Sherrybaby

sherrybaby_ver2

Maggie Gyllenhaal è un’attrice immensa.

Mentre le sue colleghe più famose si portano a casa premi Oscar manco fossero una raccolta punti del supermercato, lei si destreggia tra film sempre diversi tra loro e di una difficoltà spaventosa raccattando al massimo pacche sulle spalle e targhette di Festival semisconosciuti.

Maggie Gyllenhaal è la donna che tutti gli uomini vorrebbero scoparsi, non perché bella ma perché semplicemente ispira sesso.

Credo che qualunque attrice si sarebbe giocata la carriera con un film come “Secretary”, la sua disinvoltura meravigliosa invece ha saputo trasformare una parte così complessa in una performance da standing ovation.

La Gyllenhaal fino ad ora non ha mai trovato il film che l’abbia potuta consacrare e permetterle di prendere a calci in culo Hollywood.

Le hanno accostato in continuazione parti di una banalità atroce, per altro in opere che definire idiote sarebbe poco. Tranne rare eccezioni.

Nella sua filmografia c’è un film che è passato totalmente inosservato in America ma che in Europa ha è stato acclamato in diversi festival (Festival Internazionale del cinema di Karlovy Vary e Stockholm Film Festival su tutti): Sherrybaby (2006).

sherrybaby

La protagonista Sherry, interpretata dalla Gyllenhaal, è un’ex tossica che dopo due anni di carcere è rilasciata a patto di seguire un programma regolare di disintossicazione.

Sherry ha anche una figlia che la aspetta, Alexis (una bravissima Ryan Simpkins), di cui si sono  presi cura lo zio (fratello di Sherry) e sua moglie mentre lei scontava la sua pena.

La determinazione di Sherry nel voler riconquistarsi ciò che ha perso è notevole, e i suoi sforzi per risvegliare la maternità che la droga le ha quasi portato via, strazianti.

Purtroppo ricominciare dall’inizio non è semplice, la diffidenza della gente e soprattutto delle persone che presumibilmente dovrebbero aiutarti- a prescindere dal tuo passato- è un ostacolo che a tratti sembra insormontabile.

La continua tentazione della droga e l’ombra di ciò che stato, portano Sherry a sbandare ancora una volta e soprattutto a porla davanti a una realtà che mai avrebbe immaginato così spietata.

Unica opera “effettiva” di Laurie Collyer, che ci mostra da vicino cosa voglia dire essere dei “perdenti” in America e soprattutto nelle sue periferie.

04

Basta pochissimo per diventare vittime e carnefici di se stessi, e poi perdersi negli abissi della disperazione.

Sherrybaby è un dramma di una madre, che riprende in maniera più ampia quello della società americana dei disadattati.

Dei relitti umani.

Alcolizzati, tossicodipendenti, ragazze madri, sono il volto della disillusione, di chi invece di andare a studiare ad Harvard è dovuto scappare da casa, perché a papà piaceva tanto accarezzarli in mezzo alle gambe.

In mezzo a tutto questo ci sono l’amore di una madre per sua figlia e la determinazione di una donna, che mostrano quanto sia necessario perdonare se stessi per poter sopravvivere.

Film che fa male e non regala sorrisi ma che purtroppo non sa rinunciare a una sorta di lieto fine, dopotutto è pur sempre un film americano.

In patria è stato snobbato per ovvi motivi, i panni sporchi si lavano in casa.

Riscoperto per fortuna in Europa, e ci regala una Maggie Gyllenhaal fenomenale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...