“Ho sempre provato a immaginare come potesse essere l’Inferno”

 

Se ti riduci a guardare la premiazione degli MTV Music Awards, vuol dire che la linea di confine che divide la tua vita dall’inferno, è quasi scomparsa.

E con molta probabilità, ci sei già dentro.

Ho sempre provato a immaginare come potesse essere l’Inferno.

Vedere Renzi cagare?

O come scopare la Parodi in pieno ciclo mestruale?

Chissà.

L’Inferno è magari osservare gli adolescenti alla fermata della metro. Sorridono e scherzano, nel fiore della loro bellezza e stupidità. Inconsapevoli di tutto, di gioie e dolori, dei compromessi della vita e delle notti insonni. E tu li osservi, cercando di capire se sia ancora possibile ridere così. Se tu abbia mai riso così. Certo che lo hai fatto. Ma ora sei all’Inferno e loro te lo ricordano. Non puoi tornare indietro.

Si brucia ogni giorno, guardandosi allo specchio, cercando di farlo. Perché a un certo punto non ce la fai più a sopportare il tuo stesso sguardo, la tua stessa espressione. Non è il tempo che avanza il problema ma la consapevolezza di aver perso qualcosa, un qualcosa che prima riempiva i tuoi occhi e dava al tuo volto sfumature diverse.

L’Inferno è sulle labbra di una donna, che incontri al supermercato o all’autogrill. Quell’immagine che ti accompagna per giorni, dandoti l’illusione di aver rifiutato l’ennesima possibilità di essere felice o dare una svolta alla tua vita. Ma andare a pisciare o cercare il tonno in offerta, in quel momento, sembravano essere la priorità assolute.

Rivedere vecchie foto, rileggere cose scritte tempo addietro. Farti pena, sorridere e aver voglia di sbattere la testa contro il muro. Scoprire che sei solo cambiato fisicamente ma alla fine sei lo stesso coglione di prima. Dimmi, che girone sarebbe questo?

La felicità è il regno di Satana. La convinzione, la speranza di poter raggiungere qualcosa che colmi un vuoto, che porti dentro dalla nascita. Ti dicono, “Devi trovare le persone giusta, che ti capisca”, “L’amicizia non ha bisogno di parole”. Frasi prese in prestito dai libri demmerda di Coelho e Baricco. Poi, arriva il giorno in cui comprendi che non riesci a capire te stesso, quindi come pretendere dagli altri tale sforzo? Forse sarebbe stato meglio cercare di rendersi comprensibili agli altri ed evitare di rinchiudersi in un mondo popolato da persone idealizzate e aspirazioni troppe alte per questa vita.

Vedere i tuoi genitori invecchiare e dare uno sguardo ai risultati della TAC. Domandarti chi seppellirà per prima l’altro. Rimpiangere di non aver mai trovato il tempo per dire certe cose e non aver voglia nemmeno ora di parlarne. Chiamalo Inferno, se vuoi.

Tornare a casa ubriaco, dopo una serata con amici. Dove tutto è stato perfetto, la musica, il vino, le donne. Fermarti sull’uscio di casa. Non aver voglia di andare a dormire, perchè ciò porrebbe fine a qualcosa fin lì perfetto. E allora aspetti l’alba, grigia, come il respiro dei dannati. E tu sei uno di loro.

Sartre scrisse: “L’inferno sono gli altri”.

No. L’Inferno è ciascuno di noi.

Ognuno rappresenta per sé stesso una condanna. Personale, irrevocabile.

Bruciamo ogni giorno, avvolti in fiamme invisibili che ci divorano lentamente.

 

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6 comments

  1. Mean Cactus · agosto 31, 2014

    Credo che il pensiero sui propri genitori sia uno dei più angoscianti che si possa avere. Perché ti rendi conto del passare del tempo non sulla tua pelle (che non tenefregauncazzo) ma sulla loro.

    Complimenti, mi piace tantissimo come scrivi, ma non sono qui per leccare il culo.

    • ilconigliotiguarda · settembre 1, 2014

      Grazie per il complimento, davvero. il tema genitori è sempre dilaniante, per tanti aspetti. Credo che relazione genitore-figlio sia basata più sul senso di colpa che su altro.

      • Mean Cactus · settembre 1, 2014

        Credo che il rapporto coi genitori sia una piccola gabbia di cose non dette.
        In fondo il primo pensiero loro e nostro è quello di toglierci paura a vicenda ma per farlo finisce che le cose che ci spaventano non le diciamo.

        Insomma, una merda.

  2. Xavi · settembre 14, 2014

    Dovresti proporti come paroliere a Billy Corgan

  3. avanterror · novembre 4, 2014

    666

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