“Se i genitori sono coglioni, il figlio lo è quasi sempre due volte di più”

Non sono nemmeno trascorsi due mesi dall’inizio del nuovo anno e già mi sono rotto il cazzo.
Per quanto accaduto e per ciò che accadrà.
I presagi negativi erano già stati annunciati da quel fuoco d’artificio che sparai contro una finestra in modo del tutto involontario ma che mi lasciò piacevolmente sorpreso. Quasi entusiasta.
D’altronde quando avevo 10 anni appiccai il fuoco a un canneto, rischiando di incendiare anche le case circostanti.

Fu divertente anche quello.

Boh, mi diverto con poco.
Eppure oggi sono ancora qui a scrivere. Nonostante i presagi.
Ecco, i presagi.
Perchè se l’anno si era concluso nella merda, quello nuovo già dai suoi primi secondi non ha deluso le attese.
E così un giorno di gennaio ti ritrovi a leggere che i tifosi dell’Inter si sono riuniti davanti alla sede della società, per protestare “ferocemente” contro lo scambio Guarin-Vucinic.
Il tutto è avvenuto tra le 11.00 e le 14.00.

E mi son chiesto ma i tifosi, non lavorano? Non vanno a scuola? Non hanno esami di Analisi da sostenere?

Evidentemente no. Perché in Italia c’è la crisi, manca il lavoro, non ci sono i soldi per studiare. Ma si trovano sempre soldi e tempo per andare allo stadio. Gli stessi stadi dove si insultano i negri -ma perchè non puoi insultare i senegalesi in Piazza Duomo, o hai paura che il negro poi ti meni?- e si lanciano i motorini.

guarin-vucinic-juve

Così arrivo a pensare che il calcio non sia né cultura né anti-cultura ma semplicemente alienazione.
E’ un mondo dove per una o due volte a settimana la gente si rinchiude e fa che cazzo gli pare, perché la loro vita reale fa talmente schifo da rendere una partita di calcio il contesto ideale per vomitare le proprie frustrazioni.
Vucinic e Guarin diventano per alcune ore, i fulcri attorno a cui ruotano le vite di migliaia di persone.
Ci possono piazzare l’IMU pure sui Pan di Stelle ma porcoddio Gaurin non si tocca.
Poi ci sono le iniziative anti-violenza e antirazzismo, probabilmente più irritanti delle sprangate e delle svastiche che riempiono gli stadi. Curve piene di bambini o curve completamente chiuse.
Io so solo che “Kurwa” in polacco vuol dire mignotta, e mi basta.

In un clima del genere è ovvio che scippare gli anziani diventi lo sport nazionale.

Ma perché non incendiate i canneti? E’ più gratificante. E poi gli anziani puzzano.

A Napoli, un’anziana, è stata scippata in pieno centro davanti a non so quante persone che nel mentre erano troppo impegnate a chiedere la foto ricordo a Nino d’Angelo o a pregare San Gennaro per uno sconto sulla scamorza affumicata.

Chi è intervenuto a soccorrerla?

Un negro.

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Cioè, che poi non puoi nemmeno più andare allo stadio e cantare “negro merda” perché questi si mettono a fare i Madre Teresa di ‘sto cazzo e ti fanno sentire in colpa.
E io già sto cercando di immaginare nella mia mente perversa, cosa potrebbe accadere qualora i negri non fossero più riconosciuti come valvola di sfogo dei nostri cazzinculo.
Accadrebbe l’inimmaginabile.
Mica te lo puoi prendere coi rumeni, quelli poi vengono a casa e ti portano via pure lo yogurt magro dell’Eurospin.

I giovani prendono sempre esempio dai più grandi, anzi generalmente fanno sempre meglio.
Se i genitori sono coglioni, il figlio lo è quasi sempre due volte di più.
Bollate ne è un esempio.
Prima di tutto, che cazzo di nome è Bollate?
Ma esiste per davvero?

A quanto pare a Bollate, all’uscita da scuola, ci si mena.
E le ragazze indossano la tuta abbinata al Woolrich. E si menano.

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Quando andavo a scuola le mie paure non erano indirizzate alle interrogazioni, ma se all’uscita avessi preso pugni gratuitamente. Ma era tutto normale, si prendevano e si davano.
Se non fai a sberle a scuola, non imparerai mai a darle come si deve a tuo fratello.
E non importa se tu sia una ragazzo o una ragazza, anche le ragazze si menano.
Cristo, altrimenti la protesta femminista a che cazzo è servita? I ragazzi hanno filmato tutto e non sono intervenuti. Ricordo che nella mia la scuola media -un covo di soggetti provenienti dalle peggiori famiglie del paese-, c’erano otto risse al giorno. Nessun genitore è mai intervenuto, nessun insegnate.

Probabilmente non hanno fatto il loro dovere o forse è anche una sorte di legge della natura che l’amico di tuo figlio impari a cavarsela da solo. Certo, riprendere il tutto mentre le due si ammazzano non è un grande un sforzo intellettivo e soprattutto scatena una conseguenza tremenda.

Le moralizzazioni del giorno dopo.

L’Italia per un giorno si è fermata a riflettere SERIAMENTE su questo problema.
Ma su che cazzo devi riflettere?
Hai già dimenticato i tempi quando bullizzavi e deridevi il ritardato della classe per evitare di fare la sua stessa fine?

Mi assale l’ansia al solo pensiero di cosa potrà accadere nei prossimi mesi e mi chiedo perché tutti non siano bravi e saggi come Eric Draven.
Ma Eric Draven è morto, non tornerà mai più. Per quanto decine di corvi possano sorvolare i cimiteri, nessuno di loro porterà indietro Eric.

E allora non rimane che bruciare i canneti.

I canneti bruciano, le persone si menano ma il vero amore è nel reparto alcolici dell’Eurospin.

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4 comments

  1. dudù · marzo 25, 2014

    stile di scrittura e idee voto 10. Contenuto satirico 10+ per questo e tutti gli altri post e commenti!!!!

    • ilconigliotiguarda · marzo 25, 2014

      Ti ringrazio. Mi sono così abituato agli insulti che non riesco più ad apprezzare i complimenti

  2. Matteo · aprile 25, 2016

    Cazzo, devo ammettere che i tuo articoli con la tua ironia brillante mi fanno sempre pisciare sotto dalle risate. Scrivi da “Dio” (non ti piacerà molto questo paragone ahah). Vorrei tanto sapere nei temi d’Italiano che scrivevi al Liceo che tipo di rapporto avevi con la/le tue prof, eri anche allora polemico? Un’altra cosa, hai una pagina Facebook?

    • ilconigliotiguarda · aprile 27, 2016

      Ciao Matteo, ti ringrazio per la caterva di complimenti. Alle superiori avevo un rapporto schietto con i prof, non avevo paura di esprimere le miei opinioni e mi piaceva discutere, anche polemizzando ma sempre in maniera costruttiva. Non ho una pagina Facebook, almeno non ancora. Ci rifletto da anni e giungo sempre alla conclusione che non avrei la costanza necessaria per starci dietro. Ma in futuro chissá….

      Un abbraccio!

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