“Un casino della Madonna”

Tra il 6 e il 9 Agosto del 1945, l’America – a guerra praticamente già vinta- sganciò due bombe atomiche sul Giappone. Hiroshima e Nagasaki furono rase al suolo, 140.000 persone morirono sul colpo e il 20% dei sopravvissuti andò incontro a una fine orrenda a causa delle ustioni e contaminazioni radioattive.

Le conseguenze del bombardamento atomico si ripercuotono ancora oggi, e dal 1946 il numero delle vittime è salito a più di 300.000.

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L’11 marzo 2011 a causa del maremoto Tōhoku, la centrale nucleare di Fukushima fu seriamente danneggiata, rilasciando all’esterno quantità immense di nubi tossiche e riversando nelle falde acquifere sotterranee scorie nucleari.

Un casino della Madonna.

Molto più serio e grave di quanto non si possa pensare.

Il disastro di Fukushima è stato pari all’esplosione di 14.000 bombe atomiche.

Non ci credete?

Comprensibile.

Gli effetti delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki erano più evidenti perché l’esplosione avvenne in superficie, l’evento distruttivo si è concentrato prevalentemente “fuori”.

Nel caso di Fukushima, invece, il tutto è avvenuto a livello sotterraneo e quindi quasi non visibile a occhio umano.

Fukushima-Daiichi-Nuclear-Plant

L’Organizzazione mondiale della Sanità, da subito mise in chiaro che tale disastro superava ampiamente quello di Chernobyl.

E oggi Chernobyl non è esattamente un posto dove vorreste trascorrere il vostro Ferragosto.

Dopo l’esplosione dei reattori della centrale furono rivelarti in mare livelli di radioattività 4000 volte superiori alla norma, quelli di cobalto e cesio erano invece dieci volte al di là del limite consentito.

E giusto per regalarvi ancora un po’ più di ansia, sappiate che il rilascio di radioattività nell’atmosfera è stato dieci volte superiore a quello di Chernobyl.

Quando una centrale nucleare esplode, le conseguenze sono atroci.

Non solo a livello ambientale ma a anche sociale.

Contaminazioni radioattive implicano villaggi e città da evacuare, terre su cui non potrà più crescere nulla e danni a livello genetico non quantificabili.

La città di Tomsk-7 in Russia, fu nel 1993, totalmente evacuata a causa di un’esplosione avvenuta nella centrale nucleare che distava pochi chilometri dal centro abitato. 120 chilometri quadrati di territorio furono totalmente contaminati. Ancora oggi non si sa nulla sulla portata effettiva del disastro.

Nel 1979, negli USA a Three Mile Island, un reattore della centrale nucleare andò incontrò a una fusione quasi totale. Furono evacuate 140.000 persone. Negli anni successivi si registrò nelle aree contaminate un aumento impressionante dei casi di Cancro.

A Kyshtym (Russia) nel 1957, 80 tonnellate di scorie nucleari furono riversate nell’atmosfera a causa di un guasto nel processo di raffreddamento. Del disastro si seppe solo quindici anni dopo. Fu una catastrofe di proporzioni enormi e ancora oggi il tasso di radioattività in quell’area è elevatissimo.

Chernobyl nel 1986 terrorizzò il mondo. Un guasto al reattore causò l’emissione dei vapori altamente radioattivi nell’atmosfera, i quali in due settimane raggiunsero l’Europa. 350.000 persone furono evacuate, il tasso di contaminazione si dimostrò 100 volte superiore a quello di Hiroshima e Nagasaki. Oggi Cernobyl è una città fantasma, abitata da 500 persone – per lo più anziane- che non hanno altro posto in cui andare.  Ogni anno circa 600 bambini nati nelle aree adiacenti a Chernobyl , necessitano del trapianto di midollo osseo.

Robert Knoth cernobyl

Questi sono i disastri del passato, quelli dimenticati. E lentamente  si sta dimenticando anche Fukushima.

Le vittime sono salite a più di mille e c’è un fortissimo sospetto che il pericolo di contaminazione sia molto più alto di quanto non si voglia far credere.

Ma oltre le contaminazioni, le morti, c’è qualcosa di più.

La speculazione sulla sofferenza.

La mafia giapponese (Yakuza per gli amici) controlla una buona percentuale delle aziende che curano la rimozione e la bonifica dell’area.  Numerosi senza tetto sono assunti giornalmente per rimuovere detriti tossici dell’impianto. Lavorano in condizioni terribili e con uno stipendio da fame. Un “mercato” del lavoro che lo stato difficilmente riesce a limitare. Ma è lo stesso stato giapponese che – paradossalmente-  il più delle volte se ne frega altamente del futuro dei cittadini.

Inizialmente fu severamente vietato di acquistare frutta e verdura che provenissero da un raggio inferiore ai 20 km. Il divieto durò due settimane, poi la popolazione fu bombardata con messaggi “Valium” al fine di tranquillizzarla. L’economia giapponese, già in recessione, non poteva permettersi di perdere altri colpi.

E così un conduttore televisivo, in pieno spirito propagandistico e in pieno delirio, mangiò in diretta verdure provenienti da Fukushima. Ora ha la Leucemia e non si sa camperà.  Bravo il coglione.

otsuka

In questi giorni ventimila sfollati soni stati fatti rientrare nelle loro case, ma è evidente come l’area non sia assolutamente sicura.

L’impressione è che la gente a Fukushima, più che a causa delle scorie e delle radiazioni, stia morendo per mano dei suoi politici.

Un po’ come a Chernobyl, un po’ come ovunque.

Cosmopolis

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