzoso”, “ignorante” e poi non so cosa altro.
      A me Toto’ non ha mai fatto ridere.
      I borghesi arricchiti, finti amici del popolo, non li ho mai digeriti.

      • Peppedalculoquadrato · dicembre 15, 2013

        Pasolini ti fa un baffo.
        La borghesia si è estinta insieme agli operai che hanno votato Berlusconi negli ultimi 20 anni. Intanto qualcosa intorno a noi è cambiato. Poi si può sempre fare finta di non vederlo. Ma alla fine il rischio è , e spesso inconsapevolmente , di fare le battaglie nel campo sbagliato.
        W Totò . ( non deve piacere per forza a tutti uno che distribuiva soldi e benefici a tutti a partire dalle comparse che non lavoravano, e che è morto squattrinato ed ha fatto 3 funerali. Il terzo il più bello alla sanità dove abitava da piccolo ..)

  14. peppedalculoquadrato · dicembre 15, 2013

    Carissimo stamane ti ho risposto confusamente mentre ero in piena meditazione post riposo.
    Dopo che mi hai dato del papà scemo di una figlia bugiarda ed ignorante cosa ti aspettavi ??? Adesso che lo so la prossima volta ti spedisco i fiori..
    Per evitare gaffe ti chiedo gentilmente di farmi la lista di quelli da escludere che immagino sono normalmente presenti nelle case borghesi . Un poco come le risate : non rido a prescindere

  15. Bruno · gennaio 24, 2014

    Ciao,
    Innanzitutto ti dico che son luissino e napoletano insieme, quindi un mio commento ci sta proprio.
    Innanzitutto, le logiche dell’università privata:
    – formazione con docenti di livello
    – pianificazione degli studi
    – competitività
    -innovazione
    -specializzazione durante il percorso di studi
    – essere più appetibile sul mercato per i principi suddetti , lavoro assicurato no.

    Detto questo, alla Luiss si studia come in tutte le altre università.
    Non ci sono sconti di pena , se non l’offerta di un piano di studi agevole che ti permette di arrivare prima agli obiettivi da raggiungere.
    I genitori dei luissini sono comuni mortali, in Italia gli industriali sono pochi,molti fanno sacrifici per tenere i figli alla Luiss, ci sono alcuni che rinunciano ad altre cose per stare li.
    Ma sono scelte, chi ha scelto quella strada, sceglie di IMPEGNARE le proprie risorse economiche , di fare presto e bene.
    Questo atteggiamento disfattista , che fa di tutta un erba un fascio è odioso.
    Certo ci sono anche alla Luiss , ragazzi più spensierati che trovano il tempo di divertirsi, come altrove.
    Alla Luiss bocciano.
    In secondo ordine i napoletani sono gli unici in Italia ad aver creato una cosa semplice e buona : la pizza. Una città meravigliosa,con mille di risorse, una vacanza li potrebbe giovarti tra un ‘ tira a campa’ e un ‘fatt curagg’ – ‘tira a vivere e fatti coraggio’.
    Bruno. 🙂

    • Giulia · gennaio 30, 2014

      Concordo con Bruno nel dire che molti o, per meglio dire, la maggior parte dei “luissini” ha la possibilità di frequentare questa università grazie ad enormi sacrifici, sia economici che non, dei genitori e perché no, anche degli stessi studenti.
      Ci tengo a precisare che per frequentare questa università non è necessario il portafogli pieno. Ogni anno vengo stanziate borse di studio della Laziodisu che, oltre ad esonerare dal pagamento delle tasse universitarie, danno la possibilità di usufruire di un servizio mensa, molto ben gestito, a prezzi davvero economici (parliamo 3 euro per un pasto completo) e tante altre agevolazioni. Quindi la possibilità di studiare alla luiss, che costa non poco non perché ci regalino qualcosa, ma semplicemente perché da un punto di vista organizzativo offre un servizio eccellente, non viene preclusa a chi non possiede le risorse economiche sufficienti per permettersi di pagare migliaia di euro all’anno per la retta, ma semplicemente a chi non riesce a superare i test d’ammissione.
      Quindi prima di parlare a vanvera di figli di papà, portafogli pieni e tanto altro ancora, informatevi.

      • Pina · aprile 24

        Bravissima. Concordo in pieno.

    • Giuditta · settembre 1, 2016

      Bravo Bruno! Concordo.
      L’importante è non fare di tutta un erba un fascio!
      Mio figlio (Luissino) ed io siamo stati tutta l’estate “al chiodo” perchè doveva preparare tre esami, proprio perchè alla Luiss bocciano e non vogliono che si vada fuori corso…non mi risultano appunto vacanze lunghissime, anzi.
      Sono una mamma che ha deciso, senza neanche l’aiuto di un padre di IMPEGNARE le proprie risorse economiche in questo percorso formativo, veloce e ben organizzato e posso assicurare che di sacrifici ne sto facendo parecchi e ne sono ben felice.
      Fortunatamente si è liberi di scegliere e di rimboccarsi le maniche per ottenere il meglio!

  16. Claudia · febbraio 2, 2014

    Io non capisco per quale assurdo motivo chi può permettersi di spendere così tanti soldi o chi decide volontariamente di privarsi di altro per frequentare la Luiss, non possa farlo in tranquillità, senza che i vari “rosico-a-bestia” di turno scrivano queste lamentele gratuite e senza scopo.
    Ognuno costruisce la propria vita come crede. Frequenti la pubblica? Lavori? Non lavori? Fantastico. Qualsiasi cosa tu faccia va bene, nessuno viene lì a romperti il cazzo. L’unica cosa che voglio dirti è questa: non perdere tempo, come non ne perdiamo noi.
    Non basta nascondersi dietro a dei vigliacchi “pagate 30.000€, grazie al cazzo che poi lavorate”. Ognuno investe il proprio tempo come meglio crede e come meglio può, e a te – teoricamente – dovrebbe fregatene ben poco.
    Fai il tuo, bello. Noi facciamo il nostro. E ricorda: pensare troppo alla vita degli altri fa perdere di vista la propria.
    Buona fortuna per tutto! Ti auguro meno rosicate per il futuro: sai, non fanno bene alla circolazione.

    • antonio.graf · aprile 28, 2014

      condivido totalmente

  17. Vir · febbraio 9, 2014

    Madonna quanto astio in un solo uomo… e che è!
    Intanto, una piccola parentesi: hai detto a quel ragazzo di aver scritto il suo commento con una grammatica “da denuncia”, poi tu, nel tuo, hai scritto “questa gente hanno” che, da solo, varrebbe tre denunce. Quindi, non mi pare proprio il caso che uno che scrive così, si metta a giudicare la grammatica degli altri. E poi dai, pensa a rispondere al contenuto del commento, ché quello l’hai capito benissimo, perché se ti attacchi alla grammatica, vuol dire che non hai altro a cui attaccarti, dal punto di vista di chi ti legge. Giusto una piccola osservazione 😉
    Poi, ti dirò la mia sull’intero discorso. Sì, anche io frequento la LUISS. Sono al secondo anno della triennale.
    Ho sempre frequentato scuole pubbliche, ho sempre studiato tanto, come è giusto che sia, e mi sono sempe fatta un mazzo così per raggiungere i miei obiettivi e i miei bei voti. Ho avuto qualche buon insegnante, specialmente alle elementari, che mi ha fornito le basi necessarie a costruire il mio percorso personale nel mondo dello studio. Ho avuto un’insegnante molto dura ma, grazie a lei, oggi posso dire di saper studiare, perché la sua severità ed esigenza mi hanno permesso di trovare un ottimo metodo di studio e di impegnarmi sempre al massimo, indipendentemente dai risultati. Ero la più brava della classe alle elementari, lo ero anche alle medie, e mi sono diplomata con un buonissimo voto al Liceo Classico, tra l’altro nella sezione più impegnativa dell’istituto. Ripeto, tutte scuole rigorosamente pubbliche, per mia scelta personale. Sono cresciuta nel mondo delle pubbliche e mi ci sono fatta le ossa, come si suol dire.
    Al momento di scegliere l’università, non pensavo minimamente alla Luiss. Avevo tanti luoghi comuni su di lei, proprio come te. Pensavo che nel mondo dei “figli di papà” non sarei durata un solo secondo. Questo perché non è il mio mondo, non lo è mai stato, vivo in un normalissimo appartamento e ho solo mia madre, che mi ha sempre tirata su DA SOLA, con uno stipendio da dipendente statale (poco meno di 1.500 euro). Mio padre è come se non esistesse, sono divorziati da quando sono piccola, ha un lavoro precario, guadagna a malapena per mantenersi, non mi ha mai dato gli alimenti che avrebbe dovuto darmi, e non mi dà nemmeno 5 euro come regalo di compleanno (sempre se se lo ricorda). Siccome sono una ragazza abbastanza matura e intelligente, per fortuna, ho deciso di andare oltre i luoghi comuni, perché sono convinta che fare di tutta l’erba un fascio sia una cosa da ignoranti. Ne ho parlato con mamma e i miei nonni, e abbiamo deciso di tentare. Mi sono iscritta alla LUISS, scienze politiche. Con tanti sacrifici, togliendo dai viaggi, dalle vacanze, dai vizi, dagli sfizi, mia madre, con l’aiuto delle pensioni dei miei nonni, me la stanno pagando, piano piano, anno per anno. Non è facile, per niente. Ho molti compagni che hanno tre case, o la barca, o viaggiano sempre, o hanno le ville. Ma non provo invidia nei loro confronti, chi sono io per condannarli? Ognuno ha possibilità diverse. Ma io sono fiera della mia vita e dei miei valori, e apprezzo tanto il sacrificio di mia madre che ha deciso di investire nella mia istruzione, per potermi garantire un ambiente organizzatissimo e che funziona perfettamente, perché questo aiuta tanto. Gli esami non li compra nessuno, te l’assicuro. Non ho gli occhi prosciuttati, dovresti aver capito come sono, non appartengo all’ambiente dei figli di papà, assolutamente, quindi sono sempre oggettiva. Ci vivo alla luiss, la frequento, mi sono fatta degli amici, ho trovato persone splendide, proprio come me, semplici e umili, che vogliono soltanto studiare e laurearsi in quello che gli piace. Ci sono anche tante teste di cazzo e persone che si credono migliori perché ricche, verissimo, ma pensi che non ce ne siano anche nelle altre università? Ho amici a roma tre e ci sono andata spesso: ragazze che se la tirano tremendamente, ragazzi figli di papà tutti uguali col mocassino che si credono sto cazzo, persone che organizzano feste e cene con gli assistenti per comprarsi l’esame, e mi fermo qui. Inoltre, sono stata alla facoltà di scienze politiche di roma tre, dove studia un mio amico, e tramite lui ho saputo che hanno un piano di studi molto più semplice del nostro, con meno materie e strutturate in modo più facile, studiano solo una lingua alla triennale mi sembra (noi 2 con la possibilità di farne una terza come opzionale), a molti esami copiano come gli pare, ecc. Allora, adesso che dici? Ti ho riportato esempi pratici, testimonianze vere, se non ci credi, verifica tu stesso. Questo dimostra che tutti i tuoi luoghi comuni non stanno nè in cielo nè in terra. Ripeto, c’è tanta gente come me alla Luiss, più di quanto immagini, gli esami non li compriamo manco per niente, studiamo come studiano tutti, anzi, di più, perché, come ti ho detto, abbiamo un piano di studi più impegnativo, ci facciamo il culo anche noi per prendere il 28, io è un mese e più che quasi non esco di casa, perché sto sempre china sui libri per gli esami, non partecipo ad aperitivi nè a serate, primo perchè non mi piacciono, secondo perché evito di sperperare soldi se non c’è la necessità, e poi, non abbiamo tutti genitori imprenditori o che altro, non abbiamo quindi nessun lavoro assicurato, nè raccomandazioni da nessuno. Molti ce l’hanno, sì, ma anche a roma tre o alla sapienza ci sono figli di medici con lo studio già avviato, o di avvocati, o di magistrati, ecc.ecc.!!! Perché dunque parli solo della Luiss? Quando uscirò da questa università, anche io farò un master, anche io cercherò di arricchire il mio curriculum più che posso, anche io farò concorsi pubblici come tutti, anche io farò colloqui a destra e a manca, nella speranza di trovare un lavoro, anche io, adesso, non so dove finirò in futuro, perché non ho nessuna spinta, nessuna attività avviata, niente di niente. Sono esattamente come tutti gli altri.
    Per tutti questi motivi, caro mio, mi sono sentita veramente offesa dal tuo post. Perché tra i luissini che hai nominato senza scrupoli rientro anche io, che ho la situazione che ti ho spiegato, una situazione per niente facile, e mi sto sudando ogni singola cosa, come ho sempre fatto nella vita e sempre farò. Oddio i lecchini, odio gli arrivisti. Sentire tutto quell’astio e quel sarcasmo da parte tua, non è bello. Come disse Einstein: “è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”. Generalizzare è la cosa più sbagliata del mondo, è sintomo di ignoranza, perché poi, vedi, in mezzo ci sono tante persone come me. Il buono c’è in ogni cosa, ricordatelo, prima di sparare a zero sulla gente che non conosci. Non dovresti permetterti. Io ero un po’ come te, ma sono andata oltre, e adesso ti sto parlando così per esperienza personale.
    Un saluto.

    • ilconigliotiguarda · febbraio 9, 2014

      Ti approvo il commento senza leggere ciò che hai scritto. Non puoi pretendere che legga la biografia della tua vita. Per quanto interessante e sessualmente eccitante possa essere.

      Fammi sapere se sei single.

      • Paola · giugno 27, 2014

        ilconigliotiguarda, sei di un’ignoranza e di un’arroganza indescrivibili. Non hai neanche l’umiltà o l’intelligenza di metterti in discussione, di chiederti se forse dovresti vedere le cose da un altro punto di vista, di ascoltare ciò che hanno da dire gli altri. Insomma, sei una persona di merda.

      • ilconigliotiguarda · giugno 28, 2014

        Tipo Gianni Morandi?

  18. Giulio · febbraio 9, 2014

    Da studente Luiss, ormai da 4 anni e prossimo alla laurea, non posso far altro che ridere di fronte a questi articoli e al tuo commento di risposta a Claudia. Mio padre è un autista di autobus e mia madre fa le pulizie in un ospedale e con enormi sacrifici mi stanno permettendo di studiare qui. Io cerco di fare del mio meglio e nel minor tempo possibile, penso alla mia vita e rido davanti ad articoli del genere che da anni circolano nel web e nelle menti chiuse di persone come te. Metti lo stesso impegno nello studio anzichè scrivere queste generalizzazioni. Ognuno dovrebbe pensare alla sua vita, dovresti farlo anche tu.

  19. Federica · febbraio 20, 2014

    Se può aiutare a risolvere il tuo problema di invidia: danno borse di studio ogni anno a chi volesse studiare alla Luiss ma non avesse la possibilitá

  20. Lisa · marzo 10, 2014

    Ciao ragazzi,
    vorrei dare la mia versione dei fatti sulla LUISS. Non sarà un’università perfetta, ma la maggior parte delle cose che ho letto qui NON sono vere. Frequento il secondo anno della triennale di economia in inglese, alla Luiss.

