“E tu Vale, dovevi solo darla”

Qualche tempo fa elogiai le doti (non vaginali) di Sasha Grey, mettendo in evidenza la sua grande capacità di essersi calata nei panni di un personaggio in grado di interpretare più ruoli senza grandi pretese. Sasha da porno attrice è divenuta musicista, attrice impegnata, artista, modella, imprenditrice, moderatrice e così via.

Ci è riuscita perché non è stupida, è autoironica e non pretende dai suoi dieci neuroni ciò che non potrebbero mai fare.

In realtà la figura della Grey non è nulla di nuovo nel panorama mediatico, basti pensare ad attrici come la Pozzi e la Staller, oggi ricordate più come donne dello spettacolo o showgirls piuttosto che come porno attrici. La sostanza è sempre quella: se ti sai vendere bene, nessuno presterà attenzione a ciò a che fai. Come non pensare al Rocco nazionale, il quale trivella da anni in giro per il mondo e venuto alla ribalta nella nostra quotidianità più pura e immacolata con pubblicità e inviti a trasmissioni in prima serata, nella quali esponeva il suo punto di vista sulla fregna e sulla politica. Argomenti che effettivamente non sono poi così distanti.

Rocco, Moana, Ilona, Sasha. Mostri sacri della cultura pop contemporanea. Icone mediatiche che fatturano o hanno fatturato milioni di dollari all’anno e rivestono un ruolo non indifferente nell’immaginario collettivo. In grado di suscitare curiosità e stupore: “Ah cazzo, ma la Grey legge Sartre”.

Affianco a queste figure c’è chi poi cerca di seguire la scia, di imitare il già fatto.

Valentina Nappi.

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La Vale mi ha regalato gioie immense, ha riempito per qualche anno i miei sabato sera di solitudine e spodestato nella mia cronologia tutte la altre parole chiave (porno, satana, Cristina d’Avena è un alieno).

Ragazza naturale, in grado di prendere cazzi manco fossero auguri di compleanno. Insomma, grande lavoratrice.

Ha iniziato dal basso, come tanti, con i solito pornetti, per poi approdare alla corte di Rocco e giungere alle grandi case produttrici americane.

Finché Vale si limitava a mettersi a pecora e fare ciò che doveva fare mi era davvero simpatica. Ero contento e soddisfatto di masturbarmi davanti a un tipa che dava davvero l’impressione di fare porno per il piacere di farlo.

Avevo trovato la donna della mia vita. Dopo anni di illusioni, segnate da amori fragili e seghe buttate lì tanto per, ecco che un angelo mi era apparso per indicarmi la retta via. Tutto procedeva per il meglio, finalmente ero in una relazione sana, dove ognuno aveva i suoi e spazi. Inoltre potevo finalmente comunicare ai miei amici la fine della mia solitudine.

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-”Vieni stasera con noi a picchiare i Rom?”

-”No, ragà, mi spiace. Stasera rimango a casa con Vale. Non ci siamo visti per tutta la settimana…”

Ma si sa, tutto finisce. Viviamo in un mondo di equilibri precari e costrutti immaginari che ci sforziamo di rendere concreti.

Ma che cazzo ‘sto a di’.

Niente, a un certo punto la Vale inizia ad andare in TV a parlare di politica, economia e filosofia morale. A proclamare che il sesso è “ghettizzato”, “fare la porno star è come fare qualsiasi altro mestiere, perché alla fine ti vendi in entrambi i casi” e blabla.

Da lì, la nostra vita è cambiata. Valentina ha cominciato a pensare e a parlare.

Malissimo.

Esprimeva le sue idee e convinzioni appoggiandosi a frasi fatte, citazioni più volte ripetute, sfanculava congiuntivi e condizionali. Il web aveva scoperto una nuova icona POP. Ma lei non è POP, come ha anche sottolineato in un simposio filosofico. Esatto, perché mentre voi siete laureati in lettere e filosofia e state a casa a non fare un cazzo, c’è Valentina che è invitata a Festival vari per esprimere la sua visione del sesso.

Ore noiose trascorse a cercare di esprimere un cazzo di concetto in maniera lineare. Il suo sguardo perso nel vuoto, le sue pause infinite e gli sguardi scettici del pubblico.

L’amore della mia vita si era ridotto a un fenomeno da circo.

Ridicolizzata anche da Lucci, messa alla mercé dell’intrattenimento mediatico più scadente e POP, la mia Vale svaniva davanti ai miei occhi.

http://www.iene.mediaset.it/puntate/2014/04/23/lucci-la-porno-emigrante_8571.shtml

Ha giocato a interpretare un De Sade moderno, una Pozzi più aggressiva per poi finire nella trasmissione di Diprè e rispondere ai Tweet di Massimo Boldi.

Si fosse limitata a fare quello che sa fare: aprire le gambe- ingoiare; magari avrebbe avuto la possibilità di ritagliarsi un posticino nell’olimpo del porno e poi chissà, magari presentare San Remo. E forse anche il nostro amore avrebbe avuto qualche speranza in più.

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Invece no. Vale ha voluto bruciare le tappe, interpretando ruoli al di sopra delle sue possibilità per poi diventare diventare una semplice, stupida, zoccola. Mentre la Grey e compagne sono agli occhi di tutti artiste “poliedriche”.

Del mio amore oggi non rimangono che frammenti e nostalgici ricordi. I miei sabato sera son ritornati a essere noiosi e non c’è attrice che abbia risvegliato in me quei sentimenti come solo Vale poteva fare.

L’amore da, l’amore toglie.

E tu Vale, dovevi solo darla.