Ah, non vi scopate i nani?

Non c’avete un cazzo da fare. É questa la tragica verità.

Perché se aveste qualcosa da fare non stareste a sparare cazzate, a scrivere fregnacce, a scoparvi i nani.

Ah, non vi scopate i nani?

Vabbe io sì. Ma solo nei giorni festivi.

Ora che avete terminato le teorie per supportare  tesi sul terrorismo/Islam/Porco Dio, potete tornare a fare quello che facevate benissimo prima.

Fissare il vuoto e comprare accessori di merda da H&M.

Le vostre guerre si combattono dal divano di casa. Voi, abili strateghi, che non avete superato il test d’ingresso al DAMS.

Il mondo, la Francia, la Siria e i nani –sempre loro- no se ne fanno un cazzo del vostro cordoglio, delle vostre bandiere e motti. Perché chi giace nel dolore è solo. E soprattutto non vuole intorno una mandria di coglioni ignoranti che dia pacche sulle spalle.

Il vero terrorismo è la capacità di minimizzare le atrocità e gigantizzare le cazzate. E in questo, noi occidentali, siamo maestri .

La paranoia ha preso il sopravvento, come se prima dell’attentato avessimo vissuto in un mondo bellissimo e tranquillo, dove era permesso fare che cazzo ci pareva senza pagarne le conseguenze. Poi all’improvviso „booom“.

Per l’ennesima volta.

La guerra per un paio di giorni ci è arrivata a qualche metro da casa e ci siamo cagati sotto. Città blindate, scuole chiuse, comunicati a raffica. Ci siamo scoperti coglioni e fragili. Incapaci di poter far fronte a una realtà che prima poi ci toccherà vivere quotidianamente. É una questione di tempo. I palazzi di cristallo, costruiti con le lastre splendenti del consumismo, ci cadranno addosso, facendoci a pezzi.

Tempo qualche settimana e tornerà tutto alla „normalità“. I temi durante gli apertivi saranno altri, la „A“ indicherà „Amazon“  nella cronologia di Google e non più attentato, le decorazioni natalizie diverranno la vostra copertina di Facebook. E ’sto cazzo alle bandiere e li mortacci loro.

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