    Primo: nel mio corso non sono tutti straricchi, moltissimi ragazzi vengono dal sud e da famiglie disagiate che accedono grazie alle borse di studio PER MERITO e PER REDDITO e per la loro bravura negli sport. Infatti oltre alle borse di studio per merito e reddito ci sono quelle sportive: per accedervi bisogna fare delle selezioni durissime, e per questo le squadre LUISS sono molto forti (quest’anno la squadra di Basket ha vinto il primo posto nella Coppa Italia, ad esempio). E l’altra metà è composta da famiglie di ceto medio che comunque fanno numerosi sforzi per mantenere gli studi dei figli.

    Secondo: non sono tutti figli di papà: Io frequento il corso di economics and business in inglese, ho trovato un AMBIENTE assolutamente INTERNAZIONALE e per niente pariolino, tutta gente che ha viaggiato e che conosce molte lingue (una mia amica ne sa 5!) (Russo, Giapponese, Hindi, Francese, Rumeno, Spagnolo, Portoghese, Greco…) che si fa un culo così per prendere voti decenti, persone anche modeste e felici di socializzare.

    Terzo: difficoltà: frequentando il corso di economics and business abbiamo meno appelli delle altre facoltà in quanto il nostro ordinamento segue i modelli delle grandi università estere, senza contare i salti di appello, che non permettono di dare gli esami prima di sei mesi se non si passa un esame. Questo ci stimola a fare tutto il possibile per laurearci in tempo e impegnarci sempre. In generale poi, abbiamo un approccio più pratico rispetto alle università come Roma Tre o La Sapienza – ho fatto il confronto con il mio ragazzo, che studia economia a Roma Tre e i suoi programmi sono meno della metà, con un approccio molto più teorico fine a se stesso rispetto a noi. Noi invece oltre alla teoria, studiamo casi pratici e facciamo moltissimi esercizi, specialmente sulle materie quantitative, seguendo lezioni pratiche anche con vari dirigenti di aziende e professori da tutto il mondo (proprio oggi ho avuto una lezione con un dipendente della banca d’Italia e questa settimana con un professore Finlandese). Inoltre molti esami richiedono l’elaborazione di paper scientifici e di ricerca, utilizzando tantissime fonti e non solo i libri di testo. Abbiamo quindi molti stimoli, non solo dai professori e dai numerosi ospiti che vengono a farci lezione, ma anche dai giornali economici come il Sole 24 ore (cartaceo) o Financial Times (elettronico) che possiamo leggere gratuitamente ogni giorno.

    Quarto: medie: in relazione alle medie che hai pubblicato, la maggior parte dei ragazzi ha una media alta perchè: 1) i nostri professori, a differenza delle università pubbliche in cui sei un numero e non ti considera nessuno, sono molto disponibili a fare lezioni extra con gli studenti e sono tenuti ad avere moltissime ore di ricevimento, 2) Siamo costantemente monitorati con problems sets e papers obbligatori da consegnare ogni settimana e TA sessions 3) abbiamo tutors che ci aiutano a organizzare lo studio 4) possiamo stampare materiali di approfondimento da internet gratuitamente 5)abbiamo psicologi che ci affiancano nei momenti di difficoltà 6) i criteri di selezione, che includono anche il voto della maturità e il tipo di scuola di provenienza, fanno sì che coloro che hanno sempre tenuto alla media e alla qualità dello studio passino rispetto a quelli che, magari, provano a fare un punteggio alto al test senza però essere dei secchioni.

    Quinto: opportunità: i ragazzi Luiss hanno successo non solo perchè, vivendo in un ambiente selezionato e di gente che si impegna, hanno numerosi stimoli a dare il massimo, ma anche perchè la Luiss ha un network di aziende e di persone che connette i professionisti con i neolaureati. C’è il Job Day, 150 aziende che vengono a scoprire i talenti ogni anno, poi gli scambi internazionali, doppie lauree, uffici di sviluppo internazionale, business games lanciati dalle multinazionali, la mercedes che vuole sviluppare una nuova auto Smart con gli studenti LUISS, laboratori di Startup Enlabs, I-lab, CESARE esperimenti economici e statistici, lectio magistralis tenute da Mario Draghi ed economisti internazionali.
    La qualità dei professori è una delle caratteristiche meno contestabili: hanno tutti curriculum perfetti (hanno insegnato o studiato a Harvard, Stanford, Princeton, LBS, LSE, ecc ecc), associazioni studentesche di tutti i tipi da quelle per i diritti degli omosessuali agli scambi internazionali, Radio LUISS e TV Luiss, ospita simulazioni ONU RomeMUN e che si svolgono anche alla FAO, concerti degli studenti e agevolazioni con l’auditorium parco della musica… insomma puoi coltivare i tuoi interessi!

    Secondo me la LUISS funziona perchè valorizza la persona: le classi sono piccole (100-110 persone) e si fa amicizia subito, si condivide tutto insieme, dallo studio al divertimento ai viaggi agli esami, è un campus molto bello e verde al centro di Roma, dove è piacevole andare e trovare la concentrazione giusta, grazie anche ai numerosi spazi adibiti a studiare all’aperto e al chiuso, aule computer dotate di software aggiornati… andarci è un piacere e studiare lì con persone brillanti e simpatiche è ancora meglio. E lo dico io che non sono una viziata: sono pendolare e ci impiego 3 ore con i mezzi tutti i giorni, ma non mi lamento e sono sempre entusiasta di andarci perchè quando arrivo mi sento a casa.

    Sesto: la dirigenza sta facendo tutto il possibile per rientrare a breve nelle classifiche internazionali con una buona quotazione, per cui vi ricrederete presto.

    Settimo: per concludere, ho conosciuto numerosi dirigenti d’aziende in Italia e oltreoceano che, dopo aver assunto Luissini e Bocconiani, mi hanno detto che si sono trovati meglio con quelli della Luiss, perchè, a parità di preparazione, durante gli stage i Bocconiani erano troppo ambiziosi e si sentivano superiori pensando di sapere già tutto, mentre i Luissini erano molto più modesti e volenterosi di rimboccarsi le maniche e di imparare. Sarà vero? Su questo non sono sicura, su tutto il resto, sì.

    • ilconigliotiguarda · marzo 10, 2014

      1) Non devi giustificare la tua scelta di studiare in una università privata a nessuno.

      2) Storie come “la famiglia umile che lavora sodo”, le puoi trovare anche alla scuola per estetisti a Tiburtina.

      3) Il fatto che la LUISS tenda a somigliare alle grandi università americane e inglesi non è un pregio. Infatti il livello di preparazione in questi atenei è davvero basso. In generale il sistema educativo inglese e americano fanno schifo al cazzo, a cominciare dall’High School.

      4) E’ la tua università ad aver pubblicato certi dati, non me li sono inventati. E onestamente sono imbarazzanti.

      Concludo ripetendo un concetto che forse non molti hanno appreso leggendo questo post.
      E’ inaccettabile che il sistema educativo possa subire delle privatizzazioni, che tendano a escludere alcuni e privilegiare altri. E’ risaputo che università private come Bocconi e LUISS inseriscano i loro studenti nel mondo del lavoro grazie a vari contatti con le aziende. Ciò a scapito di colo che hanno studiato in università pubbliche, magari conseguendo titoli con il triplo degli sforzi. ll tutto è inaccettabile, perchè culturalmente assurdo e basato su canoni da casta medioevale. Fondamentalmente tutto il mondo dirigenziale è in mano a gente che ha sguazzato nelle università private. Tu mi citi l’America, ma probabilmente non conosci bene la situazione americana dal punto di vista universitario. Privatizzare l’istruzione vuol dire annientare la democrazia, intellettuale e sociale.

      • Andrea · marzo 12, 2014

        Ma il dubbio che queste aziende assumano più dalla Luiss/Bocconi che da altre (tutto da verificare poi.. ) perché trovano studenti più preparati al loro contesto.. E’ venuto?

        Se parliamo di imprese, entriamo in una logica di profitto e concorrenza: che senso ha assumere incapaci solo perché “luissini” o “bocconiani” ? Per compiacere il rettore?
        Se la risposta è “perché il padre/madre del suddetto incapace è potente”, allora non capisco cosa c’entri l’Università.. Anzi.. Il padre potrebbe risparmiare 30k euro, tanto il lavoro c’è lo stesso.

        Io ho studiato sia in università privata che in pubblica.. Quindi credo di poter dire la mia.

        1) Non esageriamo, non è che nelle pubbliche i poveri studenti vengano frustati e picchiati, costretti a morire per un 30. C’è più disorganizzazione, ci sono più studenti, ma si fa senza problemi se ci si impegna.

        2) Si, è innegabile: le università private danno più servizi, seguono di più gli studenti e gli studenti seguono meglio le lezioni. Ci sono più conferenze, attività, ospiti, testimonianze.
        E’ un servizio che paghi, e ti ritorna.
        Dall’altro lato sai che stai pagando, e tanto, quindi eviti di parcheggiarti lì per anni e anni. Hai gente accanto motivata, determinata e ambiziosa, non rimani indietro anche per competizione, sana competizione.
        Hai i voti “normalizzati”, quindi è meglio che ti svegli.

        3) L’Università ha contatti con le aziende, e quindi segnala gli studenti migliori? Ben venga, se l’alternativa è che le segnalazioni arrivino da amicizie o parentele. I job day ci sono anche nelle pubbliche, le aziende cercano anche nelle pubbliche.
        Bocconi o Luiss non sfornano ingegneri, eppure mi pare questi trovino senza problemi… O forse 3/400 laureati all’anno Luiss&Bocconi saturano tutto il mercato del lavoro italiano ed europeo?

        4) Alla Luiss ci sono sicuramente molti “figli di”, ma ci sono anche famiglie normali che investono (è il miglior investimento quello in istruzione) 20k per una magistrale del figlio: son scelte di investimento.
        I figli – vedi io- sono sicuramente privilegiati rispetto a chi non ha 20k, ma non a chi ha scelto di usarli in altro modo.
        Perché se vogliamo fare i difensori del popolo, chi davvero non ha un euro non ci va neanche all’università: ecco allora che anche chi può studiare nelle pubbliche è privilegiato, e potrebbe essere accusato.
        Così non finiamo mai.

        Sentiamo il dovere di difendere la nostra scelta, consapevole, da chi parla forse senza questa consapevolezza.
        Se hai dedicato il tuo tempo ad un attacco ci sarà un motivo, ma è legittima la risposta di chi non condivide la tua posizione.

        “E’ inaccettabile che il sistema educativo possa subire delle privatizzazioni, che tendano a escludere alcuni e privilegiare altri.”

        L’importante è che la qualità delle università pubbliche rimanga alta, come è. Se poi il signor x vuole accedere ad un altro servizio, affari suoi, l’importante è che chi vuole studiare es. Fisica possa farlo in un sistema pubblico.

  21. 93gambaro · marzo 11, 2014

    Il fatto che un’impulso privatista d’eccellenza (quindi non intendo i vari laureifici) danneggi il sistema dell’istruzione è tutto da dimostrare. Nei paesi anglosassoni la situazione scolastica media è drammatica e questo è vero, però non si tiene in considerazione il fatto che ciò è dovuto allo stato pietoso del sistema pubblico, mentre le università private “sfornano” mezza elite europea e mondiale, in maniera anche molto efficiente. È chiaro che non auspico un estremismo del genere dove l’unica forma di eccellenza viene dal privato, però mi sembra assurdo soffocare ogni iniziativa privata d’istruzione. In Italia esiste un ottimo pubblico e lo sappiamo tutti, e non capisco perché non possa esistere a fianco un privato altrettanto ottimo.

  22. Alberto · aprile 2, 2014

    Sei una persona davvero frustrata

  23. Alex · aprile 11, 2014

    Frustrazione,invidia,in questo post c’è tutto. Contento te.

  24. Elisa · aprile 13, 2014

    E’ una questione di numeri. Alla Sapienza (ad esempio) ci sono più di 100mila iscritti, alla Luiss meno di 10000. E’ più facile trovare la concentrazione di figli di papà, che non hanno bisogno di studiare, e che hanno già la loro scrivania in mogano che li aspetta alla Luiss, piuttosto che in un università pubblica e numerosa come la Sapienza. La cosa che mi fa ridere, è il qualunquismo. E anche la mendacia. Ricconi sfondati che non hanno problemi a cui pensare e che pensano solo a serate mondane e aperitivi, spopolano anche nella pubblica. E’ vero, alla Luiss o alla Bocconi è facilissimo imbattersi nel 18enne che come regalo di compleanno ha ricevuto l’ultimo modello dell’Audi. Ma solo perché la concentrazione di studenti è minore. Perché persone di questo tipo, che hanno la pappa pronta, le trovi all’Università di Bologna, alla Luiss, alla Bocconi, a Tor Vergata, al Politecnico di Milano eccetera eccetera eccetera.

    Per il fattore studio/esami/vitafacile ti consiglio di dare uno sguardo al cv dei professori della Luiss, giusto per capire chi sono e da dove vengono. Sempre in numeri, il 90% dei professori della Luiss insegna in 2 o più università, che possono essere nel territorio del Lazio o in altre regioni. E queste altre università sono pubbliche. Quindi criticare un professore della Luiss (in riferimento alle tue allusioni sullo studio e sulle medie stratosferiche) equivale a criticare un professore della pubblica.

    Detto ciò, complimenti per il post, devi essere davvero molto sicuro di te e ben informato per poterti permettere di parlare di qualcosa che conosci solo da fuori.

  25. thesunalsorises · aprile 13, 2014

    “Tenetevi forte. Non si va sotto il 26 alla triennale e del 28 alla magistrale.”
    AHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAAHAHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
    Perchè non vieni a fare matematica finanziaria avanzata?
    Chiunque tu sia.. vai a studiare su.
    🙂

  26. frank · aprile 13, 2014

    Ti prego raccontami dei geni che escono dalla pubblica rispetto alla Luiss, sto fremendo!

  27. Taddeo · aprile 14, 2014

    Bugs Bunny bello, stai a rosica in una maniera incredibile.
    Ma dimmi un pò, te che università fai?

    Da quello che scrivi sembri una persona triste e infelice, e anche un bel pò ignorante (dato che non sei per niente informato, nemmeno sui costi della LUISS).

    E te lo dice un “ritardato”. Sono un ritardato perchè mi sono laureato alla triennale con 104 e ne conosco tanti altri di ritardati. E pensa un pò, sono un ritardato che al liceo si è diplomato con 100 e lode.

    In ogni caso, ti do un con(s)iglio, passa meno tempo a scrivere cazzate sui blog e pensa a studiare.

