“Your time will come, Your time will come”

E così anche l’Ucraina ha avuto la sua rivoluzione.
Bei tempi questi.
Tempi in cui se non sventoli la bandiera degli USA o dell’Unione Europea, sei un barbaro o un oppositore della democrazia.

La Tymoshenko è libera, quindi siamo liberi tutti.
Renzi è al governo quindi c’è democrazia.
Un negro è presidente degli Stati Uniti, abbiamo sconfitto il razzismo.
Il Papa passeggia con i sandali, la Chiesa è tornata povera.

Binomi semplici, che aiutano noi comuni mortali a tirare un sospiro di sollievo, in un periodo dove se torni a casa e non trovi la tua ragazza a trombarsi il cane è già un mezzo miracolo.

Facciamo passi avanti ogni giorno, stiamo costruendo un mondo migliore.
Fatto di Instagram, Tablet, vacanze in Turchia e rivoluzioni pilotate.
Mi sento già meglio.
Più sicuro.

unnamed

Non scegli di venir al mondo, non scegli nemmeno i parenti ma almeno puoi scegliere di votare.

No. Qui, nemmeno quello.
Allora lasciatemi la possibilità di farmi esplodere a Porta Garibaldi, mentre canto “The wicker man”.

Your time will come, Your time will come.

Menomale che c’è Grillo che mi posta il video dell’incontro con Renzi. Due bambini all’asilo, che litigano su quale Power Ranger impersonare.
Vogliono salvare l’Italia, che nobili persone.
Fosse per me l’Italia la lascerei affondare, cadere nel degrado più sordido, stile periferia di Londra quando Poe si ammazzava d’assenzio e vedeva ombre sanguinare.
Perché solo se sprofondi, potrai scorgere la luce. Ma non quella della salvezza, quella dell’oltretomba.

L’unica democrazia possibile è quella delle tenebre. Al buio siamo tutti uguali e non puoi distinguere i negri. Quindi anche il fattore razzismo non è un problema.

Bisogna “liberare” l’Europa dai dittatori, garantire sviluppo e benessere per tutti. Cioè McDonalds, centri commerciali e ambasciate NATO del cazzo.
Il presidente ucraino aveva uno Zoo privato. ‘Sto cazzo. Berlusconi un vulcano, e lo abbiamo eletto pure tre/quattro volte.

Siamo bravissimi a dare lezioni morali agli altri, mentre a casa nostra c’abbiamo merda sparsa ovunque.

Poi mi assale un dubbio.
Ma è meglio avere un dittatore o politici che si spacciano per amici e poi te lo mettono nel culo ridendo e scherzando?

Firenze, Matteo Renzi ed Enrico Letta a Palazzo Vecchio

Boh.

E comunque bisognerebbe abolire le Olimpiadi Invernali, perché oggettivamente l’80% degli Sport presenti, non esistono nemmeno sul dizionario. Invece bisognerebbe proteggere e valorizzare San Remo. San Remo è bellissimo, offre la possibilità ad anziani a ritardati di sentirsi vivi per una settimana e avere argomenti di cui discutere. Ma soprattutto ci offre un’istantanea dell’Italia: gente che applaude e non capisce un cazzo.

Sanremo_2014_logo

Democrazia. Democrazia.
Che brutta parola che ci hanno insegnato.
Maledetto Sussidiario. Ma non è meglio adottare il Necronomicon come libro nelle scuole elementari?
L’unica volta che ho assistito a uno spettacolo di democrazia è stato quando al ginnasio dovevamo eleggere il rappresentante di classe: 24 astensioni, 0 voti. Tutti a casa alle 11.00.

A distanza di tempo ho capito che il microcosmo, non è nient’altro che una mappa per leggere il macrocosmo. Quindi il problema siamo noi. Già, bella scoperta.
Quindi che facciamo?
Una rivoluzione?
Mmm…forse quella avremmo dovuta farla tempo fa. Come fai a fare una rivoluzione in un paese dove “l’Indipendenza” è stata costruita su un “Obbedisco”. Garibaldi vigliacco.

Ma non arrendiamoci, dobbiamo continuare a combattere per la DEMOCRAZIA.
La LIBERTÀ‘ e la PACE.

Siamo nel 2014, abbiamo “democratizzato” tutto. Dalla violenza al denaro, passando per il sesso e la cultura. Eppure, siamo più ignoranti e coglioni di cinquant’anni fa.

Your time will come, Your time will come.

Borderline, Marie Sissi Lebreche

Se sfogli il DSM e vai alla voce “Disturbo di personalità Borderline”, troverai la seguente definizione: “una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e dell’umore e una marcata impulsività, comparse nella prima età adulta e presenti in vari contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi”:

1.Sforzi disperati di evitare un reale o immaginario abbandono. Nota: Non includere i comportamenti suicidari o automutilanti considerati nel Criterio 5.
2.Un quadro di relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzate dall’alternanza tra gli estremi di iperidealizzazione e svalutazione.
3.Alterazione dell’identità: immagine di sé e percezione di sé marcatamente e persistentemente instabili.
4.Impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto, quali spendere, sesso, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate). Nota: Non includere i comportamenti suicidari o automutilanti considerati nel Criterio 5.
5.Ricorrenti minacce, gesti, comportamenti suicidari, o comportamento automutilante.
6.Instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell’umore (per es., episodica intensa disforia, irritabilità o ansia, che di solito durano poche ore, e soltanto raramente più di pochi giorni).
7.Sentimenti cronici di vuoto.
8.Rabbia immotivata e intensa o difficoltà a controllare la rabbia (per es., frequenti accessi di ira o rabbia costante, ricorrenti scontri fisici).
9.Ideazione paranoide, o gravi sintomi dissociativi transitori, legati allo stress.

Roba da non capirci un cazzo.
Tranquilli, gli stessi psicoterapeuti leggono il DSM e non capiscono una mazza.

E’ anche vero che il Disturbo Borderline di personalità non è semplicissimo da spiegare.
Avere a che fare con un paziente Borderline è un’esperienza di vita come poche, viverci accanto poi, è una roba allucinante.

Cerchiamo di spiegare in parole semplici cosa significhi “Borderline”.
Tradotto in italiano la parola assume il significato di “confine”.
Il borderline in fatti vive in una costante situazione di limite, sospeso tra due realtà emotive fortissime e dilanianti.
Le persone affette da questo disturbo hanno grossissimi problemi a intrattenere relazioni interpersonali, specialmente le più intime. Sono costantemente in bilico tra le idee: ho paura che l’altro mi abbandoni/l’altro con la sua presenza mi può soffocare. Ciò li porta ad assumere comportamenti marcatamente impulsivi nelle relazioni, sono super incostanti. Un giorno ti amano alla follia, quello dopo ti vogliono morto. Il loro umore è molto instabile a causa di una percezione costante di “vuoto interiore”, che li porta all’assunzione incontrollata di alcool, droghe e ad abbuffate di sesso. Il tutto per tener lontano e dimenticare un sentimento di solitudine che li perseguita senza sosta. Spesso si autoinfliggano ferite o bruciature, il dolore permette loro di dar sfogo a una rabbia interna che difficilmente riescono a descrivere e ad esprimere in altro modo. Il mondo empatico del Borderline è pari quasi a zero, come d’altronde anche la sua capacità di percepirsi come persona. “L’altro” per il Borderline è solo un appiglio, a cui aggrapparsi per non affogare.
Il perché i Borderline si comportino così non è difficilissimo da comprendere. La loro infanzia è stata quasi sempre difficile, marchiata da figure genitoriali assenti e violente, e da abusi sessuali.
Esperienze che li hanno portati a “modificare” in modo “disfunzionale”la loro personalità al fine di adattarsi a contesti tragici e instabili a livello emotivo e relazionale.

On_the_Edge_of_the_Sea

Oggi il termine “Borderline” ha assunto un’inflazione terminologica, è abusato e stra abusato per descrivere comportamenti (o peggio persone), che non con questo concetto non hanno nulla a che fare.

Per conoscere meglio questo universo, avete di fatto due possibilità.
O vi cercate un borderline con cui intrattenere una relazione, cosa che vi sconsiglio con il cuore in mano anche se vi farete delle scopate memorabili.
O leggervi il DSM e altri cazzo di manuali psicodiagnostici noiosi, che vi fanno pentire di non aver optato per la prima scelta.

Oppure potreste leggere “Borderline” di Marie Sissi Lebreche.
Che non è nient’altro che l’autobiografia della sua vita.

Marie in poco più di duecento pagine racconta l’abisso in cui il disturbo Borderline ti può scaraventare, e lo fa con onestà e sincerità mettendo a nudo la sua vita.
La sua infanzia travagliata, condannata da una madre depressa e una nonna manipolatrice, l’adolescenza trascorsa tra sesso e alcool e l’incapacità di diventare un adulto, in grado di prendersi cura di se stessa e delle persone a cui vuole bene.
Il linguaggio di Marie è diretto, violento, ogni pagina è un pugno allo stomaco.
I sobborghi grigi di Montreal e squallide camere di Motel, sono i luoghi in cui Marie trascorre la sua esistenza, tormentata dall’impossibilità di amare e soprattutto di voler essere amata.
Centinaia di notti spese scopando uomini diversi, centinaia di notti trascorse a fissare un muro e a odiarsi fino al punto di lacerarsi la pelle.
Un clown perennemente triste ma costretto a sorridere, per andare avanti, mentire agli altri e soprattutto a se stessa.
Non è un romanzo alla Melissa P o cazzate del genere, ma una autobiografia potente, una raccolta di emozioni e pensieri che descrivono un calvario di sofferenza e solitudine.

15340-gf

Romanzo pubblicato nel 2000, ha avuto ampio successo in Canada e Germania, riscuotendo premi e approvazioni da critica e pubblico.
In Europa è stato pubblicato in inglese, tedesco e francese ma in Italia non ha mai trovato una distribuzione né tantomeno è stato tradotto. E’ possibile acquistarlo su Internet ma ovviamente in una lingua straniera.
Uno sforzo che andrebbe fatto, per un piccolo capolavoro di scrittura e umanità.

Nel 2009 il romanzo è stato portato sul grande schermo, opera firmata da Lyne Charlebois.
Anche il film non è mai stato distribuito in Italia, nonostante abbia fatto incetta di premi in giro per il mondo.

Cercasi autore/autrice

Cercasi autore o autrice disposti a collaborare con “iconiglicimangerannovivi”.

Si richiede:

-conoscenza WordPresss,

-capacità di interessarsi ai più svariati argomenti,

-noncuranza davanti a minacce e lettere di avvocati,

odiare il mondo.

Se sei interessata/o, invia un tuo articolo all’indirizzo email: iconiglicimangerannovivi@gmail.com

Gli articoli oltre che a essere pubblicati su WordPress, sono postati con regolarità sulla pagina satirica Facebook “Hipsters per Giannino“.

Ah, non si guadagna un cazzo. Ma proprio nulla.

images

 

“Se i genitori sono coglioni, il figlio lo è quasi sempre due volte di più”

Non sono nemmeno trascorsi due mesi dall’inizio del nuovo anno e già mi sono rotto il cazzo.
Per quanto accaduto e per ciò che accadrà.
I presagi negativi erano già stati annunciati da quel fuoco d’artificio che sparai contro una finestra in modo del tutto involontario ma che mi lasciò piacevolmente sorpreso. Quasi entusiasta.
D’altronde quando avevo 10 anni appiccai il fuoco a un canneto, rischiando di incendiare anche le case circostanti.

Fu divertente anche quello.

Boh, mi diverto con poco.
Eppure oggi sono ancora qui a scrivere. Nonostante i presagi.
Ecco, i presagi.
Perchè se l’anno si era concluso nella merda, quello nuovo già dai suoi primi secondi non ha deluso le attese.
E così un giorno di gennaio ti ritrovi a leggere che i tifosi dell’Inter si sono riuniti davanti alla sede della società, per protestare “ferocemente” contro lo scambio Guarin-Vucinic.
Il tutto è avvenuto tra le 11.00 e le 14.00.

E mi son chiesto ma i tifosi, non lavorano? Non vanno a scuola? Non hanno esami di Analisi da sostenere?

Evidentemente no. Perché in Italia c’è la crisi, manca il lavoro, non ci sono i soldi per studiare. Ma si trovano sempre soldi e tempo per andare allo stadio. Gli stessi stadi dove si insultano i negri -ma perchè non puoi insultare i senegalesi in Piazza Duomo, o hai paura che il negro poi ti meni?- e si lanciano i motorini.

guarin-vucinic-juve

Così arrivo a pensare che il calcio non sia né cultura né anti-cultura ma semplicemente alienazione.
E’ un mondo dove per una o due volte a settimana la gente si rinchiude e fa che cazzo gli pare, perché la loro vita reale fa talmente schifo da rendere una partita di calcio il contesto ideale per vomitare le proprie frustrazioni.
Vucinic e Guarin diventano per alcune ore, i fulcri attorno a cui ruotano le vite di migliaia di persone.
Ci possono piazzare l’IMU pure sui Pan di Stelle ma porcoddio Gaurin non si tocca.
Poi ci sono le iniziative anti-violenza e antirazzismo, probabilmente più irritanti delle sprangate e delle svastiche che riempiono gli stadi. Curve piene di bambini o curve completamente chiuse.
Io so solo che “Kurwa” in polacco vuol dire mignotta, e mi basta.

In un clima del genere è ovvio che scippare gli anziani diventi lo sport nazionale.

Ma perché non incendiate i canneti? E’ più gratificante. E poi gli anziani puzzano.

A Napoli, un’anziana, è stata scippata in pieno centro davanti a non so quante persone che nel mentre erano troppo impegnate a chiedere la foto ricordo a Nino d’Angelo o a pregare San Gennaro per uno sconto sulla scamorza affumicata.

Chi è intervenuto a soccorrerla?

Un negro.

maxresdefault

Cioè, che poi non puoi nemmeno più andare allo stadio e cantare “negro merda” perché questi si mettono a fare i Madre Teresa di ‘sto cazzo e ti fanno sentire in colpa.
E io già sto cercando di immaginare nella mia mente perversa, cosa potrebbe accadere qualora i negri non fossero più riconosciuti come valvola di sfogo dei nostri cazzinculo.
Accadrebbe l’inimmaginabile.
Mica te lo puoi prendere coi rumeni, quelli poi vengono a casa e ti portano via pure lo yogurt magro dell’Eurospin.

I giovani prendono sempre esempio dai più grandi, anzi generalmente fanno sempre meglio.
Se i genitori sono coglioni, il figlio lo è quasi sempre due volte di più.
Bollate ne è un esempio.
Prima di tutto, che cazzo di nome è Bollate?
Ma esiste per davvero?

A quanto pare a Bollate, all’uscita da scuola, ci si mena.
E le ragazze indossano la tuta abbinata al Woolrich. E si menano.

bulla-a-bollate1
Quando andavo a scuola le mie paure non erano indirizzate alle interrogazioni, ma se all’uscita avessi preso pugni gratuitamente. Ma era tutto normale, si prendevano e si davano.
Se non fai a sberle a scuola, non imparerai mai a darle come si deve a tuo fratello.
E non importa se tu sia una ragazzo o una ragazza, anche le ragazze si menano.
Cristo, altrimenti la protesta femminista a che cazzo è servita? I ragazzi hanno filmato tutto e non sono intervenuti. Ricordo che nella mia la scuola media -un covo di soggetti provenienti dalle peggiori famiglie del paese-, c’erano otto risse al giorno. Nessun genitore è mai intervenuto, nessun insegnate.

Probabilmente non hanno fatto il loro dovere o forse è anche una sorte di legge della natura che l’amico di tuo figlio impari a cavarsela da solo. Certo, riprendere il tutto mentre le due si ammazzano non è un grande un sforzo intellettivo e soprattutto scatena una conseguenza tremenda.

Le moralizzazioni del giorno dopo.

L’Italia per un giorno si è fermata a riflettere SERIAMENTE su questo problema.
Ma su che cazzo devi riflettere?
Hai già dimenticato i tempi quando bullizzavi e deridevi il ritardato della classe per evitare di fare la sua stessa fine?

Mi assale l’ansia al solo pensiero di cosa potrà accadere nei prossimi mesi e mi chiedo perché tutti non siano bravi e saggi come Eric Draven.
Ma Eric Draven è morto, non tornerà mai più. Per quanto decine di corvi possano sorvolare i cimiteri, nessuno di loro porterà indietro Eric.

E allora non rimane che bruciare i canneti.

I canneti bruciano, le persone si menano ma il vero amore è nel reparto alcolici dell’Eurospin.

“Ho dimenticato di dirvi che in realtà Anna è un uomo”

Anna Varney Cantodea  è un personaggio assolutamente interessante.

Se il suo aspetto fisico pone parecchie domande, le voci che circolano su di lei la innalzano a una sorta di leggenda.

Andiamo con ordine.

Anna Varney è una musicista, un punto di riferimento del movimento Darkwave contemporaneo. Di lei si sa pochissimo, non è mai comparsa in pubblico con performance live né rilasciato interviste dal vivo.

Ci giungono solo le sue canzoni e alcune foto.

La sua vita è un mistero totale. Si sa che è nata a Francoforte, che la sua infanzia e adolescenza sono state marchiate da avvenimenti molto dolorosi, abusi sessuali soprattutto. Ma dove non arriva la malvagità umana, ci pensa madre natura a completare l’opera. Anna infatti ha sofferto di cecità e combattuto contro un cancro. Non stupisce il fatto che all’età di dodici anni abbia tentato il suicidio.

La biografia dell’infanzia di Anna finisce qui.

Divertimento totale.

Ho dimenticato di dirvi che in realtà Anna è un uomo.

O meglio, un transessuale.

maxresdefault

Ma anche qui le cose non sono semplicissime da spiegare. Anna è determinata a diventare completamente una donna ma è al tempo stesso una molto religiosa. Ciò la trattiene dal sottoporsi a chirurgia plastica per poter essere finalmente a livello fisico una donna a tutti gli effetti.

I casini di Anna sono probabilmente materiale da film, ma lei è appunto una musicista e cantante quindi tutti i cazzi della sua vita li ha registrati e messi su cd.

Nel 1989 Anna fonda i Sopor Aeternus & The Ensemble of Shadows. Per quanto il nome della possa rimandare alla presenza di una band, in realtà è la sola Anna a far parte di questo progetto. The Ensemble of Shadow non sono altro gli “spiriti” che hanno ispirato la sua musica.

Moltissimi hanno ipotizzato che ci siano effettivamente altre persone dietro di lei, più che altro perché la musica da lei composta ha una complessità notevole e comporto l’utilizzo di diversi strumenti musicali.

Ma il tutto non è mai stato confermato anche perché non sono mai stati organizzati concerti dal vivo.

Potete immaginare tranquillamente di cosa trattino i testi.

Depressione, suicidio, tristezza.

Evvai.

Sarebbe facile ironizzare su un personaggio del genere. La voglia di farlo passa però subito nel momento in cui si ascoltano le sue canzoni.

228517

L’ascolto dei Sopor Aeternus è una propria esperienza di vita, assolutamente consigliata agli amanti del Darkwave e delle melodie classicheggianti. La stessa Anna ha definito la sua musica come la una sorta di “psicoterapia” personale, una catarsi che la sta portando piano piano a liberarsi dalle sue paure.

Dietro al suo abbigliamento enigmatico e le sue sembianze androgine molti hanno individuato una trovata commerciale di qualche etichetta discografica. In realtà è difficile pensare ciò, perché la musica dei Sopor è per un pubblico di nicchia e non mira a raggiungere le vette delle classifiche di MTV.

In poche parole non se la incula quasi nessuno.

Per quanto il personaggio di Anna possa apparire controverso e a tratti esagerato, la sua musica risulta invece cristallina e diretta. Un viaggio assolutamente fuori dal comune, nelle più profonde piaghe dell’anima.