Map to the stars

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I tempi cambiano, la gente anche e Cronenberg altrettanto.
Dopo Cosmopolis il regista canadese sforna un’altra opera (“Map to the stars”), del tutto diverso dai suoi lavori precedenti horror/fantascientifici/thirlleriani.
A molti questo cambio di registro non è andato giù, vuoi perché da Cronenberg ti aspetti sempre quelle sfumature surrealiste e folli che nessun altro può offrire, vuoi perché Cronenberg ci ha abituati troppo bene, viziandoci con il suo “stile” per anni.
Map to the Stars è un lavoro che non pretende di essere ricordato nella storia del cinema ma che al tempo stesso può essere considerato un ottimo esempio di cinema non demmerda.

Siamo a LA, capitale mondiale dell’ industria cinematografica e dei sogni possibili e infranti.
E per la precisione siamo nei quartieri alti di LA, tra ville impossibili, limousine e milioni di dollari che si materializzano seguendo tutte le possibile vie del superfluo.
Qui le vite della famiglia Weiss (Mia Wasikowska-John Cusack), dell’attrice Havana Segrand (Julianne Moore) e di Jerome (Robert Pattinson) si incroceranno, congiunte dall’arrivo in città di una ragazzina alquanto strana: Olivia.
Olivia è gracile, gira per la città indossando ambiti sempre lunghi e guanti, nonostante le temperature sicuramente non invernali. Appare subito determinata a realizzare un progetto non molto chiaro.

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La sua vita entra in contatto dapprima con quella di Jerome, autista di limousine ma aspirante attore e regista. Fondamentalmente la rappresentazione del 70% dei giovani residenti a LA, nei cui occhi brilla l’illusione della fama e del successo, pianeti da raggiungere al di là delle proprie effettive possibilità e capacità.
Poi è il turno di Havana, attrice ossessionata dalla defunta madre, ex stella di Hollywood. Il sogno di Havana è poter interpretare la madre, nel remake di un vecchio film.
E infine c’è la famiglia Weiss. L’ultimo tassello, l’ultima tappa, la più importante nella mappa di Olivia.
Il fulcro della famiglia è il sedicenne Benjie, attore prodigio, idolo dei teenager e già alla prese con i primi problemi di tossicodipendenza.

Olivia (Christina Williams) ci conduce in ognuna di queste vite, mostrandoci lati oscuri del suo passato e un volto di LA inquietante quanto affascinante.

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Cronenberg dipinge un quadro già più volte realizzato da altri registi, atto a denunciare l’ipocrisia di un mondo ben diverso da quanto percepibile nella vita di tutti i giorni.
Jerome è il trentenne moderno, determinato ad affondare le mani nel successo a qualunque costo, fragile e privo di personalità.
Havana è la Hollywood dei tempi andati, ormai fantasma di se stessa, sorretta da cocktail di antidepressivi, orgie e meditazioni zen utili come le decorazioni natalizie a Pasqua.
La famiglia Weiss, milionaria e schiava del successo. Disposta a sacrificare l’adolescenza di Benji pur di avere un conto in banca da paura. E lo stesso Benji – probabile caricatura di Justin Bieber- è il ritratto di una generazione cresciuta troppo in fretta, svezzata con gli scarti del consumismo più scadente, priva di ogni riferimento morale.

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In questo caos si fa spazio Olivia, determinata a raggiungere il suo obiettivo, dissolvendo poco alla volta la nebbia che avvolge il suo passato e mostrandoci il suo folle e commovente progetto.
Map to the stars è un film apocalittico. Non esplodono vulcani, non cadono meteoriti, non si risvegliano i morti. Semplicemente è una guerra tra generazioni. Diverse tra loro ma accomunate dal fatto di essere cresciute sotto l’influenza degli stessi idoli e nella più assoluta solitudine. Pertanto la follia e le fiamme rimangono l’unica via possible e razionale per sopravvivere a una realtà che sfugge a ogni tipo di comprensione.

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2 comments

  1. Erotic Art Drops · ottobre 14, 2014

    Poiché ho guardato l’altro film che hai recensito (Excision) e mi è piaciuto un sacco, guarderò anche questo. Se non dovesse piacermi ti insulterò in silenzio, tranquillo.

  2. Giocher · ottobre 15, 2014

    Che ti spoileri, il finale in chiosa??

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