  28. Chiara · aprile 14, 2014

    Ciao.
    Trovo che dalle tue parole emergano una montagna di rancore ed insoddisfazione. Il dover aspettare il regionale, la convinzione che tra due anni sarai anche tu un relitto umano, l’astio verso i cartelloni pubblicitari della stazione..
    Inoltre, e soprattutto, il tuo discorso è di un qualunquismo imbarazzante: parli di persone il cui Q.I. è inversamente proporzionale al loro conto in banca, di Luissini che non possono fare l’aperitivo perché il giorno dopo hanno l’esame di privato, e tante altre banali illazioni. Innanzitutto, vorrei ricordarti che chi frequenta la Luiss sostiene un test di ammissione. Sono sicura che per te sarà un test per decerebrati, ma ti posso assicurare che molte persone che conosco, che alle superiori avevano voti da capogiro, non l’hanno passato.
    Sono d’accordo con te sul fatto che anche alla Luiss ci siano persone che non si impegnano, che sperperano i soldi dei genitori tra aperitivi, serate in discoteca e compagnia bella ma, anche se per te è impossibile da credere, non siamo tutti così.
    Io frequento la Luiss da 3 anni, e ci sto mettendo l’impegno che avrei messo se avessi frequentato qualsiasi altra università italiana, pubblica o non. Credo che la mia media sarebbe la stessa se frequentassi un’università pubblica, e ti parla una che non ha tutti 30 e che i buoni risultati se li è sempre portati a casa con l’impegno e la dedizione che derivano dal frequentare una facoltà che ti appassiona, al di là del fatto che questa facoltà sia gestita da un ente pubblico o privato.
    È innegabile, comunque, che sono una persona fortunata perché ho la possibilità di frequentare un’università privata, ma non credere che ciò non comporti sacrifici: sono benestante, ma non sono la figlia di Rockfeller. Mantenere un figlio fuori casa, pagando la retta, l’affitto e le altre spese quotidiane non è facile per nessuno, specialmente in un momento come questo in cui anche i liberi professionisti, che tu tanto denigri, risentono della crisi. Ovviamente, poi, conosco anche persone che hanno soldi in ogni dove, ma non per questo sono senza cervello. In questi anni ho conosciuto persone davvero in gamba, menti brillanti, come ho conosciuto anche persone mediocri ed attaccate solo ai soldi ed all’apparenza, perché per alcuni studiare alla Luiss “fa figo” e basta.
    Per me, invece, studiare alla Luiss è un privilegio che mi rendo conto di avere ogni mattina che mi sveglio a Roma, nella città che ho sempre amato, a frequentare Giurisprudenza, la materia che prediligo, in un’università che, mi dispiace per te, è una delle eccellenze italiane.
    Da ultimo, vorrei ricordarti che chi si laurea alla Luiss non per forza verrà assunto in qualche impresa “amica”, per così dire.
    Esistono concorsi pubblici ( magistratura, avvocatura, notariato, carriera diplomatica..) in cui non conta nulla l’università dalla quale provieni. Lì contano solo le competenze, e quelle si formano solo con lo studio, a nulla servendo la cospicuità del conto in banca.
    Ho voluto rispondere al tuo articolo per dimostrarti che anche un Luissino sa mettere in fila un discorso sensato senza attaccare chi,volente o nolente, nella vita ha intrapreso strade diverse.
    Copiare ed incollare dati trovati nel sito dell’università non significa che tu sia informata su come realmente funziona e vive tale università, quindi ti consiglio vivamente di vivere la tua vita con più spensieratezza senza buttare veleno su chi ha certe possibilità. Io non denigro chi frequenta università pubbliche solo perché io ne frequento una privata.
    Detto ciò, sono sicura che tu rimarrai della tua idea, però stai tranquilla che se impiegherai tutta l’energia distruttiva che hai spiegato per scrivere questo articolo in ciò che vorresti fosse la strada del tuo futuro, otterrai sicuramente risultati eccellenti!

  29. Marzia · aprile 14, 2014

    C’è un motivo se i nostri voti sono così alti: con tutti i soldi che facciamo investire ai nostri genitori, il minimo con cui possiamo ripagarli è l’impegno. Studio alla luiss, e sottolineo “studio”.

  30. Andrea · aprile 15, 2014

    Sai che c’è : ma vai a cagare , detto da un luissino .

  31. Lucia · aprile 15, 2014

    Sono curioso di sapere come la pensi di Yale University, Harvard University, Stanford University, Columbia University etc anche su queste hai da ridire perchè private o ti stanno bene solo perchè americane?????

    • ilconigliotiguarda · aprile 15, 2014

      Evidentemente sei idiota. Lo dice anche il fatto che scrivi come una rincoglionita di tredici anni. I riferimenti alle università private americane e inglesi sono impliciti. Per altro evidenziati in un mio intervento successivo. Non vedo come questo articolo possa essere “pro-USA”, dato che contesta proprio un sistema educativo che da loro è più la norma che l’eccezione.

  32. francescocapogrossi · aprile 15, 2014

    Purtroppo devo criticare la tua analisi (mi scuso se non uso il “lei”, ma dal tenore delle affermazioni non credo sinceramente che tu possa avere più di 16-20 anni). In primis sul lato economico: la Luiss mette a disposizione borse di studio per chi non supera la fascia di reddito, attribuibili solo ed in base al merito.
    Riguardo alla presunta “fenomenite” che piuttosto sarcasticamente citavi, ti sei preoccupato di vedere che percentuale di studenti si è diplomato alle superiori con voto di 100/100? E di voto superiore a 80/100? NO!
    Sai che la maggioranza dei posti, sono messi in palio ad aprile della V superiore, e nel test entrava (almeno quando l’ho fatto io, 4 anni fa) per il 60% la media dei voti del IV superiore?
    E sai che chi ha fatto il test prendendo il 90% ma aveva una media <7.2/10 non riusciva ad entrare? Sai dare importanza a 4 anni di curriculum scolastico credo sia più equilibrato che ad una giornata di test…
    Per carità, capisco la frustrazione, il periodo per il lavoro non è granché, è specialmente per i giovani le opportunità sono poche…ma quale è il tuo curriculum? La Luiss dà l'opportunità di caratterizzare e specificizzare al massimo il percorso di studi, per essere pronti già a 23/24 anni ad entrare nel mondo del lavoro con competenze specialistiche…tanti colleghi delle pubbliche scelgono gli opzionali dalla lista dei professori "tranquilli", noi scegliamo percorsi, non esami, siamo indirizzati con ponderazione, le nostre competenze superano il "sapere", arrivano al "saper fare". Detto ciò, se sei ancora scettico vieniti a fare un giro a Roma e tocca con mano. Lascia stare stereotipi e superficialità, che non ci fai bella figura, e non so cosa tu voglia fare nella tua vita, ma di sicuro non stai facendo colpo su, per citarti, quella che sarà la tua classe dirigente.

    • ilconigliotiguarda · aprile 15, 2014

      Ci fate pisciare dalle risate. Senza voi le nostre giornate sarebbero ancora più cupe. Grazie a tutti voi, dal Team ❤

      • francescocapogrossi · aprile 15, 2014

        Allora ridi in compagnia, la nuova classe dirigente, cioè noi, avrà bisogno di gente pratica a:
        1) Fare fotocopie;
        2) preparare un buon caffè;
        3) saper portare a lucidare le mie scarpe in pelle di comunista;
        4) andare a fare il bollo della macchina;
        5) saper tirare su il morale quando da una causa non ci si guadagna quanto vuole…ma a quanto vedo a fare il giullare sei bravo 😉
        6) saper pulire a terra;
        7) saper sistemare un archivio;
        PS: Lasciami un recapito che tra 2-3 anni ti assumo io

    • ilconigliotiguarda · aprile 15, 2014

      No, davvero. Pretendi che legga tutta ‘sta roba?

  33. LuissinoDoc · aprile 15, 2014

    Se pagassimo solo 30.000 euro in 5 anni dovremmo spendere il resto in fondi di carità per gente povera e livorosa come te ❤ informati, frequentatore di regionali in ritardo.

  34. namihayase · aprile 15, 2014

    Il post è molto simpatico e solleva alcuni interrogativi non da poco, ad esempio quelli relativi alla media dei voti molto più alta delle università pubbliche.
    Detto questo, suggerirei all’autore di ricordare che la virgola non va mai tra il soggetto e il predicato e di fare un ripassino sulla funzione delle incisive nella lingua italiana.
    Sugli accostamenti travagliesco/grillini tra i fondatori, la Cia, e l’attuale dirigenza della Luiss stendiamo inoltre un velo pietoso.
    Infine faccio notare che il costo delle magistrali è ben superiore ai 3000 euro menzionati e che la borsa prevista per il dottorato di ricerca (a livello nazionale) è di circa 900 euro al mese, non 400 (eventuali deroghe sono previste solo in melius). Questo giusto per la cronaca.

    • ilconigliotiguarda · aprile 15, 2014

      Va bene papà. Non lo faccio più. Pero mi fai male quando mi tocchi lì. E sanguino anche. Lo so che mi vuoi bene ma il tuo coso è troppo grosso per me.

  35. Filippo · aprile 15, 2014

    L’ INVIDIA È LA FORZA DEI CORNUTI.

    Non esite cosa più giusta e naturale delle Disuglianze sociali. Se chi ha scritto questo articolo è qui a lamentarsi e non su una “scrivania di mogano” un motivo ci sarà. Plebeo

  36. Arendt Lijphart · aprile 15, 2014

    Caro blogger, di storie sulla LUISS se ne sono sentite e raccontate tante. Alcune di queste sono anche condivisibili, come l’elargizione facile di 30 agli esami e 110 alle sedute di laurea. Ma questa storia (ahimé) oggi riguarda il 90% del sistema universitario italiano, per cui mi sembra sbagliato far passare tale scempio come una anomalia made in LUISS. Sulla retta di 30,000 euro non c’è molto da dire. Ogni ateneo privato decide come finanziarsi (oltre alla quota di finanziamento presa – a mio avviso ingiustamente – dallo Stato). Certo sarebbe molto più intelligente e interessante vedere come invece tali cifre vengono spese dalla LUISS soprattutto nei servizi agli studenti e negli stipendi al personale docente (soprattutto ai ricercatori e dottorandi) e amministrativo. Te lo dice uno che con la LUISS ha a che fare, suo malgrado, ogni giorno. E siccome ne ho conosciuti tanti di “luissini”, ti inviterei a evitare quell’odioso qualunquismo snob. Di falchetti e decerebrati ce ne sono a pacchi, ma di persone normali ce ne sono altrettante, ragazzi che lavorano e studiano con serietà. Le critiche che fai possono essere anche utili se vengono costruite in modo ragionato altrimenti fai solo il gioco di quella parte di luissini che tu con questo post vorresti colpire. Buona serata.

    • ilconigliotiguarda · aprile 15, 2014

      La penso come te. Le ragazze che non ingoiano dovrebbero farsi un esame di coscienza.

      • 93gambaro · aprile 15, 2014

        Al di là delle battute mi piacerebbero delle risposte anche serie dato che credo sarebbero utili al confronto.

  37. ludmilla · aprile 15, 2014

    sei proprio superficiale
    guarda che alla luiss è pieno di poveri

  38. Paolo · aprile 15, 2014

    Il tuo epatologo sarà contentissimo di leggere articoli del genere! 😉

  39. Chiara · aprile 16, 2014

    Questo articolo è offensivo per chi proviene da una famiglia che va incontro a dei sacrifici per permettere che il figlio possa accedere ad una istruzione adeguata ai propri progetti di vita. Figlio che, se mosso da un minimo di riconoscenza, deve almeno sforzarsi di mantenere una media alta (ecco svelato il mistero che tu con tanta malizia hai voluto sottolineare).
    I voti alti della Luiss derivano dal fatto che l’ambiente “confidenziale” (classi non numerose, insegnanti sempre disponibili e servizi di tutorato attivo) impedisce allo studente di trovarsi in uno stato di abbandono.
    Non si può negare che sia una università che offre più opportunità della pubblica, ma oltre a non vederci nulla di male o di “losco”, mi permetto di sottolineare come stia anche alla furbizia dello studente cogliere ogni stimolo. Ti assicuro che i fannulloni rimangono tali anche nelle università private, come d’altronde i raccomandati persistono ancora in quelle pubbliche.

  40. Antonio · aprile 26, 2014

    Non è un articolo offensivo. E’ pura verità!
    La Luiss offre ai suoi studenti una scorciatoia per il mondo del lavoro non indifferente, alimenta le differenze sociali e blocca l’ascensore sociale.
    Tutto torna, in Italia è questo che si vuole.
    E’, però, anche un’ottima università, ha degli standard che le università pubbliche manco sanno che sono.
    Io non sono un riccone come il 95% dei LUISSINI (la storia degli aperitivi è vera, vedi tutti ‘sti cazzoni già dal lunedì sera ad ubriacarsi a Piazza Istria) ma ho fatto un prestito d’onore e ho deciso di imbucarmi pure io in mezzo all’èlite Italiana, sti gran cazzi!
    C’è da dire che non è un’università per tutti, se sei povero col cazzo che ci vai alla Luiss, la forbice sociale varia dal ceto medio/alto all’alta borghesia, difficile trovarci figli di operai, a parte qualche eccezione.
    In sintesi :è vero che il sistema delle università private è uno schifo ma, caro iconiglieblabla, piuttosto che prendertela con i luissini e la Luiss pigliatela con I Baroni delle università Pubbliche e con il Ministero dell’Istruzione. I Luissini che si sono offesi sono dei gran paraculo, abbiate la decenza di ammettere la vostra posizione privilegiata.
    Da studente Luissino posso dire di trovarmi pienamente d’accordo con l’analisi del coniglio, ma come si suol dire “si salvi chi può” a rosicare o a cercare di salvare il mondo si perde tempo. Ciao!

  41. Ele · maggio 16, 2014

    Non sono per niente d’accordo.. credo che questa analisi sia blanda e scritta da una persona che non sa nulla a riguardo. Se volete posso dire la mia esperienza. Ho ottenuto la laurea triennale alla luiss, dove ho pensato moltissime volte di abbandonare gli studi poiché per me era molto dura. Gli esami erano difficili e i professori anche troppo pretenziosi. Gli altri studenti erano sempre preparatissimi ed io sinceramente spesso non mi sentivo all’altezza. Per questo e per altri motivi per la laurea specialistica ho deciso di cambiare ed isvrivermi ad una università pubblica, nello specifico Cá Foscari a Venezia. Per quanto mi riguarda Cá Foscari a confronto è stata una passeggiata, il carico di studio è decisamente minore, gli esami sono fattibilissimi, ed ho ottenuto un voto di laurea migliore. Inoltre mi sono sentita più a mio agio con gli altri studenti, dato che alla luiss sembravano tutti troppo preparati e ambiziosi. Questa è la mia esperienza e credo che prima di scrivere un articolo del genere sia bene informarsi e non limitarsi alla sola lettura del sito intrnet dell’università in questione! Ritengo che sia una ricerca un tantino povera, ma ricca di invidia e pressapochismo!
    Saluti

    • lara · luglio 2, 2014

      condivido tutto quello che hai scritto!! La gente alla luiss è molto più ambiziosa e c’è molta competizione.

  42. pat · maggio 21, 2014

    Solo per informarti che il dottorato viene pagato 1200 euro al mese.

  43. Gabry · maggio 30, 2014

    Una mamma di un luissino. Ragazzi non perdete tempo a rispondere a questo signore, ricordatevi che lui stesso si definisce un coniglio…….

    • ilconigliotiguarda · maggio 30, 2014

      E non accettate caramelle dagli sconosciuti. E non drogatevi né masturbatevi.

      • Gabry · giugno 3, 2014

        Anche……..è possibile conoscere la sua età….grazie

  44. Roberto · giugno 9, 2014

    Sono d’accordo quasi su tutto quello che hai scritto. E mi piace il tuo approccio alla Cruciani, continua così. Bando alle chiacchiere, sono un dottorando dell’Università del Salento (profondo Sud, Lecce per intenderci), borsista grazie a dio e non guadagno 400 euro al mese ma 1100 (al netto dell’INPS). Certo, non è molto, ma in confronto a tanti miei coetanei (ho 25 anni) mi sento fortunato. Davvero vergognosa per il Paese è la situazione dei non borsisti, in costante aumento. Loro guadagnano 0 euro, ergo vengono puramente sfruttati. Però l’Ente per lo Studio passa loro una topaia gratuita dove dormire!
    Tralasciando questi temi, vorrei aggiungere che, si, d’accordo, i Luissini come i Bocconiani sono figli di papà, spesso fascisti ed ignoranti. Ma nel mondo in cui viviamo, dettato dall’economia, dalle leggi di mercato e dalle società in spietata concorrenza, eccetera, eccetera, una fottutissima multinazionale cosa ci guadagna a riempire le proprie scrivanie in mogano di idioti?

