Borderline, Marie Sissi Lebreche

Se sfogli il DSM e vai alla voce “Disturbo di personalità Borderline”, troverai la seguente definizione: “una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e dell’umore e una marcata impulsività, comparse nella prima età adulta e presenti in vari contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti elementi”:

1.Sforzi disperati di evitare un reale o immaginario abbandono. Nota: Non includere i comportamenti suicidari o automutilanti considerati nel Criterio 5.
2.Un quadro di relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzate dall’alternanza tra gli estremi di iperidealizzazione e svalutazione.
3.Alterazione dell’identità: immagine di sé e percezione di sé marcatamente e persistentemente instabili.
4.Impulsività in almeno due aree che sono potenzialmente dannose per il soggetto, quali spendere, sesso, abuso di sostanze, guida spericolata, abbuffate). Nota: Non includere i comportamenti suicidari o automutilanti considerati nel Criterio 5.
5.Ricorrenti minacce, gesti, comportamenti suicidari, o comportamento automutilante.
6.Instabilità affettiva dovuta a una marcata reattività dell’umore (per es., episodica intensa disforia, irritabilità o ansia, che di solito durano poche ore, e soltanto raramente più di pochi giorni).
7.Sentimenti cronici di vuoto.
8.Rabbia immotivata e intensa o difficoltà a controllare la rabbia (per es., frequenti accessi di ira o rabbia costante, ricorrenti scontri fisici).
9.Ideazione paranoide, o gravi sintomi dissociativi transitori, legati allo stress.

Roba da non capirci un cazzo.
Tranquilli, gli stessi psicoterapeuti leggono il DSM e non capiscono una mazza.

E’ anche vero che il Disturbo Borderline di personalità non è semplicissimo da spiegare.
Avere a che fare con un paziente Borderline è un’esperienza di vita come poche, viverci accanto poi, è una roba allucinante.

Cerchiamo di spiegare in parole semplici cosa significhi “Borderline”.
Tradotto in italiano la parola assume il significato di “confine”.
Il borderline in fatti vive in una costante situazione di limite, sospeso tra due realtà emotive fortissime e dilanianti.
Le persone affette da questo disturbo hanno grossissimi problemi a intrattenere relazioni interpersonali, specialmente le più intime. Sono costantemente in bilico tra le idee: ho paura che l’altro mi abbandoni/l’altro con la sua presenza mi può soffocare. Ciò li porta ad assumere comportamenti marcatamente impulsivi nelle relazioni, sono super incostanti. Un giorno ti amano alla follia, quello dopo ti vogliono morto. Il loro umore è molto instabile a causa di una percezione costante di “vuoto interiore”, che li porta all’assunzione incontrollata di alcool, droghe e ad abbuffate di sesso. Il tutto per tener lontano e dimenticare un sentimento di solitudine che li perseguita senza sosta. Spesso si autoinfliggano ferite o bruciature, il dolore permette loro di dar sfogo a una rabbia interna che difficilmente riescono a descrivere e ad esprimere in altro modo. Il mondo empatico del Borderline è pari quasi a zero, come d’altronde anche la sua capacità di percepirsi come persona. “L’altro” per il Borderline è solo un appiglio, a cui aggrapparsi per non affogare.
Il perché i Borderline si comportino così non è difficilissimo da comprendere. La loro infanzia è stata quasi sempre difficile, marchiata da figure genitoriali assenti e violente, e da abusi sessuali.
Esperienze che li hanno portati a “modificare” in modo “disfunzionale”la loro personalità al fine di adattarsi a contesti tragici e instabili a livello emotivo e relazionale.

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Oggi il termine “Borderline” ha assunto un’inflazione terminologica, è abusato e stra abusato per descrivere comportamenti (o peggio persone), che non con questo concetto non hanno nulla a che fare.

Per conoscere meglio questo universo, avete di fatto due possibilità.
O vi cercate un borderline con cui intrattenere una relazione, cosa che vi sconsiglio con il cuore in mano anche se vi farete delle scopate memorabili.
O leggervi il DSM e altri cazzo di manuali psicodiagnostici noiosi, che vi fanno pentire di non aver optato per la prima scelta.

Oppure potreste leggere “Borderline” di Marie Sissi Lebreche.
Che non è nient’altro che l’autobiografia della sua vita.

Marie in poco più di duecento pagine racconta l’abisso in cui il disturbo Borderline ti può scaraventare, e lo fa con onestà e sincerità mettendo a nudo la sua vita.
La sua infanzia travagliata, condannata da una madre depressa e una nonna manipolatrice, l’adolescenza trascorsa tra sesso e alcool e l’incapacità di diventare un adulto, in grado di prendersi cura di se stessa e delle persone a cui vuole bene.
Il linguaggio di Marie è diretto, violento, ogni pagina è un pugno allo stomaco.
I sobborghi grigi di Montreal e squallide camere di Motel, sono i luoghi in cui Marie trascorre la sua esistenza, tormentata dall’impossibilità di amare e soprattutto di voler essere amata.
Centinaia di notti spese scopando uomini diversi, centinaia di notti trascorse a fissare un muro e a odiarsi fino al punto di lacerarsi la pelle.
Un clown perennemente triste ma costretto a sorridere, per andare avanti, mentire agli altri e soprattutto a se stessa.
Non è un romanzo alla Melissa P o cazzate del genere, ma una autobiografia potente, una raccolta di emozioni e pensieri che descrivono un calvario di sofferenza e solitudine.

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Romanzo pubblicato nel 2000, ha avuto ampio successo in Canada e Germania, riscuotendo premi e approvazioni da critica e pubblico.
In Europa è stato pubblicato in inglese, tedesco e francese ma in Italia non ha mai trovato una distribuzione né tantomeno è stato tradotto. E’ possibile acquistarlo su Internet ma ovviamente in una lingua straniera.
Uno sforzo che andrebbe fatto, per un piccolo capolavoro di scrittura e umanità.

Nel 2009 il romanzo è stato portato sul grande schermo, opera firmata da Lyne Charlebois.
Anche il film non è mai stato distribuito in Italia, nonostante abbia fatto incetta di premi in giro per il mondo.

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2 comments

  1. Erotic Art Drops · febbraio 20, 2014

    Grazie.

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