“Invece Beatrice Borromeo, è diversa”

Ho sempre pensato che i rampolli delle famiglie aristocratiche fossero esclusivamente impegnati in attività di notevole importanza, come partecipare alle trasmissioni televisive della Carlucci, o rilasciare interviste a Marco Liorni. Personaggi come Filiberto di Savoia e duchi vari, sono entità anonime che, da secoli, popolano la penisola ma allo stesso tempo attente a non integrarsi completamente con la plebe e a preservare quell’aria di superiorità e altezzosità a cui tanto tenevano i loro nonni e bisnonni. Il problema è che non se li incula nessuno.

A parte la Carlucci e Liorni.

Invece, Beatrice Borromeo, è diversa. Una paraculo di livelli inimmaginabili. Figlia di conte, contessa e cazzi vari, invece di rintanarsi nelle tenute di famiglie -come la maggior parte dei suoi simili a organizzare orgie con nani e cammelli-, Beatrice ha deciso non solo di laurearsi ma anche di darsi “a cose impegnate”. 936full-beatrice-borromeo Ovviamente quando in Italia si parla di cose impegnate, si ha a che fare con il duo Travaglio-Santoro che è stato in grado di rendersi più irritante dell’accoppiata Fazio-Saviano. E così, la Borromeo, è entrata a far parte del circolo di intellettualoidi “pseudosinistroidi coi sordi”, e tra un “Berlusconi-corruzione” proclamato con enfasi e un “In Italia non c’è più speranza tra i giovani” accompagnati da uno sguardo malinconico, si è creata un personaggio di élite ma al tempo stesso “vicino ai problemi quotidiani”. D’altronde la Borromeo parla davvero bene, la sua laurea in Giurisprudenza conseguita in una Università privata (la Bocconi) le ha fornito gli strumenti fondamentali per districarsi nel difficile mondo della politica e dell’attualità. Non soddisfatta ha conseguito un Master in giornalismo in America. Master accessibile a tutti, specialmente sai un conto in banca da paura. borromeotravaglio E dato che nel nostro paese la meritocrazia si trova subito dopo l’andare a troie rumene minorenni nella classifica delle priorità morali, la Borromeo è stata assunta presso il “Fatto Quotidiano” di Travaglio. Stesso percorso devi poveri coglioni laureati in scienze della comunicazione alla Sapienza e con un Master  in giornalismo a Macerata pagato con un prestito bancario. E ora commessi al Lidl.  Alla corte di Travaglio, la Borromeo, esprime tutto il suo talento occupandosi di economia e sopratutto di adolescenti. La sua rubrica sul sesso, fa concorrenza alla posta di Cioè e Top Girl. Intervista adolescenti e pone domande sulle loro esperienze sessuali. Originalissimo. E soprattutto occorreva aspettare la Borromeo per aprire una rubrica del genere.

Così tra pompini, seghe e sverginamenti vari, ci viene raccontato l’universo sessuale degli adolescenti come qualcosa di sconvolgente. Come se trent’anni fa non esistessero i pompini durante l’occupazione delle scuole o le scopate nei giardini pubblici. Ma se scrivi sul Fatto, sei “cool” a prescindere. In Italia si parla di caste, privilegi, raccomandazioni, figli di papà. E chi ne parla appartiene sempre a quella schiera di menti illuminate, che da anni poggiano i loro culi su poltrone di studi televisivi vari , raccontandoci cosa l’Italia dovrebbe essere e cosa non dovrebbe essere. Santoni del giornalismo “indipendente”, pronti a scrivere due libri all’anno sulla Mafia e Andreotti, ma anche scrupolosi nel proteggere i propri privilegi. Attenti nell’assicurarsi la preservazione della loro specie, promuovendo individui le cui capacità sono valutate in base ai “Fascista!” pronunciati ad alta voce. Sono loro la nuova democrazia dell’informazione.