“Far credere alle masse di essere qualcuno, è questo il vero talento dell’ artista.”

Se non conosci Sasha Grey e la incontrassi per strada, probabilmente penseresti che non sia altro una delle milioni di fighe che popolano questo mondo infame.

Una di quelle che incontreresti a una serata in discoteca qualunque, con ingresso 10 euro prima di mezzanotte; o che beccheresti a una delle tante fiere, impegnata a fare la hostess al tendone della Folletto.

Il problema è che Sasha Grey la conoscono tutti, quindi incontrarla vorrebbe dire accostarle determinate immagini o considerazioni a priori.

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Il concetto “la conoscono tutti” non è mai stato così universale come nel suo caso: adulti, adolescenti, bambini, donne.

Tutti.

La pagina Facebook di Sasha conta 700.000 fan, è una sorta di fenomeno del momento.

Probabilmente – e dico sul serio- è solo questione di tempo che arrivi ai livelli di popolarità di Lady Gaga.

Mi rendo conto che forse sto dando troppe cose per scontate, non proprio tutti possono conoscere Sasha -o forse sono più quelli che fanno finta di non conoscerla-, soprattutto se il discorso nasce in situazioni compromettenti:

– “Amo’, ma tu la conosci ‘sta Sascia Grei?”

-“Chi, io? Mai sentita.”

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Ecco, Sasha Grey – all’anagrafe Marina Ann Hantzis- è un’ex pornoattrice americana.

Ha cominciato a dedicarsi al mondo dell’hard appena raggiunta la maggiore età: bus per Los Angeles- ciao mamma- ciao papà-vado a fare la sozzona. Il suo esordio è con uno dei grandi del “giro”, l’orgoglio italiano che precede anche il gol di Balotelli alla Germania: Rocco Siffredi.

Se esordisci a diciotto anni con Rocco vuol dire che hai tutte le potenzialità –del settore- per una brillante carriera.

E infatti Sasha da lì in poi si scatena.

Ha girato video e film di ogni tipo, non si conosce il numero di rapporti che abbia avuto nell’arco della sua carriera –durata cinque anni- e nella sua cavità vaginale è entrata qualsiasi cosa di ogni tipo di materiale. Orge, rapporti bisex, bondage, threesome, oral, double penetration, tutto quello che potreste immaginare Sasha l’ha fatto.

A renderla famosa sono state le sue performance al “ limite”, dove ogni pornostar si è sempre tirata indietro Sasha non ci ha pensato due volte. Eppure non ha il tipico fisico da “mignottona”, tipo tette siliconate e labbrone. Sasha ha una prima, un bel culo e soprattutto un viso da ragazza qualunque: è lontanissima dallo stereotipo della pornodiva comune. Ciò non ha fatto altro che rendere più popolare il suo personaggio, perché Sasha nell’immaginario collettivo –soprattutto maschile- rimanda alla compagna di banco dell’università, alla collega di lavoro, alla figlia della vicina.

Fin qui, però, nulla di che.

Oggi il mondo del porno straripa di icone sessuali divinizzate e idolatrate, e Sasha non è sicuramente la prima né sarà l’ultima.

Ciò che però pone un divario enorme tra lei e le sue colleghe, è la capacità di essersi creata un personaggio così particolare, che non solo ha resistito al suo ritiro dalla scena dell’hard, ma che paradossalmente ha duplicato la sua fama proprio dal momento dell’addio.

A ventidue anni Sasha ha detto stop-ho dato (ma termine fu più adatto) tutto quello che c’era da dare- faccio altro.

E non ha nemmeno dovuto attendere tanto.

Il mondo dello spettacolo l’ha letteralmente inseguita e inondata di proposte: dalle semplici interviste e partecipazioni a programmi televisivi, a ruoli in film impegnati e collaborazioni con artisti del mondo della musica e dell’arte.

