“L’Italia è bella, soprattutto se la vivi da emigrato. Tornandoci per le vacanze”

Potrebbe sembrare un po’ strano, ma siamo già tutti morti.

Non lo dice la Bibbia, né Giletti nella sua Arena, non è nemmeno un proclama lanciata da Poe risorto nel bel mezzo di una giornata primaverile.

A dirlo è stato una sorta d’immigrato serbo che ho beccato qualche mese fa alla cassa di un supermercato.

Mentre schiaffava il suo galbani e una confezione di prosciutto cotto nella sua borsa.

“L’Europa è morta, è tempo di eclissarci”.

Diceva.

Tutti lo hanno guardato sbalorditi, un po’ spazientiti, perché al supermercato –logicamente- ci vai a comprare qualcosa, non a fare il riassunto delle tue riflessioni notturne post pollutio.

Eppure per una settimana è stato l’eroe della mia vita.

Una sorta di Messia che in una delle tante cattedrali del consumismo annuncia la nostra futura crocifissione.

Per fortuna che c’abbiamo Letta.

Per anni ha venduto pentole a pressione, e chi meglio di lui ci tirerà fuori dalla crisi.

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Ah no, quello era Mastrota.

Napolitano, Napolitano Giorgio, G.Napolitano, Napolitano. G.

Ancora riecheggia nei mie canali uditivi, lo sfoglio per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica.

L’ennesima voglia di cambiamento italiana.

Ma vogliamo uscire dalla crisi ed essere salvati, certo.

Da Napolitano Giorgio e Letta.

E dalle pentole a pressione.

Ma questa volta gli italiani non c’entrano, è stata una porcata organizzata dal parlamento, alle spalle dei bravi cittadini.

Gli stessi bravi cittadini che hanno votato Bersani, Berlusconi e Monti.

Come i cani che pisciano sempre sullo stesso muro.

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Le pentole a pressione che esplodono per le strade di Boston non esploderanno mai nelle nostre strade e nemmeno nel Parlamento.

Eppure, Mastrota, lo abbiamo inventato noi.

Allora l’iniziativa è presa da un uomo qualunque che spara al Parlamento e becca due Carabinieri.

Bella l’idea, ma almeno imbottisciti di esplosivo e fatti saltare in aria per rendere il tutto più efficace e spettacolare.

Come quelli che si danno fuoco o si suicidano a causa dei debiti, di Equitalia e dei fatturati in calo delle loro aziende.

Tutti alle prese con la sindrome da Giovane Werther, ma qui non è tempo di Romanticismo.

Se devi farla finita almeno trascina con te chi ti ha affossato nella vergogna, e magari riuscirai anche a coprire parzialmente la tua vigliaccheria.

Quella di aver lasciato una donna senza marito sommersa dai debiti, e dei figli senza padre che dovranno lavorare al posto tuo per ripagarli.

Ma c’è crisi in tutta Europa, colpa della Germania che con la sua dittatura economica ci sta mettendo in ginocchio.

La Germania che per due volte è uscita distrutta e sconfitta dai conflitti mondiali, costretta a pagare i debiti di guerra di mezzo mondo e appesantita da un senso di colpa enorme.

La stessa Germania nel giro di settant’anni si è rimessa in piedi e ora fa il culo a tutti.

Mentre noi -popolo di coglioni, bravo solo a piangersi addosso- siamo stati in grado di eleggere sette volte come Presidente del Consiglio: Giulio Andreotti.

La Germania si rimboccava le maniche e sputava sangue e noi cullavamo il sogno democristiano dell’indebitamento perpetuo.

Colpa della Merkel, non della passività nostrana.

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E ora che non sappiamo più come pulirci il culo –metafora che presto diverrà realtà- cerchiamo di sputtanare i crucchi, quando ormai da decenni le multinazionali fanno che cazzo vogliono nel nostro paese.

In effetti di italiano non c’è rimasto nulla, se non una compagnia aerea di merda che solo i francesi avrebbero potuto acquistare in un momento di pura follia.

Però c’abbiamo Balotelli e i film porno della Tommasi.

L’Italia è bella, soprattutto se la vivi da emigrato. Tornandoci per le vacanze.

Sorseggiando il tuo Long Island Ice Tea sulla spiaggia, immerso nel tramonto purpureo che accarezza il mare.

E nel mentre pensare: “menomale che me ne so’ andato in tempo, altrimenti col cazzo che mo’ avevo ferie pagate e posto fisso”.

Effettivamente l’Italia è un paese, il paradiso dei peggiori criminali e figli di puttana che possano esistere.

L’unico paese dove pur essendo cittadino effettivo, ti senti uno straniero.

E parlo delle donne incinte che vengono licenziate, degli studenti che fanno valigie e scappano, dei padri di famiglia che mantengono i loro figli di trent’anni laureati in lettere.

Ma qui a chi dai la colpa?

Alla Merkel? Al regime fascista? Alle pentole a pressione che esplodono alle maratone?

No, qui la colpa è di una cultura marcia e putrida, passiva.

L’Italia manca di amor proprio, è la puttana d’Europa per eccellenza.

Una puttana ormai logora, vecchia e nido di delle peggiori malattie.

L’abbiamo scopata e l’abbiamo venduta fino all’ultimo pezzo, di lei non è rimasto nulla se non antiche rovine.

i vitelloni

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