“Qui c’è gente che si diverte e non ci ha mai invitati ai loro party”

Essere una star del cinema o della musica comporta ovviamente tantissimi vantaggi. Tra cui soprattutto il fatto di aver un conto in banca pari al PIL dello Zimbabwe. Montagne di soldi da spendere come cazzo ti pare: vacanze, auto, puttane, droghe, case abusive, avvocati.

All’occorrenza puoi partecipare a quei concerti “Pro Africa” o “aiuta- uno stato -che se l’è presa- nel culo per l’ennesima volta – da una catastrofe naturale -come se non bastassero- già cazzi come- la povertà e il Colera”, per mostrare come le sorti dei negri e dei terremotati ti stiano a cuore.

Così la tua immagina guadagna popolarità, soprattutto tra gli intelligenti lettori di Famiglia Cristiana.

Una cosa che non ho mai capito, però, è perché molte pop-star decidano di cantare ai compleanni di dittatori sanguinari, o perché le star del cinema si siedano sempre in prima fila ai loro matrimoni.

E’ notizia di questi giorni che l’ex campione di Basket americano, Dennis Rodman, abbia deciso di partecipare a una partita di basket in Corea del Nord per celebrare il compleanno di Kim Jong-un.

Kim Jong-un è l’attrazione del momento.

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Tra un massacro e una minaccia di bombardamento atomico a caso, non si può dire che sia una persona con tessera della Caritas.

Eppure Rodman, ha accettato.  Si prenderò il suo compenso e ‘sti cazzi.

Ma lui non è il primo, né sarà sicuramente l’ultimo.

Tantissime altre star in passato hanno saputo far di peggio, tante belle facce pulite che ritrovi su MTV a Natale a cantare “We are the World”.

Hilary Swank e Jan Claude Van Damme parteciparono (sotto lauto compenso) alla festa per il trentacinquesimo compleanno del dittatore ceceno Ramzan Kadyrov. Per il suo trentaseiesimo compleanno, invece, si è circondò delle presenze di Ornella Muti e Gerard Depardieu.

Per il prossimo chissà se Scamarcio o Piero Angela non facciano un salto.

Mariah Carey, Nelly Furtado, Beyoncé, J-Z e 50 Cent sono sempre stati ospiti fissi nei salotti della famiglia Gheddafi.

Spettacoli privati per pochi eletti, con tanto di palco, fuochi d’artificio e maxi-schermo.

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Tutti hanno percepito non meno di un milione di dollari a testa. Quella zoccola di Beyoncè se ne portò a casa due.

E meraviglia vedere gente come 50 cent, lui l’uomo del ghetto, la voce dei negri con le pezze al culo, essere coinvolta in questi party d’élite, dove c’è tutto tranne che la miseria dei quartieri demmerda di Detroit.

Per non parlare della Furtado, la donna dalle hits strappalacrime e malinconiche -ma a cui una botta la darei più che volentieri, e gratis anche- fu pagata un milione di dollari per un’esibizione di 45 minuti davanti agli sceicchi libici.

Jennifer Lopez, oltre a non essersi ancora scusata con il mondo per averlo flagellato con la sua musica di merda, ha anche avuto il coraggio di cantare al compleanno di Gurbanguly Berdymukhamedov (poi ditemi come si fa ad andare al compleanno di un tizio con un nome così). Dittatore del Turkmenistan, stato in cui la ricchezza è in mano al 95% della popolazione. Cioè nelle sue.

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Sting per un milione di dollari ha partecipato al divertentissimo party di compleanno della figlia del dittatore Uzbeko Karimov.

Probabilmente gli unici amici di questi VIP sono gli Hitler contemporanei, perché ogni volta che li devi invitare a un cazzo di Barbecue o a bere una birra in garage devi farti un mutuo per dieci case.

“Hey Jean, ci facciamo una birra?”

“Certo, ma ce l’hai un milione di dollari?”

Constata l’avidità delle star, vorrei anche soffermarmi sulle scelte dei Gheddafi e dei suoi compari sulle celebrità invitate.

Cioè, come cazzo fai a invitare Ornella Muti?

Non è nemmeno più buona per essere scopata.

Ma cristo, invita una Scarlett Johansson o una Rachel Wood.

Sei stramiliardario e ti fai cantare Happy Birthday da Jennifer Lopez?

Dio, chiama i Metallica, fai riesumare Curtis e riunisci i Joy Divsion, piuttosto assumi la Cover band brindisina dei Negroamaro.

Davanti a un milione di dollari probabilmente non si guarda in faccia a nessuno. Un ragionamento del genere potrei comprenderlo da parte di noi, comuni mortali, che a stento arriviamo a fine mese e che per comprarci una Panda usata risparmiamo sulla carta igienica. Non posso comprenderlo, invece, se messo in atto da star strapagate da sponsor, televisioni e marchi vari.

Senza quel milione Byoncè non avrebbe potuto comprarsi il detersivo in offerta al supermercato?

Le star possono andare a braccetto con i dittatori e intascare i loro soldi però, paradossalmente, sarei un criminale se sventolassi la bandiera con la svastica dal mio balcone.

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I valori morali sembrano esistere solo per i poveri stronzi, così come le leggi e le religioni.

Armiamoci di spranghe, invadiamo le strade e spacchiamo tutto.

Che bruci ogni cosa, e scorra sangue come non mai.

Qui c’è gente che si diverte e non ci ha mai invitati ai loro party.

Ink

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One comment

  1. Erotic Art Drops · gennaio 11, 2014

    Il pezzo merita assai, ma la chiusura è da standing ovation.

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