“Ho dimenticato di dirvi che in realtà Anna è un uomo”

Anna Varney Cantodea  è un personaggio assolutamente interessante.

Se il suo aspetto fisico pone parecchie domande, le voci che circolano su di lei la innalzano a una sorta di leggenda.

Andiamo con ordine.

Anna Varney è una musicista, un punto di riferimento del movimento Darkwave contemporaneo. Di lei si sa pochissimo, non è mai comparsa in pubblico con performance live né rilasciato interviste dal vivo.

Ci giungono solo le sue canzoni e alcune foto.

La sua vita è un mistero totale. Si sa che è nata a Francoforte, che la sua infanzia e adolescenza sono state marchiate da avvenimenti molto dolorosi, abusi sessuali soprattutto. Ma dove non arriva la malvagità umana, ci pensa madre natura a completare l’opera. Anna infatti ha sofferto di cecità e combattuto contro un cancro. Non stupisce il fatto che all’età di dodici anni abbia tentato il suicidio.

La biografia dell’infanzia di Anna finisce qui.

Divertimento totale.

Ho dimenticato di dirvi che in realtà Anna è un uomo.

O meglio, un transessuale.

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Ma anche qui le cose non sono semplicissime da spiegare. Anna è determinata a diventare completamente una donna ma è al tempo stesso una molto religiosa. Ciò la trattiene dal sottoporsi a chirurgia plastica per poter essere finalmente a livello fisico una donna a tutti gli effetti.

I casini di Anna sono probabilmente materiale da film, ma lei è appunto una musicista e cantante quindi tutti i cazzi della sua vita li ha registrati e messi su cd.

Nel 1989 Anna fonda i Sopor Aeternus & The Ensemble of Shadows. Per quanto il nome della possa rimandare alla presenza di una band, in realtà è la sola Anna a far parte di questo progetto. The Ensemble of Shadow non sono altro gli “spiriti” che hanno ispirato la sua musica.

Moltissimi hanno ipotizzato che ci siano effettivamente altre persone dietro di lei, più che altro perché la musica da lei composta ha una complessità notevole e comporto l’utilizzo di diversi strumenti musicali.

Ma il tutto non è mai stato confermato anche perché non sono mai stati organizzati concerti dal vivo.

Potete immaginare tranquillamente di cosa trattino i testi.

Depressione, suicidio, tristezza.

Evvai.

Sarebbe facile ironizzare su un personaggio del genere. La voglia di farlo passa però subito nel momento in cui si ascoltano le sue canzoni.

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L’ascolto dei Sopor Aeternus è una propria esperienza di vita, assolutamente consigliata agli amanti del Darkwave e delle melodie classicheggianti. La stessa Anna ha definito la sua musica come la una sorta di “psicoterapia” personale, una catarsi che la sta portando piano piano a liberarsi dalle sue paure.

Dietro al suo abbigliamento enigmatico e le sue sembianze androgine molti hanno individuato una trovata commerciale di qualche etichetta discografica. In realtà è difficile pensare ciò, perché la musica dei Sopor è per un pubblico di nicchia e non mira a raggiungere le vette delle classifiche di MTV.

In poche parole non se la incula quasi nessuno.

Per quanto il personaggio di Anna possa apparire controverso e a tratti esagerato, la sua musica risulta invece cristallina e diretta. Un viaggio assolutamente fuori dal comune, nelle più profonde piaghe dell’anima.

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