    • Bizio · giugno 28, 2014

      A te fanno fare il dottorato? Stiamo rovinati!

      • ilconigliotiguarda · giugno 29, 2014

        Vabbè, tu fai i pompini ai negri a Roma Termini e lui non può fare il dottorato?

  45. Mat · giugno 27, 2014

    Parlo da diplomato al liceo Righi di Roma(informatevi) con 100/100,da studente Luiss al termine della triennale e futuro studente London School of Economics dal prossimo Settembre.L’articolo è una buffonata senza capo ne coda,scritto da qualche frustrato che non trova altro di meglio da fare che parlare senza la minima cognizione di argomenti che ignora.Alla Luiss TUTTI,compreso il sottoscritto,ci siamo dovuti sudare la laurea,nessuno ci ha mai regalato nulla,neanche lontanamente.La frustrazione dell’autore è penosa,probabilmente non poteva permettersi questa università o è stato scartato ai test di ammissione.La differenze fondamentali con qualsiasi altra facoltà di economia,che non sia la Bocconi,è il placement,di primo livello e molto sviluppato che consente di non rimanere a grattarsi le palle finita la Laurea.Oggettivamente si è inoltre maggiormente seguiti e si evitano molte problematiche burocratiche presenti nelle statali.Inoltre è indubbiamente vero come sia una università da persone abbienti,ma sembra alquanto riduttivo additare lo studente medio come un idiota che non fa altro che perdere tempo e dilapidare patrimoni.
    La vera critica andrebbe fatta all’università pubblica,sempre maggiormente piena di sfaticati e perditempo (non parlo per sentito dire).
    Molto spesso bisognerebbe sforzarsi di ragionare di più,non agendo solamente in base all’odio classista di cui è pervaso l’articolo.

  46. lara · luglio 2, 2014

    Quanto mi piace vedere la gente che scrive articoli senza sapere niente di quello di cui parla. Giusto perché ti sei fatto un giretto sul sito pensi di poter dare un giudizio così completo.
    Innanzitutto ti faccio notare il primo errore, la magistrale non costa 3000 euro l’anno ma costa 3 volte tanto, quindi quantomeno questi dati basilari potevi cercarli bene.
    Secondo, ti assicuro che i voti non vengono regalati. La luiss è piena di figli di papà perché evidentemente sono quelli che se lo possono permettere, ma ti garantisco che è anche pieno di ragazzi figli di famiglie medie che fanno molti sacrifici (questo è il mio caso).
    Per quanto riguarda le medie, devo darti ragione sono ben più alte di quelle delle università statali, ma il motivo non è quello che dici tu. Le persone alla luiss sono più selezionate che ad una pubblica, e forse da esterno potrai ridere di questa affermazione, ma è così. I test della luiss sono ben più duri e quindi non permettono l’accesso a chiunque. Inoltre il fatto che vi sia un’alta retta da pagare fa sì che non vi siano i cosiddetti perditempo, quelli che si iscrivono all’università tanto per e che accettano tutti 20.
    Detto ciò, sappi che io sono una che alla luiss non si è trovata bene, non mi piace come ateneo ed infatti continuerò la magistrale da un’altra parte. Ma il bello è che questo articolo è solo una lista di luoghi comuni e non contiene nemmeno uno dei veri punti critici della luiss, che ovviamente solo chi ha frequentato conosce.

  47. alessandro91 · luglio 6, 2014

    Mah, non so se sia tutto vero o meno, fatto sta che una mia vecchia conoscenza che è sempre stato un idiota patentato, bocciato al’alberghiero e poi trasferitosi all’Ipsia, scopro solo di recente che si è laureato lo scorso anno alla LUISS. Sarà…

    • Antonio · marzo 25, 2015

      si, vabbè…

  48. Star · luglio 8, 2014

    credo che di studenti meritevoli e meno meritevoli ce ne siano davvero ovunque…
    senza offendere nessuno né toccarne l’orgoglio sento però la necessità di riportare la mia personale esperienza: sono stata assistente di cattedra di un professore che insegnava sia alla luiss che in un’università pubblica e quello che posso dire è che ci veniva richiesto esplicitamente di essere più “morbidi” nelle valutazioni.
    Con questo non voglio dire che non ci siano degli studenti seri anche alla luiss, però, almeno nel caso della mia cattedra, il parametro utilizzato era un po’ diverso da quello attuato nella pubblica.

  49. Diavolo · luglio 17, 2014

    Brutta cosa essere dei poveretti…

  50. Aurora · luglio 27, 2014

    Come sei triste! Mi dispiace davvero constatare che sempre più spesso chi fallisce in quello che fa, invece di farsi un esame di coscienza, inizia a screditare chi ha più successo di lui.
    E comunque devo correggerti, un anno di magistrale Luiss costa 9.000 Euro, non 3.000

    P.s. Spero tu possa avere l’occasione di conoscere uno di noi “Luissini”! Ci hai dipinto come ritardati senza cervello ma siamo ragazzi normalissimi: studiamo, abbiamo l’ansia il giorno prima dell’esame, ci facciamo le paranoie sui voti da prendere per uscire con un gran bel voto, veniamo bocciati e persino odiamo i prof, proprio come tutti gli altri! Probabilmente siamo stati leggermente più furbi ed abbiamo capito che l’apparenza conta molto; tuttavia, anche noi facciamo colloqui e ci vediamo sbattere le porte in faccia, perché se non c’è sostanza ci rimandano da dove siamo venuti!
    Ti faccio un grosso in bocca al lupo per il tuo futuro e spero che in futuro tu possa diventare meno superficiale di come sei!

    • ilconigliotiguarda · luglio 28, 2014

      Sei adirata con me solo perchè ho scopato con tua sorella la notte del tuo compleanno.

      • Aurora · luglio 28, 2014

        Sei adirato con me solo perché sto per uscire dalla Luiss per andare a prendermi il posto che mi spetta tra la classe dirigente del futuro! 😛

      • ilconigliotiguarda · luglio 28, 2014

        Ho lasciato l’Italia da tempo. Goditi il collasso di un paese che non esiste più da almeno trent’anni.

    • Franziskus 90 · dicembre 22, 2014

      “L’apparenza conta molto”, signorina Aurora? Sostenere un assunto del genere non solo è un formidabile assist a chi vuole screditare la LUISS, ma è anche moralmente abietto.
      Inoltre, io userei un po’ meno sicurezza nell’auto-collocarsi nella “classe dirigente del futuro”: un detto popolare insegna che è meglio “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.

      Quanto all’apparenza legata alla LUISS… da romano che conosce bene l’ambiente della propria città, vorrei capire qual è.

  51. rt · agosto 5, 2014

    No aspetta.tu hai fatto il test ad aprile 2010?

  52. Giulia · agosto 10, 2014

    Bell’articolo. Una conferma di cio’ che gia’ pensavo di questa “universita’” (perdonate la tastiera senza accenti). Un consiglio: laureatevi alla pubblica e poi andate a cercare lavoro all’estero. Le voste qualita’ e competenze saranno apprezzate e troverete molti lavori – molto remunerativi – che vi daranno anche grandi soddisfazioni professionali. E’ la cosa piu’ bella e’ la certezza di esservelo guadagnato!

  53. Francesca · settembre 7, 2014

    Cos’è? Non ti hanno preso al test di ammissione? Che fallito

    • ilconigliotiguarda · settembre 8, 2014

      Perchè c’è pure un test di ammissione? Tipo chi indossa le Hogan più belle?

  54. magamagò · settembre 23, 2014

    non frequento la Luiss e non ti tedierò con la mia storia personale ma caro coniglietto mi sembri solo un piccolo deficiente volgare dodicenne (con rispetto per i piccoli volgari deficienti dodicenni giustificati dall’età e dagli ormoni)….a dimenticavo….qualunquista e fumato e a tratti razzista!!!!!

  55. Giulia · settembre 29, 2014

    Caro “Mr.Vittimadelsistema”, per caso hai trovato la tua ragazza a letto con uno della Luiss? Non saprei proprio spiegare altrimenti questa massiccia dose di rabbia repressa.
    Queste deduzioni logiche costruite sul più becero qualunquismo le insegnano alle pubbliche invece?

  56. Francescopunto · settembre 29, 2014

    Voglio fare una premessa iniziale prima di iniziare quello che sto per dire;sono studente Luiss da un anno i miei per mandarmi a questa pseudo” università” hanno messo in conto numerosi sacrifici economici.Studio alla Luiss da qualche mese e sono pentito della scelta in quanto francamente tutta la suddetta e più volte elogiata “eccellenza” non ce la vedo,per me quell’università non ha nulla di cui vantarsi rispetto a una normalissima università statale,anzi magari a una statale impari veramente a farti valere per quello che sei(da qui la mia decisione di andarmene nei prossimi mesi visto chenon voglio essereun peso per lamiafamigli,consapevolezza che ,ahimè, mi fa stare molto male).Lungi da me l’idea di fare di tutta l’erba un fascio, ma alla Luiss ho notato livelli di ignoranza pazzeschi da molti studenti frequentanti gli anni successivi al primo. Come te e, immagino di molti altri,trovo scandalosa la privatizzazione dell’istruzione (ce a mio avviso è un servizio,di cui tutti i cittadini dovrebbero usufruire allo stesso modo…utopia chiaramente) ,e ancora più tremendo il fatto che uno dei suddetti ignoranti (braccia ingiustamente tolte all’agricoltura)debba poi occupare un posto di rilievo solo perchè ha sborsato ben 9000€ ,ma signori che volte farci è una realtà di lavoro tutta Italiana,l’unico messaggio,consolatorio,che posso darvi se vuoi è che le persone valide e determinate non hanno bisogno della raccomandazione e sottolineo RACCOMANDAZIONE della LUISS o di qualsiasi altro ente per farsi notare….un abbraccio un futuro ex studentedella luiss felice di averla mollata in tempo!!!

  57. Caterina · settembre 30, 2014

    Sono la mamma di uno studente LUISS.
    Madre di un ragazzo che sa quello che vuole dalla vita e lo conquista di giorno in giorno con le unghie e con i denti e con grandissimo impegno: ha frequentato il liceo con ottimi risultati ed ha superato il test di ingresso alla LUISS classificandosi tra i primi 10.
    In famiglia siamo in 4, lavoro solo io e mio figlio è vincitore da 3 anni di borsa di studio sia perché appartiene ad una famiglia “povera” sia perché meritevole in quanto in possesso di una media alta, in regola con gli esami ed i crediti previsti per l’accesso alla borsa di studio.
    Rimboccati le maniche e decidi cosa vuoi fare da grande…….
    E’ deprimente immaginarti dietro ad una scrivania a sfogare la tua rabbia sputando veleno a destra e a manca per riempire le tue giornate stereotipate( così come stereotipate sono le tue opinioni). Prova ad utilizzare la forza che metti nell’ esprimere rabbia e volgarità gratuite per costruire qualcosa che possa tornarti utile. Sarai più felice………

    • ilconigliotiguarda · settembre 30, 2014

      Fossi stata mia madre, mi sarei suicidato da un pezzo. Auguri.

      • Caterina · settembre 30, 2014

        Ma il senso delle risposte che dai qual’ è?

      • carlo · novembre 24, 2014

        x caterina: qual è si scrive senza apostrofo, cogliona.

      • Franziskus 90 · dicembre 22, 2014

        Se posso essere sincero, collega, condivido tante tue idee e sono sulla tua stessa barca (come potrai leggere dal mio post), ma mi tarerei su toni leggermente meno aggressivi e più rispettosi.

  58. magamagò · ottobre 1, 2014

    CARA CATERINA ABBIAMO A CHE FARE CON UN SOGGETTO CHE NON E’ SICURAMENTE PER LA LIBERTA’ DI PENSIERO. O GLI DAI RAGIONE O NON RIESCE NEPPURE A CONTROBATTERE E DA RISPOSTE GRATUITAMENTE VOLGARI.
    CON LE SUE NON RISPOSTE E’ RIUSCITO A ROVINARE QUELLO CHE SAREBBE POTUTO ESSERE UN DIBATTITO MOLTO INTERESSANTE. PURTROPPO E’ PROPRIO PER LA RIGIDITA’ MENTALE DI MOLTI COME LUI, CHE CRITICANO E NON PROPONGONO, CHE VOMITANO PAROLE E NON ASCOLTANO, CHE NON RIUSCIAMO AD USCIRE DA QUESTA SITUAZIONE.

    • ilconigliotiguarda · ottobre 1, 2014

      Avrei voluto tanto poter argomentare, avviare dibattiti e discussioni.Purtroppo mi son reso conto molto presto (grazie a i commenti) che il livello culturale è davvero basso. Non me ne frega una cazzo se lavorate dodici ore la giorno per mantenere vostro figlio, se lui vince borse studio e supera gli esami. Questo accade anche nelle università pubbliche, lo sapete? Avete interpretato l’articolo come un attacco personale, perchè siete idioti. La mia critica è rivolta a una concezione “privata” dell’eccellenza e al sistema delle università private. Per quanto il mio linguaggio possa risultare volgare, inadeguato e brutale, descrive (fino a prova contraria)una realtà documentata anche da dati consultabili.

      • Fed · ottobre 17, 2014

        Grande! Quoto tutto!

    • Franziskus 90 · dicembre 22, 2014

      Signora Magamagò, nel momento in cui scrive il suo post interamente in maiuscolo non si mostra molto rispettosa nemmeno lei.

  59. Giu1 · dicembre 3, 2014

    Ho letto articolo e commenti, tralasciando la superficialità di avere un’idea di un’università guardando solo il sito Internet, volevo solo precisare che il motivo per cui la media voti esami è molto alta non è perché vengono regalati, ma perché la maggior parte degli studenti studia molto e cerca di ottenere alti risultati proprio perché i genitori pagano tanti soldi ed è il minimo impegnarsi e laurearsi in tempo. Inoltre molti, compresa io, non accettano voti sotto al 27 per non abbassare la media, anche ripetendo gli esami più volte. Ci sono sicuramente alcuni esami più tosti in un’università rispetto che in un’altra ma credo sia fisiologico. C’è anche da dire però che i punti della tesi in giurisprudenza alla Luiss sono solo 6+1 se ti laurei in corso, quindi per avere 110 devi partire almeno dalla media del 28, mentre invece a Roma 3 (dove aggiungiamo che procedura civile è divisa in 2 esami) alla tesi i punti sono fino a 10, quindi per avere 110 puoi partire da una media molto più bassa. Tutte le uni hanno pro e contro, ho sentito brutte storie su varie uni pubbliche e private, è stupido generalizzare. Detto ciò, dici che la tua critica è rivolta alla concezione “privata” dell’eccellenza e sono d’accordo, ma non avrebbe più senso cercare di migliorare le pubbliche, che senso ha sminuire le private? Anche se chiudessero, i “figli di papà” andrebbero a studiare all’estero e verrebbero cmq assunti una volta tornati in Italia. E’ una critica sterile, chi ha i soldi avrà sempre più opportunità, poi dipende da loro impegnarsi o meno, perché un conto è lavorare nello studio di papà e un conto sostenere dei colloqui nel mondo del lavoro. Se non hai delle basi, non ti assumono, puoi venire dalla Luiss o dalla Sapienza o dove ti pare. La “scorciatoia” della Luiss è che il Placement già dal quinto anno ti manda per mail tutte le opportunità di tirocini e colloqui, poi sta a te. Punta molto sulla preparazione dello studente per il mondo del lavoro, cosa che dovrebbero iniziare a fare anche le pubbliche. Lo Stato dovrebbe investire di più sulle pubbliche, io la Sapienza l’ho scartata proprio per il caos organizzativo e insomma per le problematiche che tutti sappiamo, il che è un peccato perché ha professori molto validi. Scrivo tutto ciò per chi si imbatterà nel sito, perché ho notato che è impossibile un confronto un minimo serio con l’autore del post, quindi non mi aspetto chissà che risposta.

  60. Franziskus 90 · dicembre 19, 2014

    Sono uno studente di Giurisprudenza alla Sapienza. Proveniente da famiglia medio-borghese, abito nello stesso quartiere in cui si trova la LUISS.

    Approvando in buona sostanza quanto qua scritto dal blogger- fermo restando, tuttavia, che non tutti i luissini sono figli di papà, e che ogni tanto qualcuno veramente di valore esce anche da lì- non posso che aggiungere un dato che dovrebbe far riflettere: come mai in quell’ateneo i romani sono nettamente in minoranza?
    Come mai la LUISS ci tiene tanto a fornirvi tutto lei- pullmino, gitarelle, pub- in modo da farvi mescolare il meno possibile con la cittadinanza di Roma?

    Quanto al fatto che gli esami siano più tranquilli… non dico che un 18 alla Sapienza equivalga ad un 30 alla LUISS, ma ad un 24 decisamente sì.

    Il nepotismo, alla LUISS, dilaga. Ho conosciuto una figlia di prof. LUISS iscritta alla LUISS, completamente incapace, ma che guarda caso riusciva ad ottenere ogni volta una buonuscita di 26/30.

    Quanto al test… non ho ancora mai conosciuto nessuno che dicesse di esserne stato respinto, e ho conosciuto qualche decina di persone differenti che asseriscano di essere arrivate nelle prime 3/5/10 posizioni. Bah…

    Per il resto, constato che un ateneo privato con solo 3 facoltà dia un’idea per lo più distorta di cosa sia l’Università. Molti dei luissini non sanno nemmeno com’è fatto un ricercatore di fisica, o un professore di epigrafia latina. Per loro il professore universitario è quasi sempre l’immagine del trombone prof.-avv. o prof.- consulente in completo blu e pochette. L’idea del professore universitario che fa solo attività di ricerca nella vita- e che la fa PER DAVVERO, contribuendo così alla vita culturale e all’innovazione del paese- non li sfiora nemmeno.

    Alla LUISS ci si laurea spesso in 4 anni e mezzo. Alla Sapienza, salvo personalità evidentemente geniali, anche studenti BRAVI un anno fuori corso se lo fanno. Specie quelli che alla media ci tengono.

    L’orientamento è nettamente filo-confindustriale. Il diritto del lavoro, come viene insegnato lì, assomiglia più ad una specie di “diritto del licenziamento”.

    Con tutto il rispetto possibile per la signora Caterina- che, a mio sommesso avviso, è stata attaccata troppo violentemente- evidentemente la LUISS non è un soggetto del tutto limpido. Non ci si può aspettare, dopo aver scelto di mandare i propri figli alla LUISS, di rimanere esenti da critiche.

    Cordiali saluti a tutti.

    • G1 · dicembre 21, 2014

      Nel mio liceo molte persone che hanno tentato il test non sono stati presi, il fatto che tu non ne conosca non vuol dire nulla, anche perché immagino tu non sia andato a fare il test e quindi non hai visto quanta gente c’era (e parlo solo di Roma quando il test si fa in tutta Italia), è matematico che molta gente non entra non credi? Poi parli di diritto del lavoro dicendo che si tratta più di diritto del licenziamento… Ti prego puoi spiegarti meglio? L’esame di diritto del lavoro consiste di una parte sulla contrattazione collettiva e i diritti sindacali, di una parte sul diritto del lavoro (nel senso dei vari tipi di lavoratori e di contratti e ovviamente anche dei licenziamenti) e una parte sulla previdenza sociale. Ti prego spiegami la differenza con i programmi di altre università. Inoltre si studia al secondo anno ovunque e quindi al momento della laurea ci si deve aggiornare perché di riforme sul lavoro se ne fanno sempre. Invece alla Luiss si può scegliere il profilo di diritto del lavoro e quindi studiare in maniera approfondita nell’ultimo anno e mezzo del ciclo di studi tutto ciò che riguarda questo campo. È una cosa così orribile? Chi sarà più preparato a un colloquio in uno studio che si occupa di questo? Tu che l’hai studiato 3 anni prima di laurearti o io che ho approfondito l’argomento fino alla laurea? Mi dispiace ma i pro e i contro le hanno tutte le università, voglio vedere allora anche le critiche a Roma Tre o alla Sapienza (come se li i raccomandati e i favoriti non esistessero). È ridicolo dare un giudizio totalmente negativo in qualunque situazione. E cmq se credi davvero che il fatto di finire un anno fuori corso sia un valore aggiunto stai proprio sbagliando perché alla Luiss come alla Sapienza ci sono tante persone che ce la fanno in tempo, se uno va fuori corso perché “non ce la fa a studiare così tanto” e nn per motivi seri vuol dire che non si impegna abbastanza e trova scuse o forse ha sbagliato facoltà. Anche perché mi risulta che alla Sapienza giurisprudenza sia a numero aperto e ci va un sacco di gente come ripiego perché non è stata presa da altre parti o facoltà (come a Roma tre) quindi non è che ci sia tanto da fare i fighi… Una ragazza che conosco ha cambiato da Roma tre alla sapienza perché quest’ultima è più facile.. Vedi come cambiano le opinioni? Pensate a essere felici di dove state invece di buttare merda su posti che non conoscete.

      • Franziskus 90 · dicembre 22, 2014

        Finire fuori corso di tanti anni sicuramente è un fattore negativo, ma da noi farsene uno è quasi fisiologico. Non è affatto un valore aggiunto, ma prova il differente livello di difficoltà che si affronta nei due atenei. Io stesso sto per iniziare il mio primo anno fuori corso: e l’ho fatto per mantenere una media alta (se accettavo un paio di 27, quest’anno, invece di rifiutarli per puntare a voti più alti non ci finivo).

        Sul diritto del lavoro… vedi, il diritto non è una scienza sperimentale, i cui risultati possono essere presentati in modo neutro. Le inclinazioni personali e le ideologie pesano molto nel lavoro di interpretazione del diritto. Alla Sapienza, la tradizione giuslavoristica è spiccatamente filosindacale, mentre da voi è spiccatamente filoconfindustriale.

        I vostri percorsi di specializzazione comportano un pesante tradeoff a livello di preparazione generale. Per “approfondire” alcune materie ne trascurate pesantemente altre. Ti invito a confrontare il programma “base” di procedura civile che c’è da voi con il nostro. So bene che poi chi fa certi percorsi approfondirà a dovere la materia, ma chi ne fa altri spesso se la cava con poco proprio nell’esame che negli atenei pubblici mette più in difficoltà.

        Anche se alcune materie, come tu dici, le studiamo ad alcuni anni dalla laurea- comunque, da noi diritto del lavoro è in III anno- se poi ci facciamo la tesi le ristudiamo.

        Sul numero aperto e sul sacco di gente hai ragione, infatti alla Sapienza c’è un drammatico contrasto fra un 10% di persone di grande bravura, un 50% di mediocri ed il resto di persone improbabili. Da voi ho l’impressione che ci sia un livello medio a cui si sta tutti intorno. Il che non è affatto un male, intendiamoci, però sfido a trovare delle punte di diamanti come quelle che si trovano alla Sapienza.

        Per il resto, ti invito a non esprimerti in modo troppo sufficiente nei confronti della Sapienza. I vostri professori, ti ricorderei, si sono quasi tutti laureati da noi.

        La ragazza che da Roma 3 ha cambiato alla Sapienza perché è più facile avrà modo di pentirsene.

      • G1 · dicembre 22, 2014

        Innanzitutto io non mi sono espressa sulla Sapienza con tono sufficiente, parlavo delle opinioni delle persone che cambiano a seconda della facoltà. Nel mio primo post ho scritto che la Sapienza ha una facoltà di tutto livello (che poi alcuni prof sono gli stessi che insegnano alla luiss), a cui sarei voluta andare pure io se non fosse stato per tutti i problemi organizzativi che ha. Parlando della tematica sul lavoro, io sinceramente non so come lo si affronta alla Sapienza, il modo in cui lo abbiamo studiato noi non mi è sembrato in maniera così spiccata filoconfindustriale, che poi pure se fosse non capisco perché sia meglio affrontarlo in un modo rispetto ad un altro (a meno che nn si parli di politica), in ogni caso almeno nel profilo ci sono prof che si occupano e fanno parte proprio dei sindacati e che hanno invitato a fare lezione esponenti degli stessi. Cmq sia guarda a mio parere l’esistenza dei profili ha nei pro quello che ho già scritto (anche perché si presume che poi si andrà a cercare lavoro in quel settore) ma nei contro che effettivamente in alcune materie vengono tralasciati degli argomenti perché si affronteranno nei profili, questo è vero. Ti posso dire così a memoria che procedura civile si fanno del luiso 4 libri invece di 5 (l’ultimo) mentre so x esempio che a Roma tre che però lo fanno diviso (nn so da voi) li fanno tutti e 5. In ogni caso vengono tralasciate cose minime e più particolari, le cose base che si devono sapere le studiamo, i libri che usiamo sn più o meno gli stessi delle altre facoltà. Inoltre in ogni profilo abbiamo un esame in inglese (quello di internazionale è tutto in inglese), che sicuramente è una cosa in più. Poi, dici che non ci sono punte di diamante da noi. Allora tolta la gente che fa economia a Roma tre e poi la magistrale alla luiss (un motivo ci sarà), dalla Luiss sn uscite persone che hanno passato il concorso diplomatico o quello da magistrato, altre che sn state prese in vari studi e stanno andando molto bene (immagino pure alla Sapienza) non è che possono essere tutti raccomandati, quindi non capisco perché tu debba usare un tono sufficiente. Come dici tu che alla Sapienza certo nn sn tutti geni, ti dico che certo manco alla luiss e che penso pure io che ci sn i raccomandati ma ci sta anche chi studia molto, come in qualunque posto. La Luiss offre tante altre cose poi, ma visto il costo mi sembra pure normale.

      • Franziskus 90 · dicembre 22, 2014

        Specifico solo una cosa: io non ho l’abitudine dello sversamento di feci su realtà che non conosco. Ho molti amici luissini, e ho partecipato a numerosi progetti con luissini (come le gare dell’ELSA). Non ho detto che la LUISS fa schifo (diversamente da quanto tu ti permetti di fare con le pubbliche), mi sono solo permesso di dire che è un soggetto criticabile e da una serie di punti di vista- a mio avviso- poco limpido e molto discutibile.

        Sono disponibile ad un confronto acceso, ma civile. Ho già perso le distanze dai toni che in alcuni passaggi ha usato il blogger. Ti prego di mantenere il tutto su questo livello: sono senz’altro una persona convinta delle proprie idee, ma ho la presunzione di essere anche tendenzialmente rispettoso.

      • G1 · dicembre 22, 2014

        Ti ripeto che io non ho detto che le pubbliche fanno schifo, anzi. Se in quinto liceo avessi potuto fare il test a Roma tre ad aprile come alla Luiss sarei andata li con le mie amiche (che mi sta pure più vicina a casa), come ambiente la Luiss non mi piace nemmeno più di tanto, troppa gente del sud ricca e che si sente chissà chi e io sono sempre andata in licei pubblici con persone normali. La Sapienza ripeto che non mi ha mai ispirato per gli storici problemi che ha, non per il livello di insegnamento.

      • Franziskus 90 · dicembre 22, 2014

        Ti chiedo perdono per lo sfasamento delle risposte, avevo dovuto impiegare per tempo a rispondere al sig. Adriano. Apprezzo molto il tono rispettoso e civile sul quale- a differenza di quest’ultimo- ti stai attestando, e ritiro con piacere alcune mie “accuse”.

        Sono sicuro che qualche mente di valore esca anche da lì.
        Solamente, non sono i grandi studi da cui vengono assunti a costituirne la misura.

        Mi fa piacere di leggere quello che dici sull’ambiente, perché ho avuto modo di constatare direttamente quanto ciò sia vero.

        Mi auguro che quello che dici sulla “non eccessiva confindustrialità” degli esami sia vero, anche se temo di avere alcune buone ragioni per sostenere quel che sostengo.

        Alla Sapienza riceviamo una formazione generalista per cui studiamo tutte le materie “di base” senza sconto alcuno: Commerciale sul Ferri o sul Campobasso 3 voll., Proc. civ. sul Consolo 3 voll. o sul Luiso 5 voll. (tutti, ed in un’unica soluzione!), il programma di Proc. pen. contiene anche l’esecuzione, e via dicendo.
        Essenzialmente, noi usciamo con una preparazione piuttosto “enciclopedica”, ma completa. Quello che trovo criticabile del metodo LUISS- e ribadisco, l’attacco non vuole essere diretto alla tua persona- consiste nel fatto che uscite spesso con una preparazione approfondita in alcuni ambiti, avendo però lacune serie in altri. E il percorso di Diritto penale è decisamente debole, si fa in 5-6 esami piccolini ciò che alla Sapienza si fa in 3 esami corposi.

        Per il resto, mi ha sempre colpito negativamente la scarsa attenzione che si attribuisce alle materie dal contenuto più “culturale”: storia e filosofia del diritto, rispetto a come vengono fatte sia alla Sapienza che a Roma 3, le ho trovate debolucce. E una mia amica laureata alla LUISS con specializzazione in diritto amministrativo non aveva da ribattere du questo.
        Sembrerà una stupidaggine, ma sono materie che aiutano molto a ragionare sul diritto in modo libero ed indipendente.

        La disorganizzazione alla Sapienza non manca, ma in buona parte è gonfiata e mitizzata da quelle stesse chiacchiere da autobus che riducono la LUISS ad un “refugium filii patris” e ad una stamperia.

      • G1 · dicembre 22, 2014

        Cerco di risponderti per argomenti:
        Sono d’accordo sul fatto che il nome dello studio non vuol dire necessariamente persona preparatissima, non parlavo di studi ma proprio del percorso che alcune persone che conosco stanno facendo (ma ne conosco di altre che non vengono assunte, ovviamente è normale e immagino pure per chi esce dalla Sapienza), il discorso è lo stesso, se uno ha voglia di studiare e impegnarsi lo fa ovunque. Per quanto riguarda l’ambiente lo ribadisco, a me non piace particolarmente e non partecipo alle feste Luiss o simili, preferisco andare a quelle alla Sapienza. Il mio ragazzo va li (non a giurisprudenza) per quello ti parlo della disorganizzazione e simili, sono andata spesso a studiare in facoltà da lui e ho notato varie cose, per questo dico che mi dispiace e che si dovrebbe investire sulle pubbliche.
        Parlando delle lacune, sicuramente voi avete una preparazione a tutto tondo, noi prepariamo esami non facili (anche noi proc civile la diamo con un unico esame a differenza di Roma Tre) ma qualcosa viene riservato al profilo assolutamente, il punto di forza a mio parere è la preparazione molto più particolareggiata nel profilo scelto. Poi certo se si va a cercare lavoro in un altro ambito si dovrà approfondire di più da soli, ma per esempio il profilo di lavoro o quello commerciale o quello internazionale è un punto di forza in più. Sono due impostazioni diverse, ma quando si sceglie l’università si è consapevoli di ciò. Per quanto riguarda storia e filosofia del diritto mi dispiace ma non sono d’accordo. Io non so che canale quelli che conosci hanno frequentato (perché ricorda che i prof e anche i programmi possono essere diversi), ma nel mio canale ricordo ancora il corso di storia del diritto come uno dei più belli e fatti bene della mia carriera scolastica. Un professore bravissimo che ha saputo anche coinvolgerci molto in un corso che non piace sempre a tutti, l’aula era sempre strapiena. Ho imparato davvero tantissimo. Per quanto riguarda lo studiare il diritto del lavoro in un certo modo ancora non capisco cosa intendi, almeno nel mio canale e poi nel profilo non ho trovato queste tendenze da un lato o dall’altro e i miei professori non hanno mai parlato di politica o simili, al massimo ci spiegano dal loro punto di vista quello che accade durante l’anno tra i sindacati e il governo cercando di renderci un po’ più chiare le motivazioni dell’uno e dell’altro ma senza esprimere giudizi personali, cosa che trovo interessante. In ogni caso io credo che tutte le università abbiano i propri difetti e i propri pregi, mi da fastidio che della Luiss si vogliano sottolineare solo i difetti (che ovviamente ci sono), che si pensi che siamo tutti ricchi figli di papà che passano gli esami leggendo slide, quando non è così.

      • Franziskus 90 · dicembre 22, 2014

        *impiegare DEL tempo

    • Adriano · dicembre 22, 2014

      In tutta franchezza i commenti di questo utente sono sublimi. Sublimi per ignoranza, imprecisione e malafede.

      Per quanto riguarda il diritto del lavoro, l’orientamento definito “confindustriale” fa letteralmente ridere. Da studente, non mi risulta affatto di aver assistito ad uno sbilanciamento nei confronti dell’imprenditore. Anzi, almeno nel mio corso, era esattamente l’opposto.

      In merito ai programmi di studi (si è parlato di procedura civile) vorrei sottolineare che per il superamento del mio esame di diritto commerciale, il libro di riferimento era il manuale di diritto commerciale del Campobasso (3 volumi, per un totale di più di 1500 pagine). A Roma 3, diritto commerciale si studia sul “campobassino”, versione ridotta di 650 pagine.

      Non capisco, poi, su quali basi si possa asserire che le punte di diamante siano solo alla Sapienza. (?)

      Infine, confermo per esperienza diretta, di amici che hanno abbandonato Roma 3 per passare alla Sapienza in quanto “si studia di meno”. Il caso ha voluto (miracolo?) che la media si sia iniziata ad alzare vorticosamente.

      • Franziskus 90 · dicembre 22, 2014

        Posso aver espresso idee che non condividi, ma mi sono mantenuto su una linea di rispetto per le singole persone. Cosa che tu non fai.

      • Franziskus 90 · dicembre 22, 2014

        A proposito, alla Sapienza si prescrivono il Ferri o il Campobasso maior.

      • Franziskus 90 · dicembre 22, 2014

        Sulle “punte di diamante”: non ci sono solo alla Sapienza, non ho detto questo. Omnia munda mundis.

      • Adriano · dicembre 22, 2014

        Io avevo accennato ad una grande ignoranza, ma qui devo dedurre di essere in presenza di una grandissima malafede.

        Io ho riportato fatti, facilmente verificabili, di programmi di studi e di scelta dei libri di testo. Al contrario qui si è accennato all’assenza di “punte di diamante” alla LUISS, sulla base di non meglio precisati studi.

        E poi, permettimi, non venirmi a parlare di “critiche alle università”; nella mia vita mi sono sempre disinteressato ai programmi di Roma 3 o della Sapienza, perché ritengo che ogni università sia una realtà autonoma e imparagonabile. Ma io, almeno, ho un titolo per rispondere a questo blog in quanto studente alla LUISS. Tu? Come mai sei qui? Che ti ha spinto a cercare un blog contro la LUISS? La risposta mi sembra abbastanza ovvia.

        Infine, sempre sulla questione “punte di diamante”, riporto il tuo commento “Sul numero aperto e sul sacco di gente hai ragione, infatti alla Sapienza c’è un drammatico contrasto fra un 10% di persone di grande bravura, un 50% di mediocri ed il resto di persone improbabili. Da voi ho l’impressione che ci sia un livello medio a cui si sta tutti intorno. Il che non è affatto un male, intendiamoci, però sfido a trovare delle punte di diamanti come quelle che si trovano alla Sapienza”. Ribadisco, quali sono gli studi scientifici, le leggi di copertura che stabiliscono che alla LUISS non ci siano le punte di diamante che ci sono alla Sapienza?

      • Franziskus 90 · dicembre 22, 2014

        L’ultimo post che hai scritto merita senz’altro alcune risposte, ma gradirei che la si smettesse di utilizzare questi toni ingiuriosi.

        Io non ne ho fatto uso, penso che non si possa trovare un solo termine appartenente al registro del turpiloquio nei post che ho scritto in questa sede.

      • Franziskus 90 · dicembre 22, 2014

        Quanto al titolo che ho per discutere, esso è uno solo: la mia libertà di pensiero, del cui utilizzo- finché si mantiene nei limiti del lecito- non rispondo a nessuno, tantomeno a te.

  61. Valentina · gennaio 29, 2015

    Che pena.
    Parli per sentito dire, senza avere una reale concezione di quello che dici. Sicuramente la Luiss avrà i suoi difetti, come altre università, ma la maggior parte delle cose che hai scritto sono grandi MINCHIATE. La differenza dalle università pubbliche è il fatto che c’è una maggior attenzione nei confronti dello studente, ma non a livello di voti, credimi. Se nelle università pubbliche questo non c’è, non se ne può fare una colpa a quelle private, iniziando a sparare cavolate da represso.
    Gli ignoranti sono ovunque, alla Luiss o Bocconi, così come a Roma Tre o Sapienza, e tu ne sei un esempio lampante, in quanto IGNORI la vera realtà dei fatti e parli senza sapere. Purtroppo da questo articolo traspare solo una grande invidia e rabbia ingiustificata verso le università private. Detto ciò sei liberissimo di scrivere quello che vuoi, sicuramente la gente non si farà un’idea cattiva di università quali Luiss o Bocconi per 4 stronzate banali sentite e risentite, perlomeno mettici un po’ di originalità negli insulti!
    Se vuoi criticare fallo in modo intelligente e costruttivo, che così non so quanto tu possa andare avanti nella vita..
    Buona Fortuna! 😉

  62. MarcoG. · febbraio 13, 2015

    Oserei dire che qui hai veramente scattato un’istantanea di quella che è la Luiss(complimenti,magari un po’ troppo violento ),dopo un anno in quel laureificio (altro non è) in cui non ho appreso niente e dico niente, decido i tornare a casa e frequentare una statale,ora io che frequento una statale dopo mesi di studio se prendo 30 bacio per terra ,i miei colleghi(di un intero corso) della suddetta università(scusate se l’ho definita cosi ) tra una festa e un aperitivo se non prendono 30 rifiutano l’esame,e non stiamo a raccontarci favole,è inutile che cercate di ingannare voi stessi e i vostri genitori dicendo che non è cosi, non siamo nati ieri,vi dico solo che avevo un professore di diritto privato (di cui non faccio il nome per motivi di privacy)che dedicava la propria lezione a raccontarci i suoi viaggi around the world.La cosa preoccupante è che i laureati Luiss sono spesso preferiti a uno che a veramente studiato in una statale,in quanto i primi hanno “made in Luiss”(leggi “made in Confindustra”) scritto sulla fronte…evviva la meritocrazia!!!!!

  63. Aurelia Biagetti · marzo 25, 2015

    Io avevo gli stessi pregiudizi, e alla Luiss a fare Giurisprudenza ci sono andata controvoglia. L’ho fatto perché i miei se lo potevano permettere, ovviamente, e perché in questo mondo di oggi il lavoro scarseggia. Ci sono andata odiandola profondamente, presentandomi a lezione in tuta e struccata, l’anti-luissina. Però il liceo l’ho fatto a una pubblica e quando mi sono diplomata ho preso il voto più alto della classe e il terzo di tutto l’istituto. Due dei miei compagni di liceo hanno preso Giurisprudenza, uno a Firenze l’altro a Siena, laureandosi in corso uno con 108 e una con 110. Sono amici miei e credimi se ti dico che non solo al liceo gli passavo i compiti e hanno preso 20 punti meno di me alla maturità, ma che oltretutto in questi anni non si sono fatti mancare niente: vacanze in piena sessione d’esame, discoteca, aperitivi. Hanno studiato, certo, ma non si sono uccisi. Io alla Luiss ho faticato come una pazza, mi sono laureata in corso per il rotto della cuffia facendomi un culo che non hai la più pallida idea. Ho studiato anche l’ultimo dell’anno. Quindi le cose sono due: o loro sono diventati 2 geni, o io una cretina. Oppure io ho studiato più di loro, perché la Luiss ti “pressa” veramente molto. Vedi tu, ma fossi in te non parlerei di un posto in cui non ho mai messo piede.

  64. Errico · aprile 1, 2015

    Da studente di economia posso dire che un noto professore della Sapienza me ne ha parlato. Questo viene da formazioni private, e posso assicurarvi che lui stesso ha affermato “la Luiss è una buona università perché aiuta più di tanti altri atenei a trovare lavoro, ma se cerchi una preparazione da primato devi vedere nelle università pubbliche”… Ovvio “lo studente bravo può capitare ovunque” tuonò in risposta; “ma non credo che chi viene da formazioni private senta il naturale incentivo di chi suda e impara da solo le cose a evolvere”…
    Come insegna l’economia, il prezzo naturale è quello che andrebbe pagato sempre, nel caso di una lezione che costa uguale ovunque il prezzo dell’università pubblica che è inferiore di costo è sicuramente quello più vicino al naturale, ciò dimostrando l’assurdità del prezzo della privata. Al che mi sorge spontaneo domandarmi: ma non potrebbe la stessa università pubblica fare altrettanto? O abbiamo tanti incompetenti al lavoro? Perché la Luiss “affitta” professori da atenei pubblici, se la formazione privata è il loro “stendardo”?
    Personalmente non voglio dire a chi ha fatto la Luiss o simili di aver sbagliato perché magari nel loro caso non è così, ma vi assicuro che nel mio caso l’ateneo pubblico mi ha cacciato fuori capacità inaspettate come nessun altro avrebbe potuto mai, tanto che grazie a queste qualità ora conosco la matematica… Non intendo semplicemente conoscere la formula, ma saperne creare di nuove all’occorrenza e riconoscere la giusta strada caso per caso (grazie a loro risolvere il notissimo “indovinello più difficile del mondo” è stato una passeggiata)…
    Personalmente le abilità intellettive te le sviluppa più un ateneo come la Sapienza, le altre università si prodigano più per superare a pieni voti le classifiche manipolative per gente dal QI scarso usando parametri come stage, borse di studio, viaggi all’estero; mi fanno pena, come quelli che dicono “io ho studiato 3000 pagine, ma non ho passato l’esame”… Inoltre non fanno mai classifiche esplicitamente comparative tra pubbliche e private, così atenei ridicoli come la Lumsa (detta STRUM-ZA) possono pure figurare come università e non come asili nido!
    CONCLUSIONE: negli ultimi anni la Luiss non sta più aiutando come prima gli studenti ad entrare nel mondo del lavoro, Confindustria sta aprendosi a nuovi concorrenti di altri atenei, inoltre pagare così tanto non è certezza che ti raccomandino. Oltretutto sta sorgendo una specie di violento “RAZZISMO” dei concorsi pubblici e nelle assunzioni aziendali contro atenei privati come Lumsa e Luiss, se non ci credete trovatevi qualche Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (in edicola); li schifano!
    Se persino il geniale Crozza li ha derisi in una satira, avreste molto da riflettere al riguardo!

    • Il Panzone · agosto 30, 2015

      Dici cose vere. Vedi anche il mio commento. Voglio precisare una cosa però. E’ vero che un’università come la Sapienza dà una preparazione molto superiore a quella della Luiss (mi riferisco ad economia, che anche se non è la mia facoltà, ho amici in entrambi gli atenei), e che dalla Sapienza esci con le palle visto che hai più problemi (con tutto, con gli esami, con la segreteria, con la tesi), è pur vero che conosco persone con le palle che si sono esaurite alla Sapienza e che hanno lasciato l’università, quando nel mondo del lavoro avrebbero mangiato in un sol boccone un qualsiasi laureato Luiss. Allora mi chiedo… è così indispensabile la preparazione della Sapienza? O magari sarebbe meglio una via di mezzo? Così da facilitare ache l’accesso al mondo lavorativo.

  65. Carla · maggio 20, 2015

    nei grafici sono riportate le medie delle statistiche, questo non vuol dire che i voti degli esami alla luiss sono superiori a 26! Il calcolo della media nella statale non viene insegnato?
    ignorante e invidioso

  66. Anonimo · maggio 24, 2015

    Il tuo articolo è molto vero.

    Se vuoi un posto di tutto rispetto in Italia conviene segnarsi presso le scuole private cattoliche.Ti fai elementari,medie,superiori e università tutto privato con titoli di studio equivalenti a quelli rilasciati dall’istruzione pubblica ma con il vantaggio che studi poco,concludi gli studi velocemente e ti trovano il posto.
    Per carità non sto dicendo che nelle scuole cattoliche siano tutti asini però in quell’ambiente è più facile trovare figli di papà sfaticati che con il denaro si comprano tutto. I soldi aprono le porte a tuo vantaggio e purtroppo funziona così.
    Nel privato pochissime scuole sono serie:il resto sono veri e propri laurefici e diplomifici.

    Ho conosciuto persone che hanno studiato in strutture private e i loro programmi sono molto più leggeri rispetto a quelli delle scuole pubbliche.Questo discorso vale sia per i licei che per l’università.

    Non ho mai visto uno studente di strutture private studiare nel pubblico e questo per me è una cosa normale:non sono abituati a studiare tanto e hanno lacune che difficilmente riuscirebbero a colmare.

    Mentre invece un ragazzo/a che ha sempre studiato nel pubblico l’unica cosa che può fare per vedere ripagati tutti i suoi immensi sacrifici è quello di lavorare all’estero.Anzi…Secondo me è meglio studiare all’estero dopo il diploma…

    Credo inoltre che un raccomandato ha i suoi limiti.Può aspirare al massimo a una scrivania.Ma se bisogna svolgere un lavoro che richiede grandi capacità e competenze allora il discorso cambia.

    State pur sicuri che i figli dei politici non studiano in strutture pubbliche.

  67. Carmine · maggio 24, 2015

    bah…. io studio giurisprudenza alla Luiss, e purtroppo la mia media non è quella presente nelle statistiche… ho diversi amici all’interno della facoltà che non sono figli di papà, ma che usufruiscono delle Borse di Studio per reddito…voi pensate che pegare equivale a passare gli esami…ma magari fosse così davvero ( ironico eh )… a quest’ora sarei già laureato, già perchè sono al primo anno fuori corso…e voi direte ” ma come cazzo hai fatto, alla luiss, fuori corso, sei un coglione….” … NO… semplicemente HO ANCHE LAVORATO ed ho perso una buona parte degli esami, o meglio ancora SONO STATO BOCCIATO a più di qualche esame durante il mio periodo lavorativo visto che NON STUDIAVO e quelle poche volte che invece lo facevo, eh eh lo facevo anche male…!!! se poi, molti di voi hanno provato ad entrare alla Luiss e non ci siete riusciti, beh vuol dire che qualcuno è stato più bravo di voi… ps io non ero stato ammesso subito, ma sono stato “ripescato”…. nel frattempo, come si dice dalle mie parti, SPACCATEVI PURE LE CORNA, e state sereni!!!

  68. Errico · giugno 12, 2015

    Se dobbiamo dirla tutta, alla Sapienza conosco casi di “inciuciati sapientini” da far impallidire persino Hitler. Senza dimenticare casi di “baroni luissiani” di studenti con double degree certificati in falso ideologico.

    Piccoli indizi: di solito i baroni si celano dietro curriculum all’apparenza straordinari, per nascondersi meglio vantano medie prossime al 30 (se non esattamente 30) acquisiti dietro la complicità di diversi professori o di uno solo molto influente, fanno attività all’estero per acquisire strane ed insolite competenze non scovabili in chiaro nel sito istituzionale (di solito mascherina per concorsi truccati ad personam), se fanno pubblicazioni riciclano (sotto l’egida delle linee anti-plagio) molto materiale e di solito lavorano in gruppo per aumentare la probabilità di essere citati (alle università per beccarsi i finanziamenti del FFO fa gola il numero di citazioni per docente), poco importa loro se vengono citati per essere criticati o confutati, i più “zozzi” si trovano alle lauree magistrali e ai dottorati in generale, certe baronie sono individuabili in base al cognome dell’indagato o dei suoi genitori o al quartiere di residenza in Roma e dintorni…

    E non mi riferisco affatto ai banalissimi casi di sesso in cambio di voti (démodé) o di spudorate “piazzate da amicone” tra studente e docente. E neanche dei patetici aiutini per ipodotati cerebrali con sponsor. Io parlo di casi subdoli, di casi che la maggior parte della gente non vede perché è cieca e stupida, di casi di inganni sotto la luce del sole così assurdi da non poter essere creduti veri… Io parlo dei veri raccomandati, quelli con l’alibi di ferro, quelli che passano e tutti dicono ingenuamente “è eccezionale, è bravissimo, è preparatissimo”, quelli che sbeffeggiano la gente comune ignara della verità. E pensare che le dinamiche non sarebbero neanche così difficili da scoprire (se la gente comune volesse usare la ragione anziché l’emozione)

    Potrei darvi anche altre informazioni, e risolvere in un attimo la distanza tra voi e la verità, ma ci sono cose che è bene che rimangano segrete così che i raccomandati siano immediatamente riconoscibili.
    Se voleste anche voi accedere a queste informazioni, vi posso solo dire che dovete saper dedurre e intuire dai pochi dati che vi daranno, saper filtrare verità e menzogna, saper cercare nei posti giusti le informazioni giuste, e se potete viaggiare o contattare persone vostre fidate che possono viaggiare meglio ancora. Insomma dovete diventare degli spioni.

    Secondo voi, cosa mi spinge a scrivere ciò? Sono un sincero prometeo o sono un mendace provocatore?

  69. Il Panzone · agosto 30, 2015

    Mi dispiace che voi luissini ve la prendiate così tanto per questo articolo, sicuramente pompato nei toni, ma che non dice troppe fesserie. Sinceramente mi sento di poter dare un giudizio al di sopra delle parti e abbastanza veritiero, perchè non sono mai stato interessato alla luiss (quindi potete mettere da parte vecchia e pessima scusa dell’invidia) ma sono iscritto in uno dei migliori (da molti considerato il migliore) atenei per quanto riguarda la mia facoltà (che non è nè legge nè economia), tuttavia ho buoni amici che studiano a Roma, chi alla Sapienza e chi alla Luiss (e anche in altre università, ma vorrei fare riferimento solo a queste due). Le luissine (e i luissini) che conosco io, si impegnano e studiano per essere preparati al meglio, tuttavia la differenza non è tanto nelle intenzioni dello studente, ma nella facilità dell’esame, e questo si riflette per forza nell’impegno e nella preparazione se si confrontano con quelli di università diverse. Mi spiego meglio: confrontando la Luiss con la Sapienza, la difficoltà degli esami della seconda è molto, molto più alta, e per molto intendo davvero una quantità spropositata. Questa non è una fesseria e hanno dovuto ammetterlo anche i miei amici della Luiss (che all’inizio cercavano di difendersi come fate voi) di fronte alle evidenze. Ho assistito personalmente allo stesso esame fatto dallo stesso professore che aveva cattedra sia alla Sapienza che alla Luiss e vi assicuro che nonostante sia esattamente lo stesso esame sulla carta, all’atto pratico sono stati completamente diversi… a cominciare dal prof, che sulla carta era lo stesso, ma in pratica si comportava in maniera completamente diversa anche nei modi. Mentre alla Sapienza faceva lo stronzo maleducato, richiedeva una preparazione altissima mettendo voti bassi e facendo fioccare le bocciature, alla Luiss era un agnellino e sparava voti altissimi chiedendo veramente poco. Non vi dico i voti! Una differenza di 6-7 punti minimo. Ho assistito anche alla preparazione di alcuni esami in comune e la preparazione dei luissini era molto più tranquilla degli amici della sapienza. Questo può avere più a che fare con lo studente che con l’università, ma come ho detto non è che i miei amici della Luiss siano nullafacenti o furbi… semplicemente essendo i loro esami più facili sono portati ad avere una preparazione più (molto più) superficiale. E mi sembra ovvio. Se prendiamo due persone che fanno gli stessi corsi, uno all Luiss e uno alla Sapienza (parlo della sapienza perchè posso fare il confronto, ma sarà vero anche con altre università, e sicuramente falso con altre), magari al primo esame vanno preparati uguale, però alla Sapienza si prende 20 o magari lo segano, alla Luiss si prende il bel 28 regalato… mi pare ovvio che all’esame dopo quello della Sapienza si fa più il culo di quello della Luiss.

    Sinceramente non ce l’ho nemmeno con la Luiss o con le altre università private che sono più facili di altre. Sicuramente la preparazione accademica di queste università sarà più scarsa, però il discorso è più ampio. Ci sono due punti di vista diversi: il primo è semplicemente che meglio ti prepari all’università e più otterrai dopo, nel lavoro; il secondo è che oltre un certo livello di approfondimento, fatto sui libri all’università, non serva poi nel lavoro. E non è così scontato il punto di vista corretto. Magari se l’università è più facile e non mi fa andare fuori corso inizio a fare esperienza prima e gli anni guadagnati mi fanno imparare di più del tempo in più trascorso sui libri. E’ un dibattito aperto.

    Magari chi ha scritto l’articolo sarà invidioso, ma mi sembra pure giusto se magari ai colloqui lo mandano via perchè ha un voto di laurea basso, ma sa benissimo di essere più preparato di un 110 alla Luiss (e questo lo sa solo lui)… o magari non gliene fotte proprio della Luiss e ha voluto solo scrivere un articolo! Fatto sta che sul fatto che la Luiss sia molto più facile di altre università non ci sono dubbi. E questo può far giustamente rosicare qualcuno che si fa il culo per essere poi sorpassato da chi ha avuto più fortuna.

    • Energy · agosto 14, 2016

      Dici bene, ragazzo!

      Ironia della sorte, conosco tanti atenei di Roma per esperienza diretta e collaboro con diversi docenti la cui preparazione è eccellente. In particolare mi si permetta di fare menzione di una docente cui sono molto affezionato che insegna negli SSD: MAT-09 e SECS-06.
      Tale docente è ben nota per la sua preparazione ragguardevole (scommetto che qualcuno può aver capito già di chi parlo, tranquilli nulla di male!); essa insegna/ha insegnato alla Sapienza, alla Luiss e alla Lumsa. Stesso esame, diversi modi di valutare. Esempi pratici:

      la docente concede di suddividere l’esame in prima parte su Excel e la seconda con verifica orale alla cattedra (che in realtà è una prova scritta visto che ti chiede di fare calcoli). La seconda prova è opzionale, ma senza di questa il voto si decurta a massimo 24 (ad esempio, prendi 30 alla prima prova ma non vuoi fare l’orale, verbalizzi 24; se prendi 22, verbalizzi 22).
      Con la stessa docente ho avuto modo di parlare a cuore aperto, e lei mi confidò che praticamente il livello della mia preparazione era assolutamente fuori dell’ordinario, per cui mi consigliò di fare altro per distinguermi.

      Ecco, la modalità dell’esame resta sempre quella, ma il voto “soglia” cambia di molto da ateneo ad ateneo. Alla Sapienza senza orale verbalizzi massimo 18, alla Luiss massimo 22 o 24, alla Lumsa 24 o addirittura 26.

      Lei stessa mi disse che in realtà andava fatta la media ponderata delle prove, per cui la professoressa ammetteva che in realtà il suo sistema di valutazione era “imposto” da esigenze di studente.

      Alla Sapienza si permetteva di menare coi voti visto che in genere tutti fanno l’orale (e ammetto che gli studenti che ho seguito alla Sapienza sono molto svelti e apprendono in poco tempo e addirittura sanno creare autonomamente formule mai viste), ma la lode non si mette mai di default. Ogni tanto parlava di usare altri software seri a parte Excel for dummies.
      Alla Luiss invece solo la metà degli studenti azzarda l’orale, e ogni tanto esce quello bravo che merita, ma mai ho beccato quello che mi colpisse veramente come me ne capitarono alla Sapienza.
      Alla Lumsa invece quasi nessuno o addirittura nessuno in intere sessioni d’esame tenta l’orale, visto che il livello degli studenti in fatto di ragionamenti matematici lì è scarso (e i numerosi studenti che mi tampinavano al telefono per chiedere tutoraggi me li ricordo ancora con terrore, è l’università col più alto tasso di studenti che pagano in tutor).

      Quanto alla mole di studio, alla Sapienza e alla Luiss gestiscono lo stesso programma, alla Lumsa il programma è ridotto quanto a formule e dimostrazioni.

      Cosa ne concludo? Che se volete faticare ma sapete che un domani la vostra fatica sarà ripagata (tipo Draghi) allora fate la Sapienza, se volete un easy-life con qualità di studio andate alla Luiss, se invece siete degli imbecilli andate alla Lumsa.

      Detto questo, un saluto cordiale e un augurio

  70. Adrienne · settembre 30, 2015

    Questo articolo riporta dati non veri. La magistrale l’ho pagata il triplo, correggi

  71. Romolo · ottobre 3, 2015

    Vorrei dire una cosa all’autore di questo articolo.

    Guarda non te la prendere più di tanto.

    Una persona è raccomandata e non ha fatto un cazzo tutta la vita?

    Perfetto.

    Si vede perchè non ha cultura,non sa sostenere un discorso di un certo livello e non sa fare nulla di pratico.

    In pratica una persona raccomandata arrogante e viziata si scava la fossa con la propria ignoranza.

    Meglio essere che apparire.

    Ciao!

  72. luca · novembre 28, 2015

    Un’articolo veramente vergognoso…..la cosa più ridicola è che gente come te possa scrivere queste cose, incredibile non ci posso credere!

  73. Vale · dicembre 9, 2015

    Io mi sono laureata a Roma Tre e sono sfruttata lavorativamente tanto quanto mia cugina laureata alla Luiss, solo che i miei hanno speso decine di migliaia di euro in meno. con questo non sono contenta, anzi, sono molto preoccupata. Il vero problema non è prediligere Università pubbliche o private si tratta di lavoro che non c’è e quello che c’è, spesso è malpagato o senza contributi, e quello prestigioso che c’è (poco) spesso si ottiene con la segnalazione. Dovrebbe cambiare la mente degli italiani prima di tutto e l’input di solito parte dall’alto, ma se è la politica la prima a dare il pessimo esempio la mentalità di molte persone non cambierà mai perché ha sotto gli occhi ogni giorno che con la raccomandazione vai avanti,. Inoltre, secondo me si tratta di studiare delle leggi per vietare ai datori di lavoro di sfruttare il lavoro in nero, di riformare il settore del lavoro e mandare in pensione persone ad un’età decente.

  74. rs · febbraio 13, 2016

    questo articolo è di una superficialità e di una pochezza vergognosa, l’ennesima espressione di chi ha interesse solo a criticare e non si informa adeguatamente

  75. bah · maggio 6, 2016

    Io non capisco tutto quest’odio della gente verso la Luiss, spesso anche gli iscritti alla Bocconi (che sicuramente è più difficile e selettiva, ma composta dagli stessi “figli di papà” che invece che pagare 9000 euro ne pagano 12000).
    Io non sono a conoscenza dei vari meccanismi, della difficoltà e della serietà degli esami, dato che mi sono iscritta per l’anno prossimo e non ho ancora iniziato a frequentare, però sicuramente non entra chiunque. I test sono molto selettivi e molti dei miei amici non sono riusciti a entrare. Nessuno abbandona la Luiss? Forse perchè c’è la selezione all’entrata, al contrario della Sapienza dove ammettono con il debito formativo anche chi non passa i test e i corsi sono formati anche da più di seicento studenti.
    Io personalmente mi iscritta, pur non essendo una ragazza dei parioli con la bmw e la casa a Sharm el-Sheikh e dovendo quindi causare dei sacrifici alla mia famiglia, perchè a Roma è considerata la migliore per economia. Sicuramente ti introducono in certo tipo di ambiente lavorativo e il fatto di essere solamente 150 studenti per corso ti rende più seguito e aiutato. Detto ciò, il fatto di avere disponibilità finanziaria non ti rende una persona che non vuole studiare e nella vita vuole raggiungere i suoi obbiettivi con delle scorciatoie, io frequento il liceo Classico ritenuto più difficile a Roma, e come mi sono impegnata qui per ottenere certi risultati lo farò anche all’università. Solamente che, avendo questa possibilità, preferisco un’università che mi aiuti e che mi permetta di ottenere il lavoro che vorrei.
    Comunque dato che si parlava della meritocrazia, la Luiss ha istituito il progetto 9000 (se il voto di maturità moltiplicato per il risultato del test risulta pari o superiore a 9000 si può ottenere una borsa di studio) e quindi le stesse possibilità sono anche alla portata di chi davvero merita.
    Vista così, dal di fuori, non mi sembra così male.

  76. Francesca · maggio 13, 2016

    Perché tutto questo accanimento? Solo perché si tratta di un’università privata non vuol dire pagare=laurearsi. È facile puntare il dito perché probabilmente non avete la possibilità di accedervi oppure non ne siete semplicemente in grado. Tutti quei ragazzi “normali” che, premiati dai genitori per la loro costanza nello studio, frequentano la Luiss o la Bocconi con sacrificio e consapevoli degli sforzi fatti dai genitori o da loro stessi? Li chiamate figli di papà? Informatevi bene prima di gettare sentenze liberamente e soprattutto, non siate accaniti contro le private per colpa della società che vi costringe ad inviare il vostro curriculum al Todis in quanto una laurea in un’università normale vale zero.

  77. P.A.M · maggio 25, 2016

    Caro Autore, oltre al fatto di aver dati sbagliati( la retta costa molto di più , siamo ancora più ricchi!) riporti informazioni che non hanno un grande collegamento logico e difficilmente credibili , mi domando infatti cosa centri il fatto che il fondatore sia un personaggio losco e appartenente alla CIA con l’istruzione. Deduco che tu sia una povera zecca frustrata o quant’altro.
    Non capisco poi perchè un’azienda appartenente a confindustria debba assumere impiegati totalmente incompetenti solo per il fatto che provengano dalla LUISS , del resto quale utilità può trarne? Verrà sicuramente scelto un laureato con voti migliori proveniente dalla luiss o dalla pubblica.
    Caro Autore sei un povero coglione

  78. ANDREA · maggio 28, 2016

    Mio figlio voleva fare Scienze Politiche, nonostante avesse frequentato Ragioneria. Ha scelto la LUISS. Alla triennale si è laureato con 104. Sta per finire la magistrale in perfetto “orario”, ha una media superiore al 28. In questi cinque anni ha sempre ottenuto l’esenzione dalle tasse universitarie, le borse di studio e la mensa a prezzo agevolato. Purtroppo non ha mai ottenuto l’alloggio, quindi l’affitto è stata l’unica voce di costo alla quale ho dovuto contribuire io. Grazie alla LUISS da alcuni mesi sta effettuando uno stage retribuito e uno stage non retribuito, durante il quale lavora alla propria tesi. Che dire? Se avessi potuto permettermelo, non avrei esitato a spenderci i 40.000 € risparmiati.

  79. Angela · giugno 15, 2016

    Frustrazione ne abbiamo?
    Ah, giusto per puntualizzare, non sono 30.000 all’anno ma ben 50.000. Lo so perfettamente perché ancora dobbiamo finire di pagare il prestito. Non lasciate che l’insoddisfazione vi obnubili: parliamo di università non di liceo, ragione per cui, una volta uscito, finisci nel mondo del lavoro. Credi davvero che ci prenderebbero negli studi legali o nelle aziende se fossimo delle capre? Col rischio ovviamente di perdere cause su cause o non far quadrare un bilancio di una grande azienda e mandarla in rovina. Ragazzi, accendete il cervello per favore. Distinti saluti una LUISSina

  80. scazzaunpo'? · giugno 17, 2016

    scazzacheseipoveroenonpuoipermettertiununiversitàchefunzionialloratitroviarosicare?

  81. K:Y:T · giugno 17, 2016

    invece di scrivere stronzate finisci di riempirmi la busta alla Todis

  82. FV · agosto 18, 2016

    Ciao, tu che sai tutto sulla Luiss, sei mai stato alla Luiss? Hai mai assistito ad un esame alla Luiss? Io studio in questa università e se vuoi puoi contattarmi al mio indirizzo email perchè se sei davvero interessato mi farebbe molto piacere farti vedere con i tuoi occhi come funzionano le cose da noi. Aspetto tue notizie!

  83. Ginevra · settembre 7, 2016

    A scrivere non è una studentessa della LUISS, anzi, è una ragazza che deve ancora prendere il diploma, premesso ciò lasciatemi dire due parole: Se tu avessi i soldi e le opportunità perché non garantire al tuo figlio il meglio?
    Io personalmente non me la sento affatto di criticare chi frequenta le università private, se te lo puoi permettere vai!
    Inoltre è uno stereotipo IDIOTA definire uno studente della LUISS solo perché ha i soldi ritardato e nullafacente.

  84. Roberto · settembre 21, 2016

    X Ginevra,
    ma infatti per essere ritardati non è necessario avere i soldi; tu rientri perfettamente nella categoria , anche se sei figlia di operai.

  85. Giuliano Iovane · ottobre 10, 2016

    Non sono ricco, ma neanche un po’. Il sette ottobre del 2016 mio figlio si è laureato in Giurisprudenza alla Luiss ( per chi non lo sapesse solo Laurea Magistrale ); per il suo percorso ha impiegato cinque anni di duro lavoro e sacrifici. Aperitivi? No, niente aperitivi. Posso solo dire che durante le festività natalizie l’ho sempre esortato ad uscire con gli amici e raramente mi ha ascoltato. Devo studiare, mi diceva. Non è stato un secchione, ma solo uno che ha studiato. Ora, sicuramente esistono università pubbliche che impegnano allo stesso modo, ma denigrare una struttura nel modo fatto da Lei, gentile Autore, è oltremodo offensivo per coloro che hanno letteralmente sudato sui libri. Non ho letto gli altri commenti, ma credo che altri abbiano stigmatizzato le Sue parole, dettate forse da una cattiva informazione o da un’errata percezione di una realtà diversa dalla Sua, evidentemente intrisa di acredine verso qualcosa di diverso e sicuramente migliore rispetto alla generalità. In genere rispetto tutte le opinioni, la Sua è solo da respingere a pie’ pari in quanto la disinformazione, la rabbia, la solitudine, l’invidia verso chi cerca di farsi un futuro STUDIANDO SERIAMENTE, e le frustrazioni della vita moderna, e ancora le angosce e le paure di chi è fuori, spingono a procustarsi ( forse è un neologismo, e mi scusi per questo ). Procuste era un brigante greco che catturava i viandanti e li poneva su di un letto di legno che aveva sempre la stessa misura: i più lunghi subivano il taglio del superfluo delle gambe, i più corti subivano uno stiramento. Lei, come Procuste, vorrebbe tutti con la stessa divisa non riuscendo, verosimilmente, ad averne una diversa. Buon futuro.

    • Antonio · febbraio 7

      D’accordissimo con Giuliano e con altri commenti simili. L’articolo è terribilmente superficiale e invito i dubbiosi a farsi un’idea propria. Ci sono paesi che fondano la propria formazione sul privato. Io sono un padre di tre figli. Non sono ricco. Faremo sacrifici per iscrivere proprio quest’anno il primo alla LUISS. Mi sono informato. Ho amici con figli iscritti alla LUISS e alla Bocconi. Io mi sono laureato alla Sapienza, idem mia moglie.
      Vorrei serenamente e, vista l’età, affettuosamente consigliare all’autore e a chi dovesse entrare in transfert con lui che questa è la trappola mentale più pericolosa per il vostro futuro. Le oggettive difficoltà che presenta il nostro sistema, non solo Italia, non si superano dotandosi di alibi che vi mettono il cemento ai piedi. Capisco che la LUISS non è per tutti, ma costruire alla vostra età un mondo mentale già sconfitto dai fantasmi dell’impossibile, del pianeta brutto, del tutti raccomandati è la fine del vostro futuro prima ancora di incontrare un vero raccomandato, un figlio di papà avvantaggiato o un capo incompetente. Che ci sono.
      Nel paese delle raccomandazioni io ho cambiato 8 aziende in 20 anni di lavoro, aumentando le mie capacità. Mia moglie ha vinto un concorso da funzionario in cui i posti erano 60 per 13000 iscritti. Non eravamo e non siamo geni, ma abbiamo sempre creduto nelle nostre forze. Oggi io penso che per mio figlio, che vuole indirizzarsi all’economia e finanza, sia un’opportunità tecnicamente e oggettivamente stimolante e formativa iscriversi in una di queste università. In cui dovrà comunque sudare.
      Questa mentalità fa il paio con chi critica il paese. Giusto farlo, perché è sotto gli occhi di tutti la decadenza italiana, ma soprattutto i giovani non possono accoccolarsi su questo condannandosi prima di iniziare. Mantenete lo spirito di poterlo cambiare oppure date un’occhiata al resto del pianeta, se questo spicchio di Terra è l’unica causa dei vostri problemi. In bocca al lupo

  86. Bhooooo · febbraio 22

    Mio padre non è ricco e mia madre non lavora. Io e la mia famiglia abbiamo rinunciato a tanti beni per potermi iscrivere alla Luiss presso la facoltà di giurisprudenza come fanno molte famiglie, Inoltre lavoro in uno studio legale come schiavo per guadagnare e apprendere qual’ cosa.
    Poi arriva questo a scrivere articoli indecenti e pieni d’ odio. sai perché alla Luiss gli studenti vanno mediamente tutti bene?? Il professore più tosto di darti 22 23 ti boccia pervhe sono voti bassi che non portano a nulla, insomma Noi studenti insieme ai professori crediamo in noi, nel nostro futuro e nel riuscire ad ottenere quello che vogliamo.
    Vieni fatti un giro presso le sedi della Luiss troverai ,24 ore su 24, gente che studia in silenzio approfittando di tutto il materiale che la Luiss possa offrire, per ottenere il meglio che fa utile solo a noi stessi.
    L’ unica differenza della Luiss con qualsiasi università pubblica e’ che ti insegna a credere in te stesso ma anche nei tuoi sogni e non spunta me**a sul proprio paese.
    Rispetto assoluto alle università pubbliche e massima stima a chi studia senza ascoltare la gente e che non guarda i risultati degli altri 🇮🇹

  87. insider · aprile 30

    E’ risaputo che il Dipartimento di Finanza è allo stesso livello Bocconi (chiedetelo a loro), i prof bocciano un sacco perché ne va della loro immagine se il livello si abbassa. Il voto medio di laurea è 25. Nel Dipartimento di Management invece il voto medio di laurea è 28. Non ho nulla contro management, sicuramente si impegnano tanto anche loro, sono sommersi dai lavori di gruppo (anche 13 in una settimana; un amico ha detto che a ingegneria avevano più tempo libero), però ci sono numerosi dissensi interni tra docenti per questo motivo.
    Ci sono state un sacco di proteste quest’anno, perchè la direzione dell’università vorrebbe fare soldi con le rette e aumentare gli iscritti, ma si rischia di selezionare meno. (La Luiss è un’azienda prima di essere un’università, e deve far guadagnare anche gli azionisti). Per questo hanno tolto appelli al dipartimento management, con la scusa dell’internazionalizzazione, e stanno cercando di introdurre il divieto di rifiutare i voti come in Bocconi, forse anche per ovviare al problema. Riguardo ai soldi, l’università ne ha tantissimi e li sta impiegando sempre in attività meno utili agli studenti, ma sempre più rilevanti alla percezione del mercato; senza contare alle numerose lobby che ricevono i nostri soldi a titolo gratuito. Sta prendendo una deriva che non mi piace proprio. Meglio andare a studiare all’estero.

  88. pier · luglio 20

    Quando girano i tagli da 500 euro ogni argomentazione, principio, morale perde di peso specifico e tutto crolla. è il dio denaro che prende la parola e tutti tacciono. luiss come cepu o altra robba dovrebbe essere messa al bando: fa comodo solo ai massoni(all’italiana….) o similari. … troppo facile PAGARE e poi sentire il classico lamento “ci siamo anche noi fatti il culo”… e allora perchè vai alla luiss? per essere un raccomandato in futuro, ecco perchè ci vai: semplice. Ma ammettere questo ti umilierebbe come persona perchè ti sentiresti una puttana che ogni volta che mangia pensa a quello che ha fatto per pagarsi quel pranzo… e questo pesa, perchè, doveroso dirlo, anche le puttane hanno un’anima…nella vita , purtroppo, anima e soldi hanno lo stesso peso e non si possono ignorare!!! e con questo…chi ha buon orecchie per udire ascolti.

  89. VI_PREGO_DITE_LA_VERITA' · 15 Days Ago

    Mio obiettivo è giudicare l’ateneo come organizzazione, non certo le persone che vi lavorano e studiano (per costoro non ho bisogno di conoscerne l’affiliazione).

    Di certo la LUISS come la Bocconi offrono agevolazioni per selezioni mirate a collocare loro studenti (Confindustria è amica della LUISS). Mi dispiace dover dire certe amare verità, perché conosco personalità che vi hanno studiato e/o vi insegnano, e mi sento quasi di pugnalarli alle spalle, come l’ingrato che tradisce la mano che lo ha fatto mangiare… Ma a vedere le migliaia di giovani, martiri dei tempi nostri, soffrire la precarietà, senza che nessuno faccia loro LA CARITA’ DELLA VERITA’, mi arde il fuoco di dire la verità.

    Innanzitutto LUISS e Bocconi si sono tenuti alla larga dal consorzio Almalaurea, unica realtà di trasparenza nazionale che fa impallidire quanto a standard professionali persino le agenzie estere. Sono gli unici atenei a non trasmettere dati sui loro studenti e voti medi di facoltà, e il motivo è che non si deve sapere la reale percentuale dei laureati con 110 e lode, perché qualora si richiedesse il Diploma Supplement si correrebbe il rischio di depennare il candidato sul CV qualora voglia andare all’estero a studiare/lavorare.
    Le raccolte dati sono sempre incomplete e di raro aggiornamento. Si aggiornano regolarmente solo i dati che interessano i membri cda per massimizzare i profitti.
    Sono tra i pochi atenei d’Italia ad avere esami non conformi alle disposizioni ex legge n. 340/90. Hanno spacchettato gli esami in CFU anomali rispetto alle altre realtà italiane (2,4,5,7,8,10); alla Bocconi è possibile annullare un esame insoddisfacente tentando un esame di analogo SSD così che l’ateneo conteggi l’esame dall’esito migliore… E se pensate che la Bocconi costringa ad accettare il voto senza contro-appello, esiste sempre la facoltà del docente di bocciarti intenzionalmente e lasciarti rifare l’esame oppure di gonfiarti il voto allungando i tempi d’esame.
    Abbondano gli esami fatti sulle slides, i testi assegnati per studiare sono spesso indicativi.

    Resta pur vero che molti docenti lì sono eccellenti, ma questo non garantisce alcuna deontologia professionale, è a totale discrezione del docente.

    Quanto alla facilità di trovare lavoro, sappiate che 90% di laureati occupati entro l’anno significa: solo il 10% prosegue gli studi fra master e dottorato. Il restante 90% fa stage o viene direttamente sistemato presso un’azienda sponsor. I loro ex-studenti già professori oggi hanno troppo spesso preparazioni scadenti (di esempi ne incontro ogni giorno).

    Brutto a dirsi, ma quando Bocconi e LUISS vi collocano, vi hanno già giudicato, spesso in modo difforme dal voto che vi hanno attestato, purtroppo in modo irreversibile senza rendervi edotti. Chi ha fatto esperienze di recruiting, conosce i “messaggi in codice” per riconoscere i veri bravi dai raccomandati incapaci semplicemente leggendone le esperienze lavorative e le mansioni svolte.
    Vi dico solo alcuni veri bravi: vengono candidati per borse di studio come Stringher, Mortara e Menichella di Banca d’Italia.

    Bocconi e LUISS si lottizzano parte del mercato. E non fatevi ingannare dalle sirene dei ranking: QS, THE, ANVUR, Sole 24 Ore, ARWU… Ognuno ne dice una diversa, segno che le lobbies che le finanziano stanno passando hard times.
    Non fatevi ingannare dai voti accademici, non sono realistici nemmeno i confronti fra colleghi dello stesso corso dello stesso ateneo, figurati fra atenei diversi (e ve lo dico col senno di poi, confrontando abilità più o meno emerse in università e azienda).

    Forza ragazzi, e voi bocconiani e luissini, siate umili ma non sconfortatevi, cercate di meritarvi i privilegi e condivideteli con i vostri coetanei!!!

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