“Dj Francesco, ha vinto”

Ogni volta che ascolto la radio, ho i crampi allo stomaco. Beccare qualcosa di decente è assolutamente impossibile.

Stessa cosa se mi reco in un negozio di dischi. Il solo gettare uno sguardo alla vetrina potrebbe mandarmi in coma.

Ascoltiamo merda.

E questa merda vende.

Mi son sempre chiesto come possa qualcuno recarsi in un negozio e porre domande del genere:

“Avete l’ultimo di Rihanna?”

“Cerco la discografia degli One Direction”

“C’avete la versione acustica dell’ultimo album di Biagio Antonacci?

Il mercato musicale italiano credo sia tra i peggiori al mondo, secondo forse solo a quello pakistano.

Si ristagna tra i vari Vasco Rossi e Ligabue, a volte la novità può essere rappresentata dal nuovo singolo di Avicii (che lusso!), ma oltre a questo non c’è assolutamente altro.

Tra il segmento dell’orrore Vasco-Liga, giacciono centinaia di entità anonime in grado di far milioni grazie al più che discutibile gusto musicale degli italiani.

Estate 2003, un’estate che in molti ricorderanno per le scopate sulla spiaggia o nei bagni del Parco Gondar di Gallipoli al ritmo di “porta in alto la mano, segui il tuo capitano…”

Li mortacci sua.

Dj Francesco, “figlio d’arte” di Roby Facchinetti -poi spiegatemi dov’è’ l’arte nelle canzoni dei Pooh– con il singolo “La canzone del capitano” ha venduto un milione di copie in Italia.

Dj Francesco

Fino ad oggi è singolo che nel XXI secolo ha più venduto nel nostro paese.

Ciò vuol dire che per gli italiani, fino ad oggi, nessun altro singolo, nessun altro cantante, nessun’altra canzone si son dimostrati più interessanti della CANZONE DEL CAPITANO.

Ok, ma facciamo un salto indietro. Al 2002, più precisamente. E’ sempre estate e un trio spagnolo di puttanoni, decide di metter su un pezzo talmente idiota che a confronto i testi dei Gemelli Diversi sono epistole catulliane.

Si parla delle Las Ketchup e del loro singolo Aserejé, canzone che a fine del 2002 si troverà al secondo posto nella classifica dei singoli più venduti.

Ma è sempre l’estate il periodo in cui il mercato discografico svela le sue sorprese, e sempre in estate gli italiani danno il meglio di sé in fatto di gusti musicali.

Quella del 2012 è una delle peggiori della storia italiana.

Arriva il Pulcino Pio. Orde di ritardati che ballano e cantano a squarciagola, sulle spiagge e nelle discoteche del bel paese, un motivetto che tanto ricorda le poesie demmerda di Natale che dovevi recitare davanti ai parenti.

60.000 copie vendute, doppio disco di platino.

Nemmeno i Led Zeppelin hanno venduto così tanto in Italia.

Ma le catastrofi possono accadere da un momento all’altro, non tutte hanno stagioni predefinite. Non tutte sono parzialmente prevedibili. Tipo Gigi d’Alessio.

gigidalessio

Gigi è un miracolo della natura. La controprova dell’involuzione umana.

Non sa parlare, suonare né cantare ma ha venduto fino ad ora venti milioni di dischi.

E si scopa anche la Tatangelo.

Paola e Chiara avrebbero dovuto dedicarsi al porno, lì un qualche loro talento sarebbe emerso sicuramente.

Rimarranno nella storia le loro performance “live” al Festivalbar, con un playback sciagurato quanto scandaloso.

Tuttavia, le baldracche, con il loro album “Television” sono riuscite a vendere 800.000 copie in tutta Europa. Come dimenticarsi “Vamos a bailar”, video e canzone di un’ignoranza spaventosa.

Nel 2011 mente la Norvegia piangeva i morti di Utoya, l’Italia ballava la “Danza Kuduro”.

In testa alle classifiche per dieci settimane, è stato il tormentone ufficiale di quell’estate.

Agli italiani piace moltissimo la Romania, per ragioni assolutamente non banali: mignotte e sigarette a prezzi da LIDL.

“Dragostea din tei”, singolo della cantante Haiducii, vendette un milione di copie in Europa. In Italia rimase per un anno in cima alle varie classifiche.

Dragostea_din_tei

Alcuni potrebbero controbattere, affermando che c’è comunque una differenza tra “tormentone estivo” e “musica impegnata”.

Col cazzo.

Purtroppo oggi non c’è alcuna differenza, perché la musica proposta a novembre è la stessa che ci ritroviamo a ferragosto sparata a palla nelle discoteche.

Cambia il genere, ok, ma l’obiettivo è sempre quello. Rimanere in classifica per un mesetto e poi svanire.

Le milioni di Band e cantanti che popolano lo scenario musicale contemporaneo, non sono altro che creazioni discografiche a tempo determinato.

Magari c’è qualche artista con un minimo di talento, lì perso nella bolgia, ma non è il talento che interessa alla gente né tanto meno ai discografici. Ma la possibilità di avere qualcosa subito, venderlo e poi dimenticarlo.

La musica si è sempre più trasformata in un oggetto di consumo totale, come le patate o i broccoli surgelati.

Si apprezza solo per il valore che le danno le classifiche, le recensioni -o ancora peggio-, la pubblicità.

Anche il consumo deve essere fulmineo, perché c’è il rischio che una band il giorno dopo il concerto davanti a 60.000 persone, non sia più di moda, non sia più “cool”.

I nostri lettori Mp3 hanno ogni settimana tracce diverse.

La velocità che detta i ritmi delle nostre vita non permette di  godere qualcosa con calma, di riflettere o criticare. Tutto è immediato, rapido. Tutto è connesso a un edonismo scadente e degradante.

A scapito delle vera bellezza artistica.

E’ un cancro che ha ormai divorato ogni forma d’arte, dal cinema alle arti visive passando per la letteratura.

Dj Francesco, ha vinto.

 

rommacittapaerta

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5 comments

  1. io · febbraio 5, 2014

    http://it.wikipedia.org/wiki/La_canzone_del_capitano
    ” Dopo essere rimasta diverse settimane altalenante in top 10, “La canzone del capitano” sale alla terza posizione, dove vi rimarrà per sei settimane”
    Fail

  2. David · luglio 5, 2014

    Ciao Coniglio, sono d’accordo praticamente su tutto ma ci sarebbe da fare una postilla abbastanza importante se si vuole parlare di musica con un minimo di serietà: i Pooh di arte e talento ne hanno eccome. Se poi negli ultimi 30 anni circa non hanno fatto praticamente nulla per dimostrarlo, è un altro discorso… ma se vai a cercare indietro agli anni 70, con album tipo Parsifal (progressive rock, sì), vedrai che hanno scritto e suonato roba rispettabilissima (che personalmente ascolto molto molto di rado, ma rimane comunque oggettivamente buona). E Dodi Battaglia, quando e se vuole, è uno dei migliori chitarristi italiani.

    P.S.
    non sono Facchinetti.

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