“Fare il coglione a sedici anni è un diritto sacrosanto ma farlo con la canotta dei Chicago Bulls rischia di mandare l’intero Ecosistema a puttane”

Quando ero seriamente nell’ambito Metal, il mio ritardo mentale era tale da farmi indossare magliette oscene che solo un sudamericano ossessionato dai Pantera avrebbe potuto mettersi.

In casa le discussioni si sprecavano perché alle magliette si aggiungevano capelli lunghi e stronzate varie a seguito: matita sugli occhi, abbigliamento nero perpetuo, bracciali borchiati, e insomma il resto potete immaginarlo.

Ripensandoci devo ammettere che i miei genitori hanno avuto molta pazienza, visto e considerato che quel periodo è andato parecchio per le lunghe.

Se mio figlio/a dovessero fare altrettanto, probabilmente, li spedirei in esilio a Bolzano.

Tutto sommato c’è da dire che in quegli anni ho avuto l’opportunità di conoscere buona musica e farmi un certo tipo di cultura, Satana mi ha tenuto lontano dalle varie Hit-Mania Dance e Valeria Rossi.

Anche se devo ammettere che un’Hit Mania Dance l’ho avuta, quella con la traccia “Up & Down” del mitico Billy More (R.I.P).

Ma questa è un’altra storia.

Quindi, grazie a Satana e Bruce Dickinson son venuto musicalmente su abbastanza “decentemente”.

Nel senso che Tiziano Ferro mi fa venire le convulsioni e non corro all’Auchan per comprarmi l’ultimo album di Biagio Antonacci.

Un bel traguardo direi, vista e considerata la situazione dei mie coetanei.

Al tempo, dietro quell’abbigliamento da sfigato che sfoggiavo in maniera imbarazzante, si celava un certo tipo di cultura, attinta dalla programmazione serale di MTV o delle defunta AllMusic –oggi un video dei Sisters of Mercy non lo vedi nemmeno se dai il culo al satellite di Sky-, o da riviste Metal sulle cui copertine il tipo meno inquietante che potevi trovare era Erik Hagstedt.

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                        Un’istantanea di Erik Hagstedt, altro che i negri di Harlem.

Erano pure altri tempi, dove MTV faceva meno schifo di oggi e ancora il filone Metal&Co. si reggeva in piedi, ma il crepuscolo era comunque alle porte.

Ricordo le giornate passate ad ascoltare Led Zeppelin, Metallica e poi schiaffare dentro un cd degli Emperor, parlare con i miei amici –sfigatissimi anche loro, ovviamente- e fantasticare di trovarsi in prima fila ad un concerto degli Iron Maiden cantando “Two Minutes to Midnight”.

Probabilmente per altri miei coetanei o per la gente che mi fissava sconvolta, ascoltavo merda. Però era merda datata, che aveva fatto storia.

Poi gli anni passano, l’abbigliamento per forza di cose diviene più civile, anche se la maglietta dei Venom rimane il pigiama preferito  e“Beila Lugosi’s Dead” continua a pulsare nel petto.

Una volta varcata la soglia dell’età della ragione, cominci a fare un qualcosa che appartiene al mondo della senilità e che in qualche modo evidenzia il fatto che stia invecchiando:

Il confronto con le nuove generazioni.

La generazione nata a metà degli anni 90’, onestamente, fa schifo al cazzo.

Ed era anche difficile fare peggio della mia.

Ovviamente i pischelletti non hanno molte colpe, anche se a volte sembrano mettercela tutta per apparire rincoglioniti.

Certo, esistono le eccezioni.

Però se mi guardo attorno vedo tanti sedicenni con ‘sti cappelli da skater, e ciò mi porta solo a pensare che ci sia un degradamento neuronale su larga scala.

Se si fermassero ai cappelli il tutto assumerebbe sfumature nel complesso normali, però poi  danno il meglio di se vestendosi come i negri di Harlem, e allora lì non c’è più Madonna che non venga bestemmiata.

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Milano c’è sempre, non si fa mancare mai nulla.

L’America, da sempre nazione in grado di esportare il meglio dell’inutilità, ha trovato in Europa terreno fertile per smerciare i suoi gadget che nemmeno i coatti  dell’Iowa indossano più.

La moda Hip-hop ha preso il sopravvento su qualsiasi tipo di pensiero razionale, sponsorizzata anche da una marea di “artisti” nostrani e stranieri che ci stanno facendo il grande favore di affossare ancora di più un contesto culturale, che supera il periodo delle hit di Camerini sparate a cannone nei locali di Berlino Ovest.

L’Italia si difende benissimo, infatti se ti fai un giro in centro ti sembrerà di stare a Miami, con la sola differenza che il tizio che indossa la canotta dei Chicago Bulls e il cappello dei L.A ha uno spiccato accento pugliese/lucano/brianzolo.

Onestamente l’hip-hop è roba per americani –però solo quelli che hanno avuto una vista disagiata e il fratello morto mentre cercava di rapinare l’Autogrill affianco alla stazione di Polizia-, vedere un tizio di Ragusa vestito come 50 Cent è qualcosa da censura.

Come sono da censura i Club Dogo e Fabri Fibra, gente che non ha capito che il loro rap/hip-hop (o che cazzo è), ha lo stesso effetto di una canzone dei Doors suonata dalla  cover band ufficiale di Kabul.

Kirk Hammett fino a prova contraria la chitarra la sa suonare, mentre dubito che Marracash abbia mai preso in mano la diamonica.

Ovviamente non è che ti metti a spiegare tutte queste cose al sedicenne che incontri sul regionale, anche perché ciò richiederebbe l’uso di più di un congiuntivo che potrebbero portarlo in trance.

Fare il coglione a sedici anni è un diritto sacrosanto ma farlo con la canotta dei Chicago Bulls rischia di mandare l’intero Ecosistema a puttane.

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Cioè, boh.

Pretendere che vadano di moda crocefissi capovolti e scampagnate in campagna parlando del clown che ammazza i bambini, sarebbe troppo.

Anche se bellissimo.

Dobbiamo tenerci quello che abbiamo, e dargli il valore di una conquista.

Oggi siamo più americani di prima, certo lo è pure Kirk Hammett, ma almeno lui è amico di Satana.

Evvai.

http://www.youtube.com/watch?v=WpZ9UNY-pU4

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One comment

  1. Omar · giugno 16, 2016

    Sebbene molto giovane anche io mi sono, e sono tutt’ora in maniera più mitigata, discostato dalla massa. La mia generazione era proprio quella hip hop che qui critichi, io stesso la criticavo per questo sono finito nel buio e accogliente antro del metal (capelli piastrati e tutto). Ma vogliamo parlare dei 2000 in poi? Quelli hanno portato la cultura del disgusto all’apoteosi, parlo dei risvoltini, dei legghins da uomo SOTTO LE BRAGHE CORTE, parlo dei capelli ad ananas che se li vedesse un imbianchino li intingerebbe dalla testa. Tutto questo per dire che l’involuzione umana non fa che aumentare, non smetterà mai di farlo, ogni generazione sarà peggiore della precedente e se Dio vuole un bel giorno gli umani saranno tanto stupidi da inventare la moda del smettere di respirare. Sarà un gran giorno per noi che “viviamo nel passato”.

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