Nel giro di tre anni, cioè fino a oggi, Sasha probabilmente ha fatto più cose della stessa Lady Gaga.

Più il mondo dello spettacolo l’ha messa al centro dell’attenzione mediatica, più lei ha giocato con maestria –il suo manager deve essere un genio- il ruolo di una sorta di bohèmien contemporanea.

Leggendaria la foto che la ritrae con un libro sulla filosofia Esistenzialista.

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In un’intervista ha dichiarato: «Non voglio arrivare a 35 anni ancora con le mie parti intime davanti alla cinepresa. Voglio arrivarci seduta nel portico della mia casa sul mare con una mia società di grande successo».

Mentre le sue colleghe proseguono la maratona dello sfondamento, probabilmente perché non in grado di fare altro, Sasha a venticinque anni ha:

-un ruolo fisso nella serie Tv Entourage;

-cinque film impegnati all’attivo  tra cui spiccano The Girlfriend Experience (diretto dal premio Oscar Steven Soderbergh) e The Girl from the Naked Eye (presentato al Sundance Film Festival 2012);

-collaborazioni musicali con artisti come Lee “Scratch” Perry e Current 93.

A ciò aggiungiamoci anche sfilate di moda e servizi fotografici per marchi vari.

Quando ho scritto che Sasha è conosciuta anche dai bambini non scherzavo, proprio come si è fatto immortalare con il libro degli esistenzialisti tra le mani, così si è recata in un asilo a leggere storie per i bambini.

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Siamo davanti a un’artista completa.

E anche qui sono serio.

Sasha ci insegna tante cose.

Su tutto che: in un mondo dove la prostituzione intellettuale e soprattutto fisica sono più norme che leggende, non sempre vince chi più spesso si mette a 90° ma piuttosto chi riesce a farlo con “stile” e intelligenza.

Questa non è l’epoca del buon costume ma quella del chi fotte e di chi sa fottere meglio.

Sasha magari sarebbe potuta andare al College o trovarsi un lavoro qualsiasi, per poi  essere trombata dal sistema come ognuno di noi: vita di sacrifici, precariato, mutui.

Invece no, è stata più astuta.

Si è fatta sbattere per cinque anni, si è prostrata alla leggi del marketing del sesso e venduto ogni millimetro del suo corpo. Nessuno l’ha obbligata, l’ha fatto –come sempre lei ha sostenuto-: “perché le piaceva e le andava di farlo”.

Ha fatto una scelta fuori dal comune, confrontandosi con un tipo di mondo che meglio di altri può descrivere- più che metaforicamente- la nostra società.

Il suo “praticantato” nell’universo del porno l’ha resa una macchina da guerra nella vita di tutti i giorni e oggi, Sasha, sta scopando il sistema.

Criticare un personaggio come Sasha è quasi impossibile, perché -paradossalmente -è molto più “pulito” delle facce di cazzo che popolano il  palinsesto televisivo e decorano gli uffici delle aziende.

Sasha, a differenza loro, ha fatto tutto alla luce del sole, vendendosi quel che basta per conquistarsi l’indipendenza e poi ripulire la sua immagine con i cliché più banali.

E’ andata oltre il mito di Moana Pozzi, che oggi è quasi una martire ma pur sempre una troia.

Oltre la conversione cattolica di Claudia Koll, che sa più di rimorso e ipocrisia che di apparizione mistica.

Sasha quando scomparirà dalla scena, non lascerà altro che un ricordo immacolato di sé: quello della Sasha cantante, modella, attrice di livello e brava insegnante.

Far credere alle masse di essere qualcuno, è questo il vero talento dell’ artista.

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3 comments

  1. giorgio · ottobre 7, 2013

    mi sa che sta sasha e’ una con le idee chiare,mica stronza,brava sasha dillo alle donne ma che cercate ancora nel mondo serieta’ ah ah ah

  2. pietro · dicembre 15, 2013

    santa subito!

  3. anna · gennaio 14, 